La seduzione della parola
Arturo Cirillo conquistò l'attenzione di pubblico e critica nel 2002 con la “bizzarra” messinscena di Mettiteve a fà l'ammore cu me! di Eduardo Scarpetta, dove gli attori interpretavano una tipica commedia borghese con gestualità e vocalità esasperatamente meccaniche, sovrapponendo alle maschere scarpettiane nuovi personaggi secondo uno stile “mejercholdiano”. Seguirono gli allestimenti di L'ereditiera di Annibale Ruccello (2003 - Premio Ubu come miglior regia),

Luciano Saltarelli e Arturo Cirillo
Conoscendo il percorso artistico della compagnia di Cirillo, quindi, un po' stupisce la messinscena dell'Otello di Shakespeare, ben lontana dai virtuosismi e dalle sperimentazioni precedenti: gli attori sono misurati nella recitazione e la regia è molto semplice, ma non banale. I risvolti leggeri e comici dell'opera vengono evidenziati sin dall'inizio, quando Barbanzio (Rosario Giglio) e il Doge (Salvatore Caruso) indossano i costumi (di Gianluca Falaschi) e le maschere di Pulcinella e Pantalone; anche se tale scelta, che viene fatta solo nelle prime due scene, sembra non troppo adeguata ad un allestimento che nel suo insieme rimane abbastanza fedele al testo d'origine. Lo stesso discorso vale per l'interpretazione del personaggio di Bianca en travesti.

Rosario Giglio e Salvatore Caruso
Molto commovente, invece, la disperazione di Desdemona (Monica Piseddu) ed Emilia (Sabrina Scuccimarra), che alla fine spezzano l'atmosfera leggera che si respira per gran parte dello spettacolo.

Sabrina Scuccimarra e Monica Piseddu
«Otello è la tragedia della parola. La parola inventa i luoghi, costruisce i sentimenti, determina l'agire dei personaggi», annota il regista. Ed infatti solo due muri riempiono la scena (di Dario Gessati), spostati dagli attori per delimitare gli spazi chiusi che imprigionano le parole di Iago e la conseguente gelosia di Otello. Un'ossessione senza limiti che in un attimo elimina tutte le virtù e la saggezza del moro. Otello è un “uomo di guerra” e la sua integrità morale non smentisce la sua ignoranza e la sua istintività. Ed è per questo motivo che nella messinscena di Cirillo non è connotato come uomo di colore, ma ha solo una parte del viso truccata di nero, come se fosse “sporco”. Macchiato dalla sua rozzezza e incapacità di controllo, ma anche dal suo disturbo mentale (da sottolineare la sua crisi epilettica quando è ormai conquistato dal sospetto).

Una scena dello spettacolo
Risulta molto accattivante questa versione di Iago: Cirillo sottolinea il lato più viscido e codardo del personaggio, rendendolo un inetto, uno di quei soggetti insignificanti che per uscire dall'anonimato arrivano a commettere terribili crimini. Ad appoggiarlo nei suoi intrighi Roderigo (Luciano Saltarelli) e l'altra vittima dei suoi raggiri Cassio, che non sembra tanto ingenuo e onesto, ma alquanto ambiguo nell'interpretazione di Michelangelo Dalisi.

Michelangelo Dalisi e Arturo Cirillo
Otello

Monica Piseddu in una scena

Monica Piseddu e Danilo Nigrelli
Cast & credits
| Titolo
Otello |
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| Anno
1603/1604 |
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| Durata
2 ore |
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| Data rappresentazione
21 gennaio 2010 |
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| Città rappresentazione
Roma |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Eliseo |
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| Prima rappresentazione
11 novembre 2009, Teatro Sperimentale di Ancona |
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| Titolo testo d'origine
The Tragedy of Othello, the Moor of Venice |
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| Autori testo d'origine
William Shakespeare |
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| Traduzione
Patrizia Cavalli |
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| Regia
Arturo Cirillo |
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| Interpreti
Danilo Nigrelli (Otello) Arturo Cirillo (Iago) Monica Piseddu (Desdemona) Sabrina Scuccimarra (Emilia) Salvatore Caruso (Doge, Montano, Bianca) Michelangelo Dalisi (Cassio) Rosario Giglio (Barbanzio, Araldo, Lodovico) Luciano Saltarelli (Roderigo) |
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| Produzione
Teatro Stabile delle Marche, Teatro Eliseo, Nuovo Teatro srl |
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| Scenografia
Dario Gessati |
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| Costumi
Gianluca Falaschi |
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| Luci
Pasquale Mari |
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| Musiche
Francesco De Melis |