Effetto Belle Époque: cinema, immaginario, serialità

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Data di pubblicazione su web 13/12/2025

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Pur appartenendo a un arco cronologico definito, le epoche storiche non si chiudono mai del tutto, continuando a proiettare immagini, forme e sensibilità che riemergono ben oltre il loro tempo e instaurando un dialogo costante tra il prima e il dopo.

La Belle Époque, in particolare, mostra una capacità di persistenza e sopravvivenza che attraversa linguaggi, media e immaginari, riattivandosi nel presente attraverso nuove letture e dispositivi mediali. Non stupisce che la Toscana negli ultimi mesi le abbia dedicato una nuova stagione e un più ampio respiro. Dall’esposizione ospitata al Palazzo Blu di Pisa, alla mostra al Museo degli Innocenti dedicata a Toulouse- Lautrec, fino al III Convegno internazionale di studi del Dottorato Pegaso in Storia delle arti e dello spettacolo svoltosi il 3 e il 4 dicembre 2025, la stagione culturale fin de siècle riemerge come mise en abyme. 

Effetto Belle Époque: cinema, immaginario, serialità curato da Sara Casoli, Cristina Jandelli e Anna Masecchia, ha riunito studiose e studiosi provenienti da diversi atenei italiani e internazionali, con l’obiettivo di indagare la persistenza dell’immaginario Belle Époque attraverso sguardi e casi studi molteplici. L’iniziativa svoltasi presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Firenze e il cinema La Compagnia, organizzata in collaborazione con i Piani di orientamento e Tutorato, la Cineteca Nazionale e con il patrocinio di Consulta Universitaria Cinema, rientra nelle attività interdisciplinari del Dottorato, che coinvolge l’Università di Firenze, Pisa e Siena. 

Spesso evocata come stagione di splendore e fiducia la Belle Époque è in realtà attraversata da una dialettica costante di luci e ombre. Accanto all’espansione urbana, alla crescita della società borghese e alle nuove innovazioni come la diffusione dell’elettricità, dei nuovi mezzi di trasporto, il periodo registra anche tensioni sociali e un’inquietudine legata alla modernità nascente. 

In questo scenario si colloca la nascita del cinematografo, uno strumento che permette di registrare il reale, e al tempo stesso, di alimentare nuove forme di spettacolarità. Il cinema delle origini, si inscrive dunque in un contesto culturale in cui entusiasmo e inquietudine convivono, divenendo lo sguardo dominatore attraverso cui la Belle Époque ha costituito e diffuso il proprio immaginario. 

Il convegno ha affrontato tale complessità riuscendo a creare un percorso articolato in più sessioni tematiche e riuscendo a fornire un ritratto stratificato dell’epoca. 

La prima giornata, dopo i saluti istituzionali e l’introduzione ai lavori da parte delle curatrici ha affrontato la costruzione della Parigi fin de siècle come spazio visivo e narrativo inquadrando sin da subito la città come luogo tensivo in cui novità e preoccupazioni sociali e culturali vanno a intrecciarsi. Sin dalle prime relazioni emerge uno sguardo sulle dinamiche urbane, sulla rappresentazione cinematografica e sulla persistenza pittorica, dimostrando come l’immaginario de la ville-Lumière continui a comunicare con le produzioni successive. L’intervento di Coraline Refort ha analizzato la rappresentazione della mobilità femminile nello spazio urbano, sottolineando come il cinema delle origini avesse intercettato le tensioni legate alle molestie e al controllo sociale facendo emergere prime forme di resistenza. Nella seconda parte della mattinata il focus si è spostato sul corpo femminile sottolineando come la Belle Époque abbia elaborato modelli di femminilità che ancora oggi vengono interrogati e riscritti, soprattutto nelle serialità contemporanee: la modern woman continua a essere un nodo critico del presente. Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sulle figure d’artista e la Vienna fin de siècle, grazie all’intervento di Paolo Villa con i biopic su Gustav Klimt e Egon Schiele permettendo di approfondire il rapporto tra mito, biografia e rappresentazione cinematografica. La prima giornata si è conclusa con un focus dedicato a Diana Karenne. Il dialogo tra Melania Mazzucco e Cristina Jandelli sul nuovo lavoro della scrittrice romana edito da Einaudi, Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne, ha permesso di presentare un nuovo ritratto della diva del silenzio e una metodologia di ricerca che ha visto l’autrice impegnata per circa vent’anni. Il lavoro della Mazzucco è illuminante per ogni uditore, la sua metodologia lavorativa si fa strada in un’aula in silenzio per lei. La sua voce udita, come la sua voce scritta, colma le lacune lasciate dalle indagini fra archivi, cineteche, registri anagrafici, di polizia, dell’esercito, di chiese e di cimiteri tentando di afferrare una donna da sempre in fuga, anche dal suo nome. La serata si sposta al cinema La Compagnia (Via Cavour) per la proiezione in 35 mm di Miss Dorothy (1920) di Giulio Antamoro. Dopo la presentazione di Melania Mazzucco in dialogo con Anna Masecchia e Camilla Toschi, il film ha inizio con l’accompagnamento musicale al piano di Caterina Pagnini e Marta Poggesi. 

La seconda giornata ha spostato lo sguardo verso l’Italia. I diversi interventi della mattinata hanno ricostruito fenomeni come la nascita del fandom, le avventure coloniali e il melodramma verista, per poi soffermarsi sulle riletture del periodo nel cinema italiano del dopoguerra, dal café chantant alle reinterpretazioni degli anni Settanta. Il lavoro di Federico Vitella ha proposto un nuovo sguardo sulla Belle Époque come momento in cui si consolidano le prime forme di fandom cinematografico in Italia, anticipando pratiche transmediali. 

Il divismo si fonda su una partecipazione attiva del pubblico e su una costruzione condivisa dell’immaginario. Nel pomeriggio le produzioni seriali recenti, come La legge di Lidia Poët, hanno sottolineato come l’immaginario continui a funzionare come serbatoio di forme e atmosfere, sopravvivendo e adattandosi ai linguaggi postmediali e alle logiche delle piattaforme. 

L’incontro conclusivo dedicato a Eleonora Duse ha offerto la possibilità di riflettere sulle modalità di costruzione narrativa e visiva di un personaggio che sfugge alla biografia lineare. In dialogo con Francesca Simoncini e Anna Masecchia, gli sceneggiatori Letizia Russo e Guido Silei hanno presentato il film Duse di Pietro Marcello.  L’intervento ha evidenziato come la memoria dell’attrice venga riattivata non solo attraverso il racconto, ma soprattutto attraverso lo stile, restituendo centralità a quelle forme che continuano a rinnovare l’immaginario fin de siècle. 

Il convegno Effetto Belle Époque: cinema, immaginario, serialità attraverso la varietà degli approcci e il dialogo interdisciplinare conferma l’attenzione ai rapporti tra storia, forme e culture visive promosso dal percorso di ricerca del Dottorato Pegaso. 

di Annarita Susy Fontanella

 


Di seguito il programma completo:

 

Mercoledì 3 dicembre- Aula Magna Rettorato, Piazza San Marco,4

h. 9:00| Saluti istituzionali

Alessandra Petrucci (Magnifica Rettrice)

Fulvio Cervini (Direttore Dipartimento SAGAS)

Giacomo Manzoli (Presidente CUC – Consulta Universitaria del Cinema)

Antonella D’Ovidio (Coordinatrice Dottorato di Ricerca in Storia delle Arti e dello Spettacolo)

 

h. 09:15 | Introduzione ai lavori

Sara Casoli, Cristina Jandelli, Anna Masecchia

 

h. 9:30| La ville- Lumière: la città, il cinematographe

Coordinatore: Giacomo Manzoli (Università di Bologna)

Relatori:

Coraline Refort (Università degli Studi di Sassari) Donne che camminano (troppo): molestie stradali, spazi urbani e cinema delle origini

Margherita Giabelli (Università degli Studi di Siena) Pensare pittoricamente la Parigi dell’anno 1900: l’“effetto dipinto” e la costruzione dell’immaginario Belle Époque in Gigi (V. Minnelli, 1958)

Sara Casoli (Università degli Studi di Firenze) Paris Police 1900, l’anima noir della Belle Époque

 

11:00 | Tra passato e presente: agency femminile stile Belle Époque

Coordinatrice: Chiara Tognolotti (Università di Pisa)

Relatori:

Benedetta Colasanti (Università degli Studi di Firenze) Loïe Fuller: il corpo della modernità. Una pioniera tra danza, cinema e scienza

Melika Motevallipoor (University of Montreal) Gendered Seriality and the Spectacle of the Modern Woman: Rewriting the Belle Époque through Cinematic Imagination

Emma Wilson (University of Cambridge) Akerman, Ariane, seriality

Fabio Pezzetti Tonion (Museo del Cinema di Torino) Becoming Bella Baxter? Dispositivo e processualità di de-costruzione e ri-costruzione in Povere creature! di Yorgos Lanthimos

 

15:00 | Genio e sregolatezza

Coordinatrice: Elena Dagrada (Università di Bologna)

Relatori:

Luigi Nepi (Università degli Studi di Firenze) E alla fine arriva lui (bello, bello)

Paolo Villa (Università degli Studi di Parma) Vienna: la morte e l’artista. La finis Austriae nei biopic su Gustav Klimt ed Egon Schiele

 

17:00 | Focus Diana Karenne

Conferenza di Melania Mazzucco a partire dal romanzo Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne (Einaudi, 2024) in dialogo con Cristina Jandelli

 

21:00|Cinema La Compagnia, Via Camillo Cavour, 50/R

Proiezione in pellicola 35mm del film di Giulio Antamoro con Diana Karenne, Miss Dorothy. Presenta Melania Mazzucco in dialogo con Anna Masecchia e Camilla Toschi. Accompagnamento al piano di Caterina Pagnini e Marta Poggesi

 

Giovedì 4 dicembre - Aula Magna Rettorato, Piazza San Marco,4

h. 9:30| Belle Époque all’italiana I

Coordinatrice: Monica Dall’Asta (Università di Bologna)

Relatori:

Federico Vitella (Università degli Studi di Messina) Lo “sdilinquire delle femminette”, ovvero la nascita del fandom nell’Italia degli anni Dieci

Matteo Citrini (Università degli Studi di Bergamo) Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola: passione per il globetrotting e desiderio di conquista nella Belle Époque

Alberto Rizzelli (Università Venezia Ca’ Foscari e Università degl Studi di Padova) Uccidere per “amore”. Pagliacci e altri melodrammi veristi nell’Italia della Belle Époque

 

11:30 | Belle Époque all’italiana II

Coordinatrice: Anna Masecchia (Università degli Studi Firenze)

Relatori:

Emiliano Morreale (Università di Roma La Sapienza) I colori del café chantant. La Belle Époque nel cinema italiano degli anni ’50

Paolo Speranza (Studioso indipendente) Due riletture cinematografiche della Belle Époque: Ninì Tirabusciò e Gastone

Luca Venzi (Università degli Studi di Siena) Fatti di gente perbene (Bolognini, 1974) o della discorsività della forma

 

15:00 | Lidia Poët & Co.

Coordinatrice: Sara Casoli (Università degli Studi di Firenze)

Relatori:

Alessia Francesca Casiraghi (IULM Milano) Spazi urbani e drammaturgie carsiche: Torino e la Belle Époque ne La legge di Lidia Poët

Valerio Di Paola, Luana Fedele (Università di Roma La Sapienza) Potere e società: l’immaginario femminile di Lidia Poët tra nostalgia, marketing e racconto storico

Veronica Canalini (Università di Roma La Sapienza) Belle Époque e culture visive postmediali: il caso Netflix Italia

 

17:00 | Focus Eleonora Duse

Incontro con Letizia Russo e Guido Silei, sceneggiatori del film Duse (Pietro Marcello, 2025), in dialogo con Francesca Simoncini e Anna Masecchia