I due Battista. Les deux Baptiste. Molière – Lulli/Lully. Studi e ricerche su un binomio artistico

A cura di Barbara Innocenti e Marco Lombardi
«Civiltà musicale», 78

Firenze, Logisma, 2024, 218 pp., euro 22,00
ISBN 978-88-94926-90-3

Data di pubblicazione su web 25/06/2026

I due Battista. Les deux Baptiste. Molière – Lulli/Lully.  Studi e ricerche su un binomio artistico

Il numero 78 della rivista «Civiltà musicale», rinnovata nella Direzione e nel Comitato scientifico, ospita gli atti della giornata di studi organizzata il 28 novembre 2022 dall’Istituto Francese di Firenze in occasione del 390º anniversario della nascita di Giovan Battista Lulli (1632-1687). Nel corso dell’incontro musicologi, storici dello spettacolo, musicisti e storici della letteratura si sono confrontati sulla figura del compositore fiorentino e sui suoi rapporti con Molière secondo una prospettiva sovranazionale e interdisciplinare opportunamente mantenuta anche nella pubblicazione che qui si presenta. Nel complesso, il fascicolo si distingue per la qualità scientifica dei contributi, l’ampiezza delle prospettive metodologiche adottate e la capacità di coniugare rigore filologico e apertura interdisciplinare. Grazie alla varietà degli approcci e alla solidità delle ricerche presentate, costituisce un importante contributo agli studi lulliani e molieriani, offrendo al tempo stesso nuovi spunti di riflessione sulle dinamiche culturali e artistiche tra Italia e Francia.

Dopo un breve editoriale firmato da Carla Cuomo, Michela Landi e Gherardo Lazzeri, il fascicolo si apre con la lectio magistralis di Jérôme De La Gorce che, attraverso fonti coeve quali il registro di La Grange, la corrispondenza diplomatica, le partiture e alcuni documenti iconografici, ripercorre la collaborazione tra i «deux Grands Baptiste» (p. 11), costellata di capolavori e successi duraturi, ma anche segnata da forti tensioni. Il contributo ha il merito di mettere in luce il ruolo di mediazione svolto da Pierre Beauchamps. Segue un saggio di Marco Lombardi, che ricostruisce la vicenda del ritrovamento, nel 1909, dell’atto di nascita di Lulli, scoperto da Ettore Levi-Malvano presso l’Archivio Arcivescovile di Firenze. Annick Fiaschi-Dubois pubblica una selezione di lettere di Madame de Sévigné relative alla collaborazione tra i due Baptiste, soffermandosi in particolare su quelle che documentano l’affermazione della tragédie en musique, esito di oltre un decennio di collaborazione artistica tra Lulli e Molière. Nella premessa l’autrice avanza l’ipotesi che il rapporto tra i due si fosse incrinato anche a causa dell’attribuzione di tale innovazione al solo compositore. Il contributo di Jean-Luc Robin riconsidera invece la questione della filosofia di Molière, contestando l’idea di una visione unitaria sottesa alla sua opera. L’analisi delle comédies-ballets e delle collaborazioni con Lulli mostra infatti come le specifiche convenzioni drammaturgiche del teatro “misto” e la complessità dell’autorialità concorrano alla costruzione dei significati ideologici delle pièces.

David Schwaeger sposta l’attenzione sulla fortuna contemporanea del sodalizio, proponendo una rilettura del film Le Roi Danse di Gérard Corbiau quale strumento di indagine storica e culturale. Attraverso l’analisi di alcune sequenze significative, il saggio evidenzia la capacità dell’opera cinematografica di rappresentare sia il progetto politico e simbolico della monarchia di Luigi XIV sia il complesso rapporto artistico e personale tra i due protagonisti. Guglielmo Pianigiani affronta invece la questione dell’orientalismo musicale nel Bourgeois gentilhomme, soffermandosi sulle motivazioni che presiedono alla costruzione della Cérémonie des Turcs e rileggendo il celebre episodio alla luce del dibattito teorico inaugurato da Edward Said e sviluppato dagli studi musicologici più recenti. 

Al rapporto tra danza, teatro e musica è dedicato il saggio di Caterina Pagnini, che individua nelle comédies-ballets una tappa fondamentale, benché spesso trascurata, nel percorso che conduce alla riforma settecentesca del balletto pantomimico. Il contributo valorizza in particolare il ruolo svolto da Molière, Lully e Beauchamp nella definizione di una forma spettacolare ibrida, capace di integrare organicamente parola, musica e danza. Benedetta Bartolini concentra la propria attenzione su Psyché, interpretata come un’opera di transizione e, al tempo stesso, come un caso unico nella storia della collaborazione tra Molière e Lully. Attraverso l’analisi dei rapporti tra differenti generi teatrali e dell’influenza esercitata dalle fonti italiane, il saggio evidenzia il carattere sperimentale e collettivo del progetto. Chiude la sezione il contributo di Donatella Righini, dedicato alla fortuna del mito di Fedra nel teatro musicale tra Sei e Settecento. Ripercorrendo la trasmissione del soggetto dalla tragedia antica al melodramma moderno, l’autrice mostra come il modello della tragédie lyrique codificato da Lully abbia esercitato un’influenza determinante sulle successive elaborazioni musicali del mito.

Una seconda serie di saggi amplia ulteriormente la prospettiva del volume, esplorando l’avviso Au lecteur premesso a Les Plaideurs di Racine (Carine Barbafieri); gli storici legami tra Firenze e Parigi nel segno di Lulli, soprattutto dopo il matrimonio del Gran Principe Cosimo de’ Medici con Marguerite-Louise d’Orléans, nipote di Maria de’ Medici e cugina di Luigi XIV  (Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci), e, in tempi più recenti, grazie all’Istituto Francese di Firenze, fondato nel 1907 (Marco Lombardi); nonché le origini della famiglia Lulli, oggetto delle originali ricerche di Barbara Innocenti, che hanno condotto al ritrovamento di documenti inediti.


di Lorena Vallieri

I due Battista. Les deux Baptiste. Molière – Lulli/Lully. Studi e ricerche su un binomio artistico

Indice




Indice

INDICE
«Civiltà musicale» 

Jérôme De La Gorce, Molière et Lully.

Marco Lombardi, La Sezione di Storia della Musica, Giovanni Battista Lulli e la Diplomazia musicale nell’Archivio dell’Istituto Francese di Firenze.

Annick Fiaschi-Dubois, Les «deux Baptiste» dans la correspondance de Mme de Sévigné (1626-1696) : du théâtre parlé «mêlé de musique et de danse» au théâtre chanté «mêlé de comédie».

Jean-Luc Robin, Philosophie des «deux Baptiste»?.

David Schwaeger, Gérard Corbiau «metteur en scène-historien» des deux Baptiste dans «Le Roi danse» (2000).

Guglielmo Pianigiani, Molière e Lully: qualche riflessione sulla «Cérémonie des Turcs».

Caterina Pagnini, Molière-Lully-Beauchamps: la comédie-ballet alle origini della riforma settecentesca del ballo pantomimo.

Benedetta Bartolini, L’influenza italiana nell’apparato estetico-politico di «Psyché» di Molière e Lully.

Donatella Righini, Sul mito di Fedra nel teatro musicale: il modello della «tragédie lyrique» di Lully.

OMAGGIO A GEORGES FORESTIER

Carine Barbafieri, Être de son siècle sans le dire? L’avis au lecteur des «Plaideurs» de Racine.

DISCUSSIONI

Federico Maria Sardelli, Samuele Lastrucci, Lully: un mito fiorentino da Ferdinando II alla creazione dell’Istituto Lulli.

RICERCHE IN ARCHIVIO E IN BIBLIOTECA

Barbara Innocenti, Giovanni Battista figlio di nobile mugnaio. Nuove ricerche sulla famiglia Lulli.

Marco Lombardi, L’Istituto Francese di Firenze, fucina delle relazioni musicali franco-italiane e musico-letterarie.