Anna Maria Testaverde
Il teatro italiano a San Francisco. La storia dimenticata


Imola, Cue Press, 2024, 352 pp., euro 39,99
ISBN 9788855103756

Data di pubblicazione su web 01/09/2026

Il teatro italiano a San Francisco. La storia dimenticata

Il volume Il teatro italiano a San Francisco. La storia dimenticata di Anna Maria Testaverde (con la traduzione curata dall’autrice insieme a Sergio Knipe), edito da Cue Press, colma un evidente vuoto storiografico e inaugura la collana “Mondi Nuovi”, dedicata alle migrazioni nell’ambito dello spettacolo. L’opera costituisce il coronamento di un articolato percorso di ricerca avviato presso l’Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con diversi atenei italiani e internazionali (tra cui l’Ateneo fiorentino): un itinerario sviluppatosi nel decennio che va dal primo convegno del 2016 fino ai recenti approdi del PRIN 2022 Survey and Digitization of Spectacle Sources, i cui esiti sono confluiti anche nel secondo volume della medesima collana, Oltre i confini. Prospettive storiografiche sullo spettacolo italiano negli Stati Uniti (1850-1930).

Come sottolinea Elena Mazzoleni nell’Introduzione, la storiografia dello spettacolo d’oltreoceano ha a lungo privilegiato «circostanziate indagini sulla letteratura drammaturgica, sulle tournée dei grandi interpreti o sulle celebrità del teatro d’opera» (p. 11), concentrandosi quasi esclusivamente sulla Costa Orientale e sul baricentro newyorkese. Lo studio di Testaverde sposta invece la prospettiva sulla West Coast, restituendo per la prima volta in traduzione italiana – con acume filologico e attento commento critico – una fonte d’archivio fino a oggi rimasta in forma dattiloscritta: The Italian Theatre in San Francisco di Lawrence Estavan.

Al centro di questa vasta operazione di recupero si colloca il contesto del Federal Theatre Project (FTP), lo storico programma statale nato nell’alveo del New Deal rooseveltiano per «risanare l’economia e creare posti di lavoro per i disoccupati» (p. 15) del settore dello spettacolo, duramente colpiti dalla Grande Depressione e dalle cicliche crisi economiche americane. La monografia di Estavan rappresenta una delle testimonianze più significative di quella stagione; a farle da controcanto – e da fondamento storiografico – è un altro corposo documento inedito: il memoriale autobiografico di Gennaro Dorso (anch’esso intitolato The Italian Theatre in San Francisco), redatto tra il febbraio e l’aprile del 1936 su richiesta dello stesso FTP. Considerato da Testaverde il vero e proprio «canovaccio» (p. 31) su cui Estavan ha impostato la propria trattazione, il testo di Dorso si rivela la bozza di un ambizioso progetto editoriale destinato a tracciare le vicende del teatro italiano su scala transcontinentale, da Est a Ovest, da New York a San Francisco.

Attraverso l’esame sistematico della stampa italoamericana dell’epoca, la ricerca fa piena luce sulla figura di Gennaro Dorso, giunto sulla West Coast nel 1903 dopo un’esperienza a New York. Il suo sguardo restituisce la fisionomia di una realtà dominata dall’associazionismo amatoriale e dalla passione filodrammatica, molto lontana dalle complesse strutture organizzative e produttive dei grandi teatri commerciali affacciati sull’Atlantico. Il volume non manca di affrontare con rigore le criticità metodologiche che ostacolano la ricostruzione di queste vicende, a partire dalla natura stessa delle fonti: la dipendenza quasi esclusiva dai quotidiani del tempo espone infatti il lavoro di ricerca al costante rischio dell’aneddoto e della parzialità. A ciò si aggiunge la marcata dispersione documentaria – che rende arduo tracciare con precisione gli itinerari, le rotte e le modalità di viaggio di attori e compagnie – insieme alla mancanza di studi pregressi, che ha imposto un lavoro di scavo ex novo sul campo.

Il testo curato da Testaverde mette poi in luce la complessa dialettica – e talvolta la frattura – tra il teatro popolare e il teatro d’élite. Se da un lato la ribalta californiana si alimentava della vitalità delle compagnie locali, della sceneggiata, del vaudeville e rispondeva ai precisi bisogni identitari e linguistici della comunità immigrata nel quartiere di North Beach, dall’altro intercettava i grandi nomi del panorama internazionale. Il volume offre così un quadro stimolante che intreccia la ricostruzione storica a mappe dei teatri e profili d’artista, affiancando alle grandi icone della scena italiana – come Mimì Aguglia ed Eleonora Duse, senza tralasciare la ricezione drammaturgica di autori cardine quali Goldoni e Pirandello – i protagonisti più periferici ma fondamentali della vita culturale locale.

A completamento dell’opera, il lettore trova un accurato corredo documentario. Il valore forse più profondo del lavoro risiede infatti nella scelta di restituire integralmente questo prezioso documento storico, rendendolo accessibile sia agli studiosi per un’analisi rigorosa sia a un pubblico più vasto a fini divulgativi. Il teatro italiano a San Francisco si conferma in questo modo un contributo essenziale per ridefinire la dimensione transnazionale dello spettacolo italiano, dimostrando come la nostra memoria scenica si sia arricchita anche attraverso le complesse e affascinanti esperienze maturate nei contesti diasporici d’oltreoceano.


di Benedetta Colasanti

Il teatro italiano a San Francisco. La storia dimenticata

Indice




Indice

INDICE
Introduzione di Elena Mazzoleni

Il Federal Theatre Project e le fonti per la storia del teatro di 
colonia italiano a San Francisco

La fonte autobiografica di Gennaro Dorso

Il teatro popolare italiano a San Francisco

Lo scisma tra teatro popolare e teatro d’élite

Il Teatro Italiano a San Francisco. La monografia 

The Italian Theatre in San Francisco