(Non) porgete l'altra guancia

Al pari delle sirene che nel dodicesimo libro dell'Odissea tentano di ammaliare e trucidare Ulisse e compagni, così Cassie (Carey Mulligan) tesse le trame per irretire e poi ledere individui dalle balorde intenzioni. Ogni fine settimana la donna si reca nei locali fingendosi stordita dall'alcool in modo da farsi “soccorrere” da uomini che, dietro intenzioni apparentemente nobili, nascondono mire legate al proprio appagamento sessuale. All'origine di questa sua “missione” seriale un episodio accaduto alla sua migliore amica ai tempi dell'università, causa dell'abbandono degli studi della protagonista nonostante fosse “una donna promettente”. Quella che a tutti gli effetti sembra una vendicatrice senza scrupoli uscita da un fumetto DC Comics o Marvel nasconde, in realtà, un immane dolore che la costringe a precludersi ogni tipo di relazione: vive infatti con i genitori, senza un partner, senza nessun amico. Presso la caffetteria dove lavora, conosce Ryan (Bo Burnham), ex compagno di studi universitari con il quale inizia una sincera relazione. Quando ogni brama di rappresaglia sembra sopita, riemerge dal passato un nome che porterà Cassie a indossare nuovamente gli abiti di messaggera di rivalsa, ammiccando al sottogenere cinematografico dei Revenge Movies.

Sin dalle prime sequenze Una donna promettente presenta una serie di sfondi nei quali la violenza assume varie tonalità di colore (dagli apprezzamenti scabrosi nei locali ai commenti osceni per strada, dal revenge porn all'oltraggio fisico), tutte originate da uomini comuni – da “ragazzi della porta accanto” – minando quindi ogni sorta di stereotipizzazione canonica degli stupratori. Infatti due delle “martiri” di Cassie sono accusate di aver minimizzato, ignorato o sottovalutato l'episodio turpe per cui la protagonista esige vendetta, addossando addirittura la responsabilità alla vittima per l'abbigliamento e lo stile di vita. Presi di mira sono inoltre il “branco” e quell'omertà generale che invece di scagionare aggrava il reato di collusione, l'aver distolto lo sguardo nonostante l'orrore davanti agli occhi. La violenza narrata e la sua percezione collettiva sono valanghe che investono tutti senza fare eccezioni.

La toccante interpretazione della Mulligan, nelle vesti di un personaggio contorto dai comportamenti imprevedibili, restituisce allo spettatore la tragedia subìta seppur non in prima persona. Il senso di colpa per non essere stata presente in quel momento la porta a regredire e a incanalare la rabbia in un bisogno spasmodico di giustizia. La sceneggiatura enfatizza le doti recitative dell'attrice soprattutto nei dialoghi imprevedibili e divertenti con Ryan: infatti il film si regge complessivamente sulla leggerezza narrativa, adoperando saltuariamente trovate disturbanti. Un esempio emblematico è la scena in cui la protagonista osserva su uno smartphone il video del turpe accadimento (violenza dell'immagine) negando al pubblico l'immagine della violenza. A tal proposito non viene mai menzionata la parola “stupro”, accentuando per contrappasso la sua valenza orrorifica.
I punti deboli del film riguardano la frastagliata fluidità (a tratti si ha la sensazione di un e vero e proprio frazionamento delle varie sequenze) e l'immaturità di un finale che occhieggia allo stile pulp tarantiniano smorzando tutta la tensione e la mestizia accumulate. Tuttavia, il film dà una grande prova di coraggio nell'impianto tematico e stilistico, con sottotesti che affondano le radici in discorsi di scottante attualità e di necessaria importanza.
Una donna promettente

Cast & credits
| Titolo
Una donna promettente |
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| Origine
Stati Uniti d'America |
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| Anno
2020 |
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| Durata
113 min. |
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| Formato
2,39:1 |
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| Titolo originale
Promising Young Woman |
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| Regia
Emerald Fennell |
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| Interpreti
Carey Mulligan (Cassandra "Cassie" Thomas) Bo Burnham (Ryan Cooper) Alison Brie (Madison) Clancy Brown (Stanley Thomas) Jennifer Coolidge (Susan Thomas) |
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| Produttori
Margot Robbie, Tom Ackerley, Josey McNamara, Ben Browning, Ashley Fox, Emerald Fennell, Carey Mulligan, Glen Basner, Alison Cohen, Milan Popelka |
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| Produzione
LuckyChap Entertainment |
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| Distribuzione
Universal Pictures |
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| Scenografia
Michael T. Perry |
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| Costumi
Nancy Steiner |
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| Sceneggiatura
Emerald Fennell |
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| Montaggio
Frédéric Thoraval |
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| Fotografia
Benjamin Kračun |
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| Musiche
Anthony Willis |