Bibliothèques à l’épreuve de la scène

A cura di Ada Ackerman, Béatrice Picon-Vallin

La Fresnaie-Fayel, Éditions Otrante, 2025, 248 pp., 30,00 euro
ISBN 979-10-97279-33-2

Data di pubblicazione su web 08/11/2025

La copertina

Trattando del rapporto poco esplorato fra i libri e lo spettacolo, quest’opera si rende necessaria poiché propone dati e riflessioni sul ruolo ormai non soltanto conservativo delle biblioteche. Sono quindici saggi, complementari nel definire il fenomeno lungo uno sviluppo partito da lontano e oggi giunto a una larga diffusione. L’unità del lavoro appare nella trattazione posta in apertura da Béatrice Picon-Vallin, che subito evidenzia il ruolo, primario e mutante, del luogo consacrato ai libri. Di esso si segue la dilatazione a funzioni nel tempo diversificate e ridefinite, per osservare come ormai la biblioteca si consolidi in uno spazio comprendente la rappresentazione. Sono infatti gli edifici dedicati, con i loro contenuti, a diventare oggetto di esposizione, oltre che ambienti offerti all’auto-spettacolarizzazione, a farsi «scénographie pour un théâtre de la mémoire […] utilisée comme une machine à remonter le temps» (p. 36), della quale vengono prodotti esempi da tutto il mondo.

 

È lunga la serie dei casi documentati con immagini e datazioni caratterizzanti tali attività, collaterali nei Palais des livres e che l’inserto fotografico consente di verificare attraverso le immagini. Così i Festival della BnF, animati da attori della Comédie-Française, da musicisti e artisti, con sguardi su iniziative sorte in altri paesi e città, da San Pietroburgo e Mosca, a Parma e Roma. In esperienze come Une nuit à la bibliothèque, Jean-Christophe Bailly anima i libri come personaggi, in una féerie sceneggiata con efficaci, sofisticati mezzi audiovisivi: «Les livres ne sont pas des objets inanimés comme les autres, en eux il y a des mondes» (p. 28). Procede analoga l’avventura artistica per cui la «danse rencontre les livres […]. Joue du rapport entre le corps en mouvement et les objets dotés de mots» (p. 49). Seppure notando derive a scopo pubblicitario, si rilevano notevoli gli sforzi e i risultati della Biblioteca Nazionale nell’allestire il proprio Museo nell’antico spazio Richelieu. Con l’integrazione delle attività, l’istituzione trova sinergie nell’alleanza fra mostre e collezioni, evitando la presentazione editoriale diretta, tipica di altri agenti o media.

 

La rassegna tematica offre un ventaglio di realtà storiche in sviluppo ulteriore. Parte dalle biblioteche specializzate in arti dello spettacolo quando si sofferma sulla Bibliothèque Gaston Baty. Nata a supporto e integrazione degli studi teatrali, condotti da facoltà umanistiche e consolidatisi negli anni 1960, quale «prolongement matériel d’une idée, est à la fois dans et hors de son champ disciplinaire» (p. 73) e come tale ha trovato la sua autonomia funzionale. Quanto ai materiali, accanto alle pubblicazioni, fra cui le tesi elaborate in loco, raccoglie documentazione audiovisiva. Ma soprattutto vi si può apprezzare il ruolo essenziale del bibliotecario, impegnato in una missione che trova testimonianza nelle esperienze personali, alimentate dagli incontri con l’animatrice, Claude Chauvineau, protagonista di innumerevoli ricerche degli studiosi internazionali nei diversi decenni della sua direzione. Al Théâtre Joliette di Marsiglia si incontra un caso molto recente, caratterizzato dalla contemporaneità dei soggetti raccolti e gestiti. Squisitamente statistico è il saggio di Daniel Hurrutiaguer nel trarre dalla raccolta scientifica dei dati le cause e gli esiti d’una trasformazione, sia qualitativa sia quantitativa, dei lettori e delle loro pratiche di frequentazione e d’interscambio. La Biblioteca del Museo di storia naturale centrale (a Parigi, dal 1793) confida nel motto «Jouer avec l’esprit du lieu» (p. 123) per organizzare giochi coinvolgenti i lettori potenziali, durante la visita degli spazi e degli oggetti, come da resoconto di Joëlle Garcia. 

 

Nella Parte terza, La Bibliothèque s’invite sur scène, propone condizioni davvero inedite di confronto fra il lettore (tradizionale) e l’attore (in ruolo nuovo). Mutate le posizioni e i regimi, un tempo distinti in generi e funzioni, ora si osserva il confondersi della linea di demarcazione fra «spectation et lecture» (p. 148). Le speciali modalità di fruizione partecipativa inducono reazioni emotive grazie alla forma della Bibliothèque parlante, documentata dall’intervista di Ada Ackerman o dai Livres Vivants, ideati da Frédéric Maragnani, per il quale il «livre vivant désigne une personne-livre bénévole, qui partage son expérience avec un lecteur unique, qui l’emprunte» (p. 175). Lo stesso Maragnani compone una «grande bibliothèque nomade» (p. 181) con libri imparati a memoria da persone che rendono ogni titolo un personaggio. Anche così prosegue ininterrotto il processo che conferisce all’attore il potere di identificarsi negli oggetti stampati.

 

Sono numerosi i contatti segnalati con le arti figurative e plastiche. Félicie Faizand De Maupeou indaga sulle biblioteche di artisti, anche private, quella ad esempio di Francis Bacon, esposta al Beaubourg nel 2019. Come la drammaturgia usa a soggetto libri e loro contenitori, così pittori e scultori s’ispirano al materiale librario e lo usano. Il più esteso, e più concettualmente complicato è il contributo di Ada Ackerman, inteso a restituire una sorta di totalità alla propria concezione. Attraversa le relazioni con le arti figurative e invoca un enciclopedismo utopistico e affascinante, fino ad organizzare criteri e argomentazioni disparati nella struttura d’un trattato. Fra le proposte, osservazioni sulla gamma di funzioni simboliche che la biblioteca può assumere, diventando “attore” in senso proprio. Nel costituire un complesso di segni e significati mira a concentrare nello spazio-istituzione «toute la mémoire du monde» (p. 198) e lo motiva, cosciente che gli obiettivi futuri comportino esigenze ecologiche e conservative per i cambiamenti sostanziali annunciati.

 

L’intervistato William Marx (studioso dell’antichità romana) espone in sintesi concetti elaborati con vertiginosa immaginazione anche metaforica e immagina una biblioteca mondiale desunta dai modelli della letteratura. Ai teatranti suggerisce raffronti in ambiti artistici ed epistemologici inediti, sulla traccia di relazioni fra capolavori di ambiti differenti, quali la Venere di Milo, il Partenone, le tragedie di Sofocle. In ciò trova la speranza d’una totalità raggiungibile, pure senza autore e intenzione definiti. Processo mentale spinto al limite, presente nella storia del pensiero teorico che attende sempre la conferma dell’apprendimento, «moteur de notre recherche pour une ouverture radicale et concrète du cercle de notre compréhension» (p. 233). Alla fine, conviene forse tornare all’ipotesi augurale formulata in premessa: che proprio con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale si possa “aumentare” la comprensione del libro, a partire dalla sua forma e dalla sua materia originali.


di Gianni Poli

Les bibliothèques et leurs théâtres: une saga mondiale. Essai de bibliopoétique

Indice




Indice

Indice 

Béatrice Picon-Vallin, Les bibliothèques et leurs théâtres: une saga mondiale. Essai de bibliopoétique

PREMIÈRE PARTIE. REPENSER LES DISCIPLINES: BIBLIOTHÈQUES DE THÉÂTRE

Cèline Hersant, La bibliothèque spécialisée comme mise en scène disciplinaire 

Béatrice Picon-Vallin, La bibliothèque en majesté du Théâtre Joliette à Marseille

Rebecca Piednoir, Une bibliothèque spécialisée qui ne s’adresse pas uniquement à des “spécialistes”

 

DEUXIÈME PARTIE. LES BIBLIOTHÈQUES COMME LIEUX DE PROGRAMMATION THÉÂTRALE

Daniel Urrutiaguer, La programmation culturelle des bibliothèques municipales et les arts de la scène 

La Bibliothèque parlante. Entretien d’Ada Ackerman avec Muriel Couton, Evelyn Prawidlo et Frédéric Ramires

Gioëlle Garcia, Jouer avec l’esprit du lieu: petites formes à la bibliothèque centrale du Muséum national d’histoire naturelle

 

TROISIÈME PARTIE. LA BIBLIOTHÈQUE S’INVITE SUR SCÈNE  

Aurélie Mouton-Rezzouk, Entre les livres. La bibliothèque et la scène, points de rencontre   

Le premier cercle, scènes de la Charachka. Entretien avec Lukas Hemleb 

Mirella Patureau, La bibliothèque, décor ou image du monde. De quelques mises en scène en Roumanie 

Virginia à la bibliothèque. Entretien avec Edith Amsellem

Béatrice Picon-Vallin, La bibliothèque des Livres Vivants, projet théâtral à long terme de Frédéric Maragnani

Frédéric Maragnani, Une grande bibliothèque nomade 

 

QUATRIÈME PARTIE. OMNIPRÈSENCES DE LA BIBLIOTHÈQUE  

Ada Ackerman, La bibliothèque et le vivant: de quelques propositions plastiques

Félicie Faizand De Maupeou, Étudier les bibliothèques d’artistes  

Entrouvrir la porte de la bibliothèque mondiale. Entretien avec William Marx  

 

Contributrices et contributeurs

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