Maria Venuso
La Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo. L’Ottocento


Benevento, Kinetès, 2025, 388 pp., euro 40,00

Data di pubblicazione su web 22/09/2026

La Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo. L’Ottocento

Il panorama degli studi sulla danza in Italia si arricchisce di un valido contributo con il volume di Maria Venuso, La Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo. L’Ottocento. Il testo si presenta come un’indagine storiografica puntuale che colma un vuoto documentario significativo, offrendo una ricostruzione lineare delle vicende formative e istituzionali che hanno animato uno dei più prestigiosi centri teatrali del XIX secolo. L’opera si inserisce nel dibattito scientifico proponendosi non solo come saggio di ricostruzione storica ma anche – e soprattutto – come funzionale strumento di consultazione per gli storici dello spettacolo. 

Uno dei tratti qualificanti della ricerca risiede nell’intuizione di spostare il baricentro dell’analisi storiografica. Infatti, sebbene la bibliografia sul balletto romantico vanti ormai contributi di indiscusso rilievo sui singoli capolavori e sulle étoiles più celebri, rimane ancora un vasto universo da esplorare al fine di comprendere appieno la complessità del sistema coreutico ottocentesco. Il volume sceglie volutamente di andare oltre la mera fruizione estetica e la centralità delle figure simbolo, mettendo in luce il fitto reticolo di professionisti della scena, artigiani, maestri e maestranze che garantivano la vita quotidiana del teatro. In questo quadro, Venuso compie un’operazione di sicuro interesse: restituire visibilità e rilevanza a un’intera comunità artistica rimasta a lungo nell’ombra. Attraverso le pagine del libro emergono interpreti finora poco noti o del tutto assenti dagli studi di storia della danza, figure che molto probabilmente godettero di notevole notorietà al loro tempo e che poi furono progressivamente dimenticate. Il lavoro dimostra pertanto come la storia della danza conservi ancora un enorme patrimonio sommerso da riportare alla luce. 

Al contempo, il focus sulla Scuola di Ballo riveste un interesse centrale. L’autrice chiarisce come, al di là degli esiti finali visibili sul palcoscenico, sia fondamentale indagare la genesi dell’apprendistato e le specifiche tecniche formative adottate. È infatti proprio in virtù di questo articolato percorso educativo che diversi allievi e allieve del San Carlo hanno potuto successivamente affermarsi sui palcoscenici dei più importanti teatri italiani, europei e internazionali. I maestri emergono così come il vero motore propulsivo e il veicolo insostituibile di trasmissione di uno tra i patrimoni artistici immateriali per eccellenza. 

La struttura del volume guida il lettore attraverso un percorso strutturato come segue. Il primo capitolo, Politiche e pratiche della danza nel sistema educativo del XIX secolo a Napoli tra pubblico e privato, traccia un quadro di contesto, restituendo la complessa vivacità culturale e sociale della Napoli ottocentesca. Il Teatro di San Carlo viene presentato come un dinamico centro di circolazione di maestranze coreutiche e altre professionalità (dalla composizione musicale alla scenografia). Di particolare rilievo è l’analisi dell’intreccio tra la danza e le eccellenze artistiche del tempo, con la presenza di titoli e protagonisti di primo piano come Saverio Mercadante, a testimonianza di una continua interazione tra le diverse arti sceniche. 

Con il secondo capitolo, Le Reali Scuole di ballo: dalla fondazione alla chiusura del 1840, l’indagine si addentra nell’organizzazione didattica e amministrativa dell’istituto napoletano, analizzandone la genesi, le regole interne e gli esiti formativi. Il paragrafo intitolato Maestri e carriere, ad esempio, trasforma l’analisi istituzionale in un riscontro biografico, mostrando come la preparazione ricevuta si sia tradotta in concrete opportunità di affermazione professionale. L’ultimo capitolo, Gli anni Sessanta e Settanta: riapertura e declino, analizza l’‘evoluzione’ della scena coreutica nella seconda metà del secolo, un periodo caratterizzato da nuove esigenze stilistiche e di pubblico che imposero riassetti disciplinari e gestionali. In questo ambito emerge un approfondimento dedicato alla direzione di Luisa Taglioni Fuchs: il volume mette in evidenza il ruolo gestionale ricoperto dalla danzatrice e direttrice, un’affermazione femminile di grande interesse in un’epoca in cui la conduzione istituzionale era quasi esclusivamente maschile. L’operato di Taglioni al San Carlo ha rappresentato un modello organizzativo e pedagogico in grado di dialogare e confrontarsi con altri fondamentali centri teatrali della penisola, quali il Teatro alla Scala di Milano e La Fenice di Venezia. 

Accanto alla dimensione interpretativa della narrazione storica, il lavoro di Maria Venuso si distingue per un attento rigore archivistico. È noto quanto gli archivi dei teatri italiani d’opera e balletto abbiano spesso sofferto nel tempo di frammentarietà, dispersione o carenza di un riordino sistematico. L’autrice affronta questa criticità fornendo dati, elenchi e indici dei nomi analitici. Elemento di particolare rilievo è infatti la ricca appendice documentaria a corredo del volume. Tra i materiali proposti spiccano i registri degli allievi, che costituiscono una fonte primaria di notevole interesse. Mettendo questo sostanzioso corpus documentario a disposizione della comunità scientifica, l’autrice offre agli studiosi una solida base empirica da cui partire per nuove ricerche. Tale apparato agevola la ricostruzione di biografie, carriere e spostamenti di interpreti rimasti finora confinati al margine delle storie ufficiali della danza. 


di Benedetta Colasanti

La Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo. L’Ottocento

Indice




Indice

Prefazione

 

Introduzione

 

Politiche e pratiche della danza nel sistema educativo del XIX secolo a Napoli tra pubblico e privato

L’Ottocento fra spettacolarità e didattica

Le principali personalità sulla scena

La musica per le Reali Scuole: Saverio Mercadante

 

Le Reali Scuole di ballo: dalla fondazione alla chiusura del 1840

Dalla fondazione del 1812 agli anni Venti

Gli allievi tra scuola e professionismo

Maestri e carriere

Le difficoltà degli anni Trenta

La chiusura del 1840

 

Gli anni Sessanta e Settanta: riapertura e declino

Nuove esigenze didattiche

La direzione di Luisa Taglioni

Questioni di disciplina

Difficoltà tra politica nazionale e amministrazione locale

Le suppliche di assunzione

L’Italia sabauda e la fine dell’Istituzione coreutica

 

Conclusioni

 

I registri degli allievi

Registro degli alunni 1812-1832

Rapporti mensili 1863-1868

 

Appendice iconografica

 

Bibliografia

 

Indice dei nomi