Toscana in Danza: un itinerario triennale tra Prato e Pistoia
L’aspetto più significativo dell’iniziativa risiede nella volontà di superare una concezione della programmazione coreutica fondata esclusivamente sulla successione degli spettacoli, per favorire invece la costruzione di un percorso continuativo, capace di intrecciare creazione artistica, formazione e partecipazione. In questa prospettiva, la collaborazione tra Prato e Pistoia assume il valore di una sperimentazione organizzativa e culturale, nella quale la condivisione delle risorse e delle progettualità diventa uno strumento per rafforzare la visibilità della danza e ampliare le occasioni di incontro con il pubblico. Non si tratta, dunque, soltanto di incrementare il numero degli appuntamenti, ma di interrogarsi sulle condizioni che possono rendere la presenza della danza più stabile e riconoscibile nel panorama dello spettacolo dal vivo. Il progetto si sviluppa idealmente attraverso tre momenti, individuati nelle immagini della «semina», della «fioritura» e del «raccolto»: dalla progressiva conoscenza dei linguaggi coreografici alla realizzazione di nuove produzioni, fino alla restituzione delle esperienze maturate nel corso del triennio. A questa articolazione si accompagna una particolare attenzione alla formazione dello spettatore, attraverso laboratori di critica, incontri con gli artisti e iniziative di avvicinamento alla danza contemporanea. Un investimento che riconosce nella costruzione del pubblico una componente essenziale della progettazione culturale e che, al tempo stesso, mira a sostenere la ricerca artistica e le opportunità professionali del settore.
A inaugurare il cartellone sarà, giovedì 22 ottobre 2026, il Teatro Politeama Pratese, che ospiterà in prima nazionale ARIA. Arie barocche nell’aria di NoGravity Theatre, con la regia e le coreografie di Emiliano Pellisari e la direzione musicale di Simone Ori. Lo spettacolo, accompagnato dall’esecuzione dal vivo della Camerata Strumentale di Prato, propone un incontro tra danza aerea, musica barocca e canto, nel quale la dimensione visiva si costruisce attraverso la sospensione dei corpi e la trasformazione dello spazio scenico. Una ricerca, quella di Pellisari, che fa dell’illusione gravitazionale e della composizione figurativa elementi centrali di un linguaggio teatrale sospeso tra danza e invenzione scenotecnica.
La programmazione della prima stagione, prevista tra l’autunno 2026 e la primavera 2027, attraverserà poetiche e modalità compositive differenti: tra gli appuntamenti annunciati figura Femina della compagnia Abbondanza/Bertoni, finalista al Premio Ubu 2023 nella categoria dedicata al migliore spettacolo di danza, accanto ad Arvo Pärt vs David Bowie di Equilibrio Dinamico, Juliet & Romeo di Ben Duke, presentato in esclusiva regionale, e Bach Dance Concert, che riunirà il pianista Ramin Bahrami e la compagnia Zappalà Danza. L’itinerario si articolerà attraverso una rete di luoghi che comprende, oltre al Politeama Pratese, il Piccolo Teatro Mauro Bolognini e il Funaro di Pistoia, fino al Teatro Pacini di Pescia e ad altri spazi urbani. La dimensione territoriale rappresenta uno degli aspetti qualificanti dell’iniziativa: la circolazione degli spettacoli e delle attività tra sedi differenti, infatti, intende favorire una maggiore accessibilità dell’offerta coreutica, mettendo in relazione comunità di spettatori e contesti culturali diversi.
Particolarmente interessante, in questa direzione, è la presenza di progetti che prevedono un coinvolgimento diretto della cittadinanza. Nel 2027, accanto a Spring Dance al Politeama Pratese, è infatti prevista la realizzazione di Pistoia Dancing City – The Nelken Line, iniziativa partecipativa curata da Cristiana Morganti con il sostegno della Pina Bausch Foundation. Ispirato a Nelken, uno dei lavori più celebri di Pina Bausch, il progetto porta al centro dell’esperienza coreografica la dimensione collettiva del movimento, aprendo la pratica della danza anche a coloro che non possiedono una formazione professionale.
Accanto all’ospitalità degli spettacoli, Toscana in Danza riserverà spazio anche ai processi creativi. Il Funaro accoglierà una residenza della compagnia KOMOCO, diretta da Sofia Nappi, mentre tra i progetti annunciati figura una nuova creazione internazionale di CCN/Aterballetto ispirata alla figura di Pier Paolo Pasolini. La presenza di residenze e nuove produzioni amplia il raggio d’azione dell’iniziativa, affiancando alla circuitazione delle opere il sostegno alla ricerca e alla sperimentazione coreografica. Il percorso culminerà nella primavera del 2028 con un Galà delle compagnie toscane al Teatro Politeama Pratese, concepito come occasione di valorizzazione delle realtà regionali e di confronto sui risultati raggiunti.
Nel suo insieme, Toscana in Danza si presenta come un tentativo di ripensare il rapporto tra programmazione e fruizione dell’arte coreutica, affidando alla collaborazione tra istituzioni un ruolo determinante. La vera sfida sarà quella di tradurre la ricchezza del cartellone e delle attività collaterali in una presenza effettivamente continuativa della danza sul territorio, capace di consolidarsi anche oltre il triennio previsto.
