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Visioni attorno a Dioniso

di Benedetta Colasanti
  Citerone | Cuma
Data di pubblicazione su web 25/09/2023  

Citerone è il monte sacro a Dioniso nonché il titolo della prima parte del breve spettacolo bipartito che Michele Ifigenia Colturi propone alla XXX edizione di Fabbrica Europa. Mentre il pubblico fa il proprio ingresso nel Teatro Cantiere Florida, uno dei luoghi che ospitano il festival fiorentino, due danzatrici a torso nudo sono impegnate a segnare sul piano del palco sagome e confini con un nastro adesivo rosso.

Il mondo greco, culla del teatro occidentale, continua ancora oggi a sostanziare la performance contemporanea, si pensi tra vari esempi al lavoro di Enzo Cosimi. Ma di quel mondo quest’ultima stravolge la forma, il linguaggio, il significato, rendendolo attuale ma spesso anche irriconoscibile. È il caso di Citerone, ispirato a Le Baccanti di Euripide, tragedia appartenente alla trilogia formata da Alcmeonte a Corinto e Ifigenia in Aulide. Michele Ifigenia, nomen omen, e la sua compagnia Tyche propongono una rilettura che tuttavia, in mancanza del foglio di sala, forse mai avrebbe riportato alla memoria le baccanti.

La coppia di danzatrici mira a rappresentare la collettività delle donne salite sul monte Citerone per celebrare il dio del teatro. Queste baccanti indossano scarponi e pantaloni molto moderni e si muovono all’unisono in maniera concitata, a ricordare sia l’estasi dionisiaca sia essendo solo in due la progressiva perdita di importanza del coro nel teatro greco. Se il seno nudo fa riferimento ad alcune immagini della statuaria classica, altri elementi sono forse eccessivamente anacronistici o rischiano di banalizzare e appiattire il rito. Si pensi ad esempio alla scena finale, probabile richiamo al banchetto, quando le due danzatrici siedono una di fronte all’altra ai due capi di un tavolo e mangiano un panino con nonchalance.

Molto riuscita risulta invece la performance di Federica D’Aversa che, nella seconda parte del lavoro, interpreta la Sibilla Cumana esprimendo con rispetto un’essenza sfaccettata, complessa, misteriosa e archetipica. Sacerdotessa di Apollo, altra faccia del binomio apollineo-dionisiaco, la Sibilla di Cuma è presente in diverse opere letterarie, dall’Eneide di Virgilio alle Metamorfosi di Ovidio, fino a Dante Alighieri. Il coreografo la propone qui nel momento culminante della profezia, immortale ma consumata, illuminata di conoscenza ma potenzialmente orrorifica. Nel continuo mutare di un corpo completamente prestato alla messinscena, Cuma sfrutta in particolare il gioco di luci. L’illuminotecnica è di fatto parte integrante della drammaturgia e valorizza la personificazione della Sibilla: dalla eburnea bellezza virginale a un terribile grido senza voce che sembra accogliere in sé tutto l’orrore del mondo.



Citerone | Cuma


Citerone
cast cast & credits
 


Cuma
cast cast & credits
 


Spettacolo visto a Fabbrica Europa (Teatro Cantiere Florida) il 17 settembre 2023
 
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