Un Morricone trasfigurato e trasmutato
È un omaggio suggestivo e trasfigurato
quello che il regista e coreografo valenciano Marcos Morau dedica a Ennio
Morricone e alla sua musica nella Notte
Morricone. La prima commissione a serata realizzata per il Centro
Coreografico Nazionale/Aterballetto è presentata con successo al Teatro
Argentina di Roma, dopo l’anteprima agostana al Macerata Opera Festival. Una
produzione che segna l’inizio della collaborazione tra Morau e i sedici
splendidi danzatori emiliani chiamati a ballare, recitare e cantare
accompagnati dalla musica di Morricone arrangiata da Maurizio Billi in una partitura registrata ed eseguita
dall’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, da lui diretta.
Billi, amico del compositore, ha per
così dire messo a punto una colonna sonora ad
hoc per questa Notte tenendo ben presente quello che il maestro gli disse: «La mia
musica non ha bisogno di stampelle». Ovvero ha valore di per sé, anche se
legata al cinema, ed è capace di sprigionare emozioni in chi la ascolta e la
“vede”. E Morau, che si definisce un “erede diretto” di quel lascito musicale,
a sua volta non ha banalmente ripercorso la vita artistica di Morricone con
l’assemblaggio di brani celebri e inconfondibili, quanto piuttosto ha dato
corpo e anima a una nuova melodia dimostrando di poter “dissociare” la sua musica
dai film e farla diventare fonte di ispirazione per una gesamtkunstwerk (“opera d’arte totale”) del nuovo millennio ed
echeggiare nella sala di un teatro.
Un momento dello spettacolo
© Paolo Porto
Miglior coreografo del 2023 per la rivista tedesca «TANZ» e insignito del Premio Nazionale di Danza iberico, Morau dirige dal 2004 la compagnia La Veronal e crea lavori per organici del calibro del Nederlands Dans Theater, de Les Grands Ballets Canadiens e del Royal Danish Ballet. Artista associato allo Staatsballet Berlin dalla stagione 2023/2024 e di Triennale Milano per il periodo 2025-2027, l’autore si distingue per il taglio registico delle sue opere e per le atmosfere visionarie ben visibili in Notte Morricone. «Una notte ordinaria nella vita di un creativo che, solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono».
Per raccontare «il tormento e l’estasi»
della creazione il “coreo-regista” spagnolo sceglie i consueti toni antracite e
una scenografia mobile con enormi lavagne piene di spartiti, numeri e disegni
ideata da Marc Salicrú, che cura
anche le basse e metalliche luci. I pannelli semoventi si trasformano in sale
di incisione, buche d’orchestra, ambienti privati, cinematografi; e non mancano
oggetti cari a Morricone come la tromba, la scacchiera e il pianoforte a coda,
che sono anche la proiezione della mente di un genio. Morricone, uomo schivo e
gentile, è colto nei momenti più prolifici, in altri pieni di amarezza, in
altri galvanizzati dai successi, mentre la sua voce in controcampo ricorda il
sogno di diventare dottore, accenna al discorso pronunciato agli Oscar,
riflette su cosa per lui rappresenti la musica e pronuncia dolci parole per la
moglie.
Un momento dello spettacolo
© Paolo Porto
Colpisce l’idea di duplicare Morricone nel suo alter ego con i bravissimi Giovanni Leone e Leonardo Farina, e di moltiplicarlo nei danzatori in giacca, cravatta, occhiali scuri e parrucca bianca, disegnati da Silvia Delegneau, e perfino nei puppets. Miniature di Morricone e di attori scelti per sottolineare l’onnipresenza del compositore nei suoi film e nei protagonisti di scene cult. Basti il riferimento al treno di C’era una volta il west o ai cappelli di Giù la testa. Le sequenze reali e virtuali si susseguono a ritmo cinematografico, tra primi piani e campi lunghi, e la colonna sonora fa da fermo immagine con brani tratti da Nuovo cinema paradiso, Il Buono, il Brutto e il cattivo, La Califfa, C’era una volta l’America, Uccellacci uccellini, Per un pugno di dollari, Mission, senza dimenticare le canzoni, fra cui Se telefonando, scritta per Mina, e gli inserti di musica atonale e tonale. Lo spettacolo si carica di suggestioni acustiche, visive ed emotive e Morricone, trasmutato in un iperuranio di perfezione, è lì ad accompagnarci in questo viaggio grazie anche ai ballerini, vero collante di questa Notte musicata, cantata, recitata e ballata.
Un momento dello spettacolo
© Paolo Porto
L’Aterballetto si muove compatto e sfodera una gestualità preziosa, sorprende per la disarticolata dinamica dei legati contemporanei e per la resa di una danza comportamentale in una partitura coreografica che collima perfettamente con quella musicale. Nel finale si assiste al funerale di Morricone intorno al pianoforte con i ballerini che intonano Here’s to You da Sacco e Vanzetti, mentre lui, con voce calma e serena, assicura di trovarsi bene dove sta.
Questa Notte arriva al cuore dello spettatore e nonostante Morricone abbia
scritto prima di congedarsi «Io sono morto», la sua musica, Marcos Morau,
Maurizio Billi e Aterballetto dimostrano il contrario e di questo siamo loro
grati.
Notte Morricone
Cast & credits
| Titolo
Notte Morricone |
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| Anno
2024 |
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| Data rappresentazione
27 ottobre 2024 |
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| Città rappresentazione
Roma |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Argentina |
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| Prima rappresentazione
24 ottobre - 10 novembre 2024 |
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| Adattamento
Maurizio Billi |
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| Regia
Marcos Morau |
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| Interpreti
Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Ana Patrícia Alves Tavares Elias Boersma Estelle Bovay Emiliana Campo Albert Carol Perdiguer Sara De Greef Leonardo Farina Matteo Fiorani Matteo Fogli Arianna Ganassi Clèment Haenen Arianna Kob Federica Lamonaca Giovanni Leone Ivana Mastroviti Nolan Millioud |
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| Scenografia
Marc Salicrú |
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| Costumi
Silvia Delagneau |
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| Coreografia
Marcos Morau |
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| Suono
Alex Röser Vatiché, Ben Meerwein |
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| Luci
Marc Salicrú |
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| Musiche
Ennio Morricone |
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| Direzione d'orchestra
Maurizio Billi |
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| Note
Testi: Carmina S. Belda; Anteprima Outdoor: Macerata Opera Festival, Arena Sferisterio 1 agosto 2024. |