Tradizione e salvaguardia contro le follie collettive del nostro paese

Carolina Rosi e Gianfelice Imparato
© foto Lia Pasqualino
Roberto Andò, recentemente alla direzione di Piazza degli eroi di Thomas Bernhard, guida con mano sicura il capolavoro eduardiano, trasmettendo e rendendo attuale una tematica che, chiusi ormai da decenni gli istituti di igiene mentale, potrebbe all'apparenza sembrare lontana.
Carolina Rosi come “capocomica” si dimostra all'altezza della grande tradizione teatrale napoletana. Nel ruolo di Teresa, il paragone è d'obbligo con Titina De Filippo e Regina Bianchi; l'attrice riesce a trasmettere con pari efficacia lo stato d'animo di una donna in bilico tra l'amore familiare e la paura della condanna sociale. La sua Teresa rappresenta, come lei stessa dice, la razionalità nella pazzia: a lei spetta il ruolo di portare la verità. Non di inferiore qualità attorica è Gianfelice Imparato (recentemente visto in Qui rido io), che si trova a interpretare il ruolo che fu dello stesso Eduardo. Degna di nota è anche la prova di Edoardo Sorgente, che nel personaggio già di Peppino De Filippo si rivela una promessa del teatro italiano.
Quanto a Paola Fulciniti (Checchina, la cameriera nel primo atto e Saveria Gallucci nel secondo), è un'attrice di talento ma nel ruolo di Checchina non convince: urla, si muove in maniera meccanica ed eccessiva, quasi “disturba”. Le aspettative su questo ruolo sono alte; la letteratura teatrale partenopea è ricca di “cameriere” che con astuzia e brio animano le storie. La Fulciniti risulta invece perfetta nel ruolo della ricca padrona di casa del secondo atto, dove appare adeguatissima e calata nella parte.Per quanto riguarda le scene, l'ambientazione verista di Gianni Carluccio è assolutamente adatta e avvolgente (sua anche la cura delle luci). Nel primo atto si riconosce l'interno di una qualsiasi abitazione piccolo borghese napoletana, mentre nel secondo, ottenuto semplicemente con l'asportazione di parte delle componenti sceniche, un porticato rinvia al loggiato di Villa Floridiana al Belvedere. Tutte le scene hanno “nell'anima” un'aria di ospedale psichiatrico, come se, in realtà, il povero protagonista non fosse mai veramente stato liberato dalla sua “prigione”. Nella scena finale, la posizione dei due attori intorno al tavolo da pranzo ricorda proprio i “tavoli” delle visite parentali negli istituti.

scena della poesia del secondo atto
© foto Lia Pasqualino
I costumi sono l'anello debole dell'allestimento: e spiace considerando che Napoli è la capitale della sartoria maschile e che lo spettacolo ha una allure “di tradizione”. La fattura non curata, artificiosa, e la trasparenza delle giacche sfoderate ne sono un chiaro esempio. Lo stesso dicasi per le parrucche (per motivi scenici indossate da Paola Fulciniti), talmente finte da far pensare al carnevale di Viareggio. Nonostante questo, lo spettacolo rappresenta un'eccellenza della migliore tradizione italiana, recitato da grandi professionisti e costruito con grande sapienza artigianale.
L'opera si apre e si chiude con le note dell'overture del La forza del destino di Giuseppe Verdi (particolare la corrispondenza con la “pazzia” che distrusse la vita di Francesco Maria Piave, librettista dell'opera verdiana) e ci lascia con in testa una domanda: la famiglia esiste?
Ditegli sempre di sì

Eduardo De Filippo (Michele) e
Cast & credits
| Titolo
Ditegli sempre di sì |
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| Origine
Italia |
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| Anno
1927 |
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| Durata
95 min. |
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| Data rappresentazione
12 marzo 2022 |
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| Città rappresentazione
Lucca |
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| Luogo rappresentazione
Teatro del Giglio |
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| Prima rappresentazione
7 aprile 1928 Teatro Manzoni, Roma |
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| Titolo originale
Chill'è pazzo! |
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| Autori
Eduardo De Filippo |
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| Regia
Roberto Andò |
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| Interpreti
Carolina Rosi (Teresa Lo Giudice) Gianfelice Imparato (Michele Murri, fratello di Teresa) Edoardo Sorgente (Luigi Strada, inquilino di Teresa) Massimo De Matteo (don Giovanni Altamura, padrone di casa di Teresa) Federica Altamura (Evelina, figlia di don Giovanni) Andrea Cioffi (Ettore De Stefani, amico di Luigi) Nicola Di Pinto (Vincenzo Gallucci, amico di famiglia) Paola Fulciniti (Saveria Gallucci, moglie di Vincenzo) Viola Forestiero (Olga, fidanzata di Ettore) Vincenzo D'Amato (Croce, medico) Gianni Cannavacciuolo (Attilio Gallucci, fratello di Vincenzo) Paola Fulciniti (Checchina, cameriera) |
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| Produzione
Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo / Fondazione Teatro della Toscana |
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| Scenografia
Gianni Carluccio |
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| Costumi
Francesca Livia Sartori |
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| Luci
Gianni Carluccio |
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| Note
fotografie di Lia Pasqualino |