Danza e Ricerca, anno XVII, n. 18, dicembre 2025
Laboratorio di studi, scritture, visioni
333 pp.
ISSN 2036-1599
333 pp.
ISSN 2036-1599
Data di pubblicazione su web 20/01/2026
Il numero 18 di «Danza e Ricerca», pubblicato nel dicembre 2025, si configura come un fascicolo tematicamente compatto e capace di restituire, attraverso le numerose sezioni, la pluralità metodologica che caratterizza oggi gli studi coreutici. L’impostazione complessiva sottolinea la vocazione della rivista a collocarsi in un territorio di confine tra storia della danza, musicologia, filologia delle fonti e riflessione teorica sulla performatività.
Il dossier, curato da Elena Cervellati ed Elena Randi, raccoglie in larga parte gli interventi della tavola rotonda «Danza e musica: prospettive incrociate», svoltasi nell’ambito del XXVIII Colloquio di Musicologia del «Saggiatore musicale», e si apre con un' Introduzione che assume un valore programmatico. Le curatrici sottolineano infatti la persistente difficoltà, negli studi, di integrare in modo equilibrato competenze coreologiche e musicologiche, richiamando la necessità di una collaborazione strutturale tra discipline che, pur intimamente connesse sul piano storico e performativo, continuano spesso a procedere su binari paralleli. La cornice teorica proposta non si limita a giustificare la raccolta dei contributi, ma individua una vera e propria linea di ricerca fondata sulle choreomusical interrelations, richiamando una bibliografia internazionale consolidata e situando il dossier in un orizzonte metodologico consapevole.
All’interno di questo quadro si colloca il saggio di Cecilia Nocilli, Teoria musicale e prassi esecutiva nei trattati di danza nel Quattrocento: una nuova lettura, che costituisce uno dei contributi più articolati del fascicolo. L’autrice propone una rilettura del trattato di Domenico Da Piacenza fondata sull’analisi congiunta di notazione musicale, descrizione coreografica e contesto teorico. La nozione di mensuralismo corporeo si configura come una possibile chiave interpretativa capace di mettere in relazione “battere” e “levare”, passi naturali e accidentali, teoria musicale e movimento del corpo. Particolarmente rilevante risulta la scelta metodologica di restituire i valori originali delle trascrizioni musicali, evitando riduzioni che, nella tradizione editoriale, hanno spesso alterato il senso delle proporzioni mensurali e delle intenzioni dell’autore. Il saggio consente così di riconsiderare il rapporto tra musica e danza nel Quattrocento, sottraendo la musica per danza a giudizi fondati esclusivamente su criteri di “raffinatezza” puramente musicali.
Un’attenzione analoga al problema della trasmissione delle pratiche coreiche attraversa il contributo di Gloria Giordano e Gabriele Miracle, Un ballo "colle Nacchere". Tracce nella pratica coreutica italiana, spagnola e francese di corte e di teatro tra Sei e Settecento. Lo studio ricostruisce la circolazione di modelli coreutici attraverso fonti eterogenee, mostrando come l’accompagnamento percussivo e la gestualità associata alle nacchere assumano significati diversi nei differenti contesti culturali, pur mantenendo una riconoscibile matrice comune.
Nel saggio di Stefania Onesti, «Je lui dictois par les gestes, et elle écrivoit»: riflessioni per uno studio sul rapporto tra danza e musica nel ballo pantomimo del Settecento, il nodo centrale diventa invece la trasmissione del gesto nel ballo pantomimo settecentesco in assenza di notazioni coreiche strutturate. L’autrice lavora sulle annotazioni verbali presenti nelle partiture musicali, mettendo in luce la complessità del rapporto tra testo musicale e costruzione coreografica e mostrando come la danza si affidi, in molti casi, a forme di scrittura indiretta e all’oralità controllata.
Il contributo di Inés Turmo Moreno, Music of Pantomime Ballets in Spain (1787-1799), amplia l’orizzonte geografico e restituisce una mappatura del repertorio spagnolo, evidenziando la specificità di una produzione musicale spesso marginalizzata nella storiografia. In modo complementare, Aurèlia Pessarrodona, in Vienna Before Madrid? Rethinking the Origins of the "seguidillas boleras" Through Martín y Soler's "Una cosa rara", problematizza le direzioni dei flussi culturali, mettendo in discussione letture consolidate sulle origini della corporeità ispanica nelle corti europee.
Una riflessione di carattere esplicitamente metodologico è sviluppata da Elena Randi in Un modello di edizione critica coreica: problematiche relative al testo musicale e alla sua connessione con il debutto coreografico, dove la questione dell’edizione delle fonti viene affrontata nella sua duplice dimensione musicale e coreografica. Il saggio mette in luce le difficoltà di restituire un testo che non è mai univoco, ma stratificato, e che richiede una costante negoziazione tra partitura, notazione coreica e prassi esecutiva.
Lo sguardo si sposta poi sull’Ottocento con il contributo di Matilda Ann Butkas Ertz, Aspects of Gesture, Form and Culture in the Music of Nineteenth-century Ballets, che rivendica la centralità della musica per danza nella storiografia musicale, sottolineando come essa vada letta in relazione al contesto performativo e non come repertorio autonomo. Monica Castellani in "Come... non si diventa coreografi". Cronache del debutto di Nives Poli come coreografa della "Danza di Agave", ricostruisce attraverso fonti cronachistiche il debutto di Nives Poli, restituendo uno spaccato significativo dei meccanismi di costruzione della figura del coreografo. Chiude il dossier Simone Marino con Corpo e gesto nella musica contemporanea, che introduce il tema delle applicazioni digitali come strumenti di analisi e rappresentazione del movimento.
La sezione Studi prosegue il discorso con contributi che, pur svincolati dal tema del dossier, mantengono una forte coerenza metodologica. Rita Maria Fabris analizza le partiture coreiche di August Bournonville come dispositivi di trasmissione del sapere coreutico; Roberto Calabretto indaga il rapporto tra Pasolini e la danza, collocando il gesto all’interno dell’immaginario poetico e culturale dell’autore; Éden Perretta intreccia butoh e filosofia delle immagini, proponendo un percorso che mette in dialogo pratica performativa e riflessione teorica.
La sezione In memoriam, con il contributo di Melissa Melpignano dedicato a Naomi Jackson, introduce una dimensione etica della danza come spazio di dignità e responsabilità. Lo Scaffale bibliografico curato da Elena Cervellati conclude il fascicolo offrendo una ricognizione della produzione italiana recente, utile come strumento di orientamento critico.
Nel suo complesso, il numero 18 di «Danza e Ricerca» offre un quadro articolato degli studi coreutici contemporanei, nel quale convivono approcci storici, prospettive metodologiche e aperture interdisciplinari. L'insieme dei contributi, pur nella sua eterogeneità, consente di confrontarsi con alcune delle principali linee di ricerca attualmente attive nel rapporto tra danza e musica. In questo senso, la rivista si conferma come uno spazio di confronto scientifico attento alla pluralità delle prospettive.
di Carlotta Repetto
Danza e Ricerca, anno XVII, n. 18, dicembre 2025
Indice
Introduzione
Elena Cervellati, Elena Randi
pp. 7-10
Teoria musicale e prassi esecutiva nei trattati di danza del Quattrocento: una nuova lettura
Cecilia Nocilli
pp. 11-34
Un ballo "colle Nacchere". Tracce nella pratica coreutica italiana, spagnola e francese di corte e di teatro tra Sei e Settecento
Gloria Giordano, Gabriele Miracle
pp. 35-64
"Je lui dictos par les gestes, elle écrivoit". Riflessioni per uno studio sul rapporto tra danza e musica nel ballo pantomimo del Settecento
Stefania Onesti
pp. 65-89
Music of Pantomime Ballets in Spain (1787-1799)
Inés Turmo Moreno
pp. 91-118
Vienna Before Madrid? Rethinking the Origins of the seguidillas boleras Trough Martín y Soler's "Una cosa rara"
Aurèlia Pessarrodona
pp. 119-144
Un modello di edizione critica coreica: problematiche relative al testo musicale e alla sua connessione con il dettato coreografico
Elena Randi
pp. 145-163
Aspects of Style, Gesture, Form and Culture in the Music of Nineteenth-century Ballets
Matilda Ann Butkas Ertz
pp. 165-186
"Come... non si diventa coreografi". Cronache del debutto di Nives Poli come coreografa della "Danza di Agave"
Monica Castellani
pp. 187-205
Corpo e gesto nella musica contemporanea: dal teatro strumentale alle applicazioni digitali
Simone Marino
pp. 207-219
Uno sguardo alle partiture coreiche di August Bournonville
Rita Maria Fabris
pp. 223-243
"Ballavi proprio come sapeva fare Ninetto..." Pasolini e la danza
Roberto Calabretto
pp. 245-264
L'atlante e la danza: percorsi di una ricerca coreo-drammaturgica tra il buth di Hijikita e la filosofia delle immagini
Éden Peretta
pp. 265-286
IN MEMORIAM: Repairing the World: A quest for Dignity in Dance. For Naomi Jackson
Melissa Melpignano
pp. 289-300
BIBLIOGRAFIE
Scaffale bibliografico: La danza in Italia dal secondo Novecento a oggi
Elena Cervellati
pp. 303-319
ABSTRACTS