La danza d’autore tra insoliti spazi e luoghi deputati
Un doppio appuntamento con la danza d’autore richiama l’attenzione a Reggio Emilia che ospita in prima assoluta alla Collezione Maramotti la performance di Anne Teresa De Keersmaeker e al Teatro Valli le premières del Nederlands Dans Theater 2. Due eventi a stretto contatto che amplificano la fruizione dell’accadimento coreografico e fanno del capoluogo emiliano un punto di riferimento delle arti contemporanee. E se il primo con la presenza di una figura centrale della danza contemporanea mondiale rinsalda i legami tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara, il secondo congeda il Festival Aperto 2024 con l’atteso ensemble olandese ormai affrancatosi dal “fratello maggiore”, il Nederlands Dans Theater, e interprete di un proprio apprezzato repertorio.
Nell’ex stabilimento Max Mara, trasformatosi in galleria d’arte contemporanea per volontà del fondatore della casa di moda Achille Maramotti, Anne Teresa De Keersmaeker sceglie di esibirsi al primo piano in uno spazio bianco, luminoso e aperto all’interazione con il pubblico che assiste a Bist du bei mir. Un lungo ed emozionante assolo sulle Goldberg Variations, BWV 988 di Bach, eseguite magistralmente al piano da Alain Franco, che proietta i presenti in una dimensione altra tra suggestioni visive e acustiche.
Inserita nel programma del Festival Aperto questa creazione site specific prosegue il dialogo tra danza e arti visive che, alla Collezione Maramotti, diventano insoliti paesaggi e fanno da sfondo a inusuali interventi coreutici iniziati nel 2009 con la Trisha Brown Dance Company e proseguiti con la Shen Wei Dance Arts nel 2011, la Wayne McGregor /Random Dance nel 2013, la Hofesh Shechter Dance Company nel 2015, Saburo Teshigawara nel 2017, Dimitris Papaioannou nel 2019 e Peeping Tom nel 2021.
La danzatrice e coreografa belga, fondatrice della Compagnia Rosas, non è nuova ad “abitare” spazi non deputati alla danza. Sue “dimore” sono già state il Centre Pompidou, la Tate Modern, il MoMA, il Louvre e ora l’edificio Maramotti, scelti per mostrare gli sviluppi della sua danza. Una danza che nasce dalla musica e dal rapporto con l’ambiente in cui si trova ad agire ed è orientata a una libertà espressiva che va oltre i codici di riferimento e ricerca il contatto con gli spettatori e i loro sguardi.
Il titolo Bist du bei mir riprende un brano del XVII secolo di Gottfried Heinrich Stölzel. La sessantaquattrenne artista, in abiti casual, attraversa le sale dopo aver lanciato le scarpe da ginnastica e dato inizio all’esibizione. L’avvio è quello di una danza silenziosa e respirata ma poi De Keersmaeker si lascia andare alle note di Bach e allora prende il sopravvento la fluidità cinetica nell’uso morbido di braccia e mani, nei salti improvvisi, negli scivolamenti a terra, nelle corse, nelle fermate, negli abbandoni alle pareti e ai pilastri di cemento, nelle fughe improvvise, nelle incursioni tra gli astanti che assistono a questa sorta di liberazione duncaniana del corpo e la sommergono di applausi.

© Herman Sorgeloos
Il coinvolgimento, seppur in un contesto diverso come quello del Teatro Valli, si fa sentire anche con il Nederlands Dans Theater 2 che propone in prima italiana lo strepitoso Folkå di Marcos Morau e il divertente An Untold Story di Nadav Zelner. Un dittico che mette in mostra la versatilità e la bravura di una compagine in grado di far propri stili di danza differenti seppur accomunati dal codice estetico contemporaneo.
Marcos Morau, acclamato e pluripremiato coreografo, fondatore della compagnia La Veronal e di istanza in questo periodo in Italia con Notte Morricone creato per Aterballetto e Totentaz (Morgen ist di Frage) realizzato per la Triennale di Milano, approda al Festival Aperto con Folkå rappresentato allʼAia nel 2021 e nato in collaborazione con i danzatori del NDT 2. Un’opera che si ispira al folklore «per celebrare la vita – dice Morau – e onorare la morte attraverso la musica, la danza, i simboli, le leggende o le superstizioni». Ovvero tutti quegli usi, costumi e tradizioni che nella presente e fagocitante contemporaneità ci consentono di recuperare il nostro passato e la nostra identità. Morau per questo tributo si avvale della musica di Juan Cristobal Saavedra, delle composizioni Condividiamo La luna e Whisper di Kim Sutherland e dell’accompagnamento del Coro Bulgaro di Londra diretto da Dessislava Stefanova, che accentuano la ritualità ancestrale impressa alla danza dai quattordici protagonisti.
Con indosso la mise di Silvia Delagneau fatta di lunghe gonne scure, tenute da bretelle, e camicie bianche disegnate di nero, i ballerini appaiono in proscenio e ripetono in modo sincrono movimenti di braccia, di mani, di testa, in un coinvolgimento spasmodico del corpo che si alza, si abbassa, si piega, si attorciglia assecondato dalle luci di Tom Visser. Tutti, uomini e donne, si muovono compatti in una ritualità legata alla terra e la danza si fa tellurica, incessante nell’isolare le membra che poi vengono riassemblate al rimo ossessivo e percussivo della musica e del canto. Di fronte a questo inno vitalistico di Morau il pensiero corre veloce all’atmosfera stravinskijana della Sagra della primavera di Nijinskij. Ma il quarantatreenne coreografo valenciano si affranca dall’archetipo per la contemporaneità che imprime al concept e per il particolarissimo stile del suo linguaggio con il quale riesce a creare qualcosa di originale, di latino e di entusiasmante.

Un momento dello spettacolo
© Rahi Rezvani
Secondo pezzo in scaletta An Untold Story di Nadav Zelner nasce per il NDT 2 e il suo debutto è avvenuto allʼAia a ottobre 2024. Zelner, classe 1992, si è formato alla Kibbutz Contemporary Dance Company e poi si è dedicato alla coreografia firmando produzioni per la Staatsoper Hannover, la Batsheva Dance Company e la Gauthier Dance Company. Incline a una danza mossa, dinamica e virtuosistica, il dancemaker israeliano mette in scena situazioni umoristiche e inaspettate come accade anche in An Untold Story. Tre pedane a scivolo perimetrali, disegnate da Eran Atzmon, accolgono i danzatori che, accompagnati dalla musica balcanica e dalle luci di Avi-Yona Bueno (Bambi), salgono e scendono a turno o in gruppo per raccontare con leggerezza una storia non detta ed esorcizzare il non facile rapporto di Nadav con il padre.

© Rahi Rezvani
Fasciati dai costumi di Maor Zabar, che si trasformano in scafandri gialli dotati di pompa che irrora fumo, gli interpreti danno vita a una coreografia garbata e piacevole a cui forse nuoce un po’ il confronto con la potenza trascinante di Folkå. Alla fine, applausi calorosi e convinti decretano il successo di questa serata che chiude degnamente il Festival Aperto 2024.
Bist du bei mir / Folkå / An Untold Story

© Rahi Rezvani
Cast & credits - Bist du bei mir
| Titolo
Bist du bei mir / Folkå / An Untold Story |
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| Sotto titolo
Bist du bei mir |
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| Anno
2024 |
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| Data rappresentazione
24 novembre 2024 |
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| Città rappresentazione
Reggio Emilia |
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| Luogo rappresentazione
Collezione Maramotti |
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| Prima rappresentazione
24 novembre 2024 |
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| Evento
Festival Aperto |
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| Autori
Anne Teresa De Keersmaeker |
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| Coreografia
Anne Teresa De Keersmaeker |
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| Musiche
Johann Sebastian Bach, Variazioni Goldberg, BWV 988 |
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| Note
Pianoforte: Alain Franco |
Cast & credits - Folkå
| Titolo
Bist du bei mir / Folkå / An Untold Story |
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| Sotto titolo
Folkå |
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| Anno
2024 |
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| Data rappresentazione
24 novembre 2024 |
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| Città rappresentazione
Reggio Emilia |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Municipale Valli |
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| Prima rappresentazione
4 novembre 2021 |
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| Evento
Festival Aperto |
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| Scenografia
Marcos Morau |
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| Costumi
Silvia Delagneau |
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| Coreografia
Marcos Morau |
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| Corpo di ballo
Nederlands Dans Theater 2 |
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| Suono
Juan Cristobal Saavedra |
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| Luci
Tom Visser |
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| Musiche
Condividiamo La luna e Whisper di Kim Sutherland |
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| Coro
Coro Bulgaro di Londra |
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| Maestro del coro
Dessislava Stefanova |
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| Note
Pianoforte: Alain Franco |
Cast & credits - An Untold Story
| Titolo
Bist du bei mir / Folkå / An Untold Story |
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| Sotto titolo
An Untold Story |
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| Anno
2024 |
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| Data rappresentazione
24 novembre 2024 |
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| Città rappresentazione
Reggio Emilia |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Municipale Valli |
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| Prima rappresentazione
24 ottobre 2024 |
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| Evento
Festival Aperto |
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| Coreografia
Nadav Zelner |
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| Corpo di ballo
Nederlands Dans Theater 2 |
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| Sceneggiatura
Eran Atzmon |
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| Luci
Avi-Yona Bueno (Bambi) |
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| Musiche
Ionica Minune; Henry Ernest (alias Adrian Sical) / Fanfara Ciocarlia; Taraf de Haidoukus; Taraful Ciuleandra; Robert Schumann; Daniel Baremboim |
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| Note
Pianoforte: Alain Franco |