Suspendre l’éphémère: l’art de la fête en Europe à l’Époque moderne
Roma-Paris, Campisano - Hermann, 2024, 328 pp. euro 50,00
ISBN 979-12-80956-66-8
Data di pubblicazione su web 20/10/2025
Il volume curato da Sabine Frommel, Juliette Ferdinand e Giulia Cicali raccoglie gli esiti dell’omonimo convegno svoltosi a Roma il 17 e 18 novembre 2017 e affronta un tema centrale della spettacolarità di Antico Regime. L’effimero festivo è indagato attraverso l’apparente «contraddizione» (p. 7), insita nella sua natura fugace, tra la momentaneità degli apparati realizzati in occasione delle cerimonie dinastiche e delle celebrazioni civili e religiose e il desiderio di fissarne il ricordo nel tempo. Il punto di vista adottato, evidenziato dal bel ossimoro del titolo, Sospendere l’effimero, sottintende una serie di quesiti metodologici e interpretativi a cui i contributi raccolti hanno risposto proponendo opportunamente una casistica di studi ampia e differenziata. L’opzione di lunga durata (secoli XV-XVIII) e l’esteso contesto geografico si abbinano a un approccio storico-culturale policentrico e contestualizzante che restituisce, caso per caso, «perché, e soprattutto come, si trasmette un evento, per definizione momentaneo», ma anche «le problematiche affrontate e le strategie usate dai committenti, dai narratori e dagli artisti» (p. 7) per ottenere e tramandare l’unicità dell’evento festivo, vero e proprio laboratorio di sperimentazioni dall’alto potenziale creativo. I testi raccolti permettono inoltre di comprendere meglio le dinamiche degli scambi artistici e delle contaminazioni culturali nell’Europa delle corti. Scambi che contribuirono a creare una rete di pratiche e di saperi teatrali che hanno rappresentato per secoli uno dei vertici della cultura europea.
Alla varietà delle prospettive di studio corrispondono nel volume la ricchezza e la polivalenza delle fonti e delle testimonianze interrogate. Le indagini partono dall’assunto che le invenzioni realizzate in epoca moderna in occasione dei principali eventi festivi hanno spesso conosciuto una seconda vita grazie alle cronache, alle fonti iconografiche e alle descrizioni manoscritte e a stampa che raccontano minuziosamente i singoli eventi con l’intento di sospendere l’effimero nel tempo e nello spazio e di tramandare la magnificentia dei mecenati. Si tratta di documenti di natura differente, dai più narrativi e personali fino ai trattati e agli opuscoli dedicati alle arti della scena o all’allestimento dei banchetti, alla preparazione delle pietanze, all’arte pirotecnica. A questi si affiancano fonti archivistiche, disegni, incisioni, ecc., che, se da una parte fissano la memoria degli apparati effimeri trasformandoli da creazioni temporanee in modelli per le successive fabbriche; dall’altra chiedono allo studioso competenze specifiche e differenziate per interpretarli correttamente. Per comprendere a fondo la loro valenza occorre infatti inserirli nel contesto storico-culturale in cui vennero prodotti, valutandone di volta in volta il grado di intenzionalità e l’attendibilità. Senza dimenticare il confronto con la bibliografia esistente. Nel caso di futuri studi si potranno accogliere, ad esempio, le suggestioni derivanti dalla collana “European Festival Studies: 1450-1700”, diretta da Margaret Shewring, Marie-Claude Canova-Green e Richard Cooper in collaborazione con la Society for European Festival Research, all’interno della quale sono stati pubblicati tra il 2019 e il 2021 sei volumi tematici, mentre un settimo, a firma di Leila Zammar, è annunciato per il 2026.
Dal punto di vista metodologico, i saggi si radicano su una solida tradizione storiografica, giustamente evocata dalle curatrici nella premessa Tempo e spazio della festa. Dal transitorio al permanente e viceversa. I pioneristici studi di Jacob Burckhardt, Aby Warburg, Frances A. Yates e Jean Jacquot hanno identificato nelle feste un elemento chiave della cultura rinascimentale e hanno individuato negli oggetti prodotti per commemorarle implicazioni politiche, religiose, culturali e artistiche di cui non si può non tener conto. Le più recenti indagini di Sara Mamone, Anna Maria Testaverde e Paola Ventrone sulla spettacolarità medicea hanno dimostrato come l’evento festivo sia specchio di dinamiche politiche, diplomatiche e religiose, nonché strumento di legittimazione del potere e che per questo deve essere fissato nella memoria, anche per poter essere evocato dai committenti in successivi, analoghi episodi. L’antinomia tra i considerevoli mezzi messi in campo – dalla realizzazione minuziosa delle opere al loro costo esorbitante – e il loro carattere transitorio si risolve nel momento in cui si comprende il ruolo fondamentale che tali feste ebbero nella costruzione dell’immagine delle case regnanti, delle élite di governo, delle autorità ecclesiastiche o delle libere repubbliche che ne erano le promotrici. Particolarmente fecondo poi il filone di studi che, sulla scia delle pubblicazioni di Maurizio Fagiolo Dell’Arco e Marcello Fagiolo, indaga il tema della “città effimera” e il potere trasformativo degli apparati celebrativi sulla percezione e sull’uso degli spazi urbani.
All’interno di queste coordinate si sono mossi gli interventi proposti in occasione del convegno, opportunamente raggruppati in tre sezioni tematiche. Nella prima, dedicata alla Diplomazia della festa, si riflette sulle dinamiche che si instaurarono tra i committenti, i realizzatori e i fruitori in un’epoca di significative trasformazioni geopolitiche e culturali. Sara Taglialagamba ripercorre l’attività di Leonardo da Vinci come apparatore, tra Firenze, Milano e la Francia. Emanuela Ferretti si concentra sugli ingressi trionfali di Carlo V in Italia nel 1536, ponendo una lente di ingrandimento sul ruolo svolto dalle fontane effimere nel mutamento della percezione degli spazi urbani e nella loro successiva riprogettazione architettonica. Giulia Cicali ricorda un caso studio eccellente, quello delle nozze medicee, all’interno delle quali, come anticipato, vennero messi a punto efficaci strumenti di comunicazione volti a una duratura propaganda, diventando un modello di riferimento per le corti europee. L’analisi minuziosa condotta da Sara Mamone del progetto encomiastico sotteso all’Entrée di Maria de’ Medici ad Avignone nel 1600, in occasione delle nozze con Enrico IV, illumina sulla capacità dell’evento festivo di farsi forza testimoniale e veicolo di progettualità politica e di storicizzazione dinastica, anche attraverso la rivendicazione di legami con episodi analoghi precedenti. Martine Boiteux indaga il cerimoniale e la diplomazia dell’effimero nella Roma pontificia del XVII secolo come riflesso delle alleanze tra poteri familiari e religiosi. Marina Viallon ricostruisce le architetture effimere impalcate in occasione dei tornei francesi rinascimentali, in cui si recuperano e reinterpretano i modelli antichi. Cosa che diventa evidente nelle feste organizzate nella reggia di Fontainebleau dove – come dimostra Vincent Droguet – il confronto con il modello imperiale viene posto al centro della strategia di immagine ideata da Francesco I.
La seconda sezione, Stupore e meraviglia della teatralizzazione, si concentra maggiormente sugli effetti scenici degli allestimenti effimeri e sulla loro capacità di creare un’esperienza sensoriale a tutto campo in grado di lasciare un’impronta duratura nella memoria degli spettatori. Concorrono a ottenere tali effetti la realizzazione di elaborati costumi scenici che richiamano l’antico (Alessandra Zamperini); di effimere composizioni conviviali dispiegate, tra Italia e Francia, nei banchetti di corte (Juliette Ferdinand); di automi semoventi, in cui eccelsero Bernardo Buontalenti a Firenze e il suo allievo Tommaso Francini in Francia (Emmanuel Lurin); di sculture di neve, in cui venivano riproposte iconografie note come quelle di Bacco a cavalcioni di una botte (Ria Fabri, Piet Lombaerde). Senza trascurare né le straordinarie cerimonie delle andate ducali veneziane, in cui lo spazio e il movimento rituale all’interno della città diventano centrali (Andrew Hopkins); né le fabbriche effimere ungheresi, create per celebrare i condottieri vittoriosi (Péter Farbaky); né i riti funebri per i monarchi, in cui si poneva la questione di raffigurare il doppio corpo del re: quello mortale e quello politico, che rappresentava l’essenza del potere sovrano e che, attraverso una studiata iconografia simbolica, doveva essere trasmesso di re in re, tanto più in una realtà complessa come quella della Confederazione polacco-lituana (Michał Wardzyński).
La terza e ultima sezione, Dal transitorio al permanente, ripercorre il tema dell’effimero urbano e della sua cristallizzazione approfondendo le analogie e le differenze tra le opere perenni, destinate a modificare la “scenografia” delle città, e quelle temporanee, che spesso superano le prime in magnificenza, non di rado divenendone il modello di riferimento. Tra queste gli archi trionfali all’antica progettati per i possessi, da cui emerge la centralità nella risignificazione degli spazi urbani ottenuta tramite la reinterpretazione dei monumenti aniconici antichi (Micaela Antonucci), processo in cui eccelse l’architetto scenografo fiorentino Antonio da Sangallo il Giovane (Olimpia Ratto Vaquer). Ma sono validi casi di studio anche le feste realizzate a Palermo in età asburgica, alla corte sabauda e nelle cerimonie di ostensione del Volto Santo nella Cattedrale di Jaén, proposti rispettivamente da Maria Sofia Di Fede, Valentina Burgassi e Felipe Serrano Estrella.
Concludo segnalando il ricco apparato iconografico di circa duecento immagini, che contribuisce a rendere la pubblicazione che qui si presenta un valido punto di riferimento per futuri studi sul tema dell’effimero.
di Lorena Vallieri
Indice
Giulia Cicali, Juliette Ferdinand, Sabine Frommel, Tempo e spazio della festa. Dal transitorio al permanente, e viceversa
I. LA DIPLOMATIE DE LA FÊTE
Sara Taglialagamba, Cieli, padiglioni, paradisi meccanici ed altre cose: Leonardo e la scenografia “da festa”
Emanuela Ferretti, A fountain for the emperor: the Septizodium and Charles V’s triumphal entry into Rome
Giulia Cicali, L’immagine degli apparati regali: storia e memoria di quattro “felicissime nozze” tosco-francesi (XV-XVIII)
Sara Mamone, Progetti politici di lunga gittata nell’Entrée di Maria de’ Medici a Avignone (1600)
Martine Boiteux, La diplomatie de l’éphémère dans la Rome pontificale au XVIIe siècle. Protagonistes, pratiques et représentations
Marina Viallon, Forteresses, tours enchantées et arcs triomphaux : monuments éphémères des tournois français de la Renaissance
Vincent Droguet, Prélude au tour de France de Charles IX : le carnaval de 1564 à Fontainebleau
II. STUPEUR ET MERVEILLE DE LA THÉÂTRALISATION
Alessandra Zamperini, Vestire l’effimero nel Rinascimento: antico e moderno nei costumi delle feste
Juliette Ferdinand, Metamorfosi in tavola. I banchetti delle meraviglie tra Italia e Francia nel Rinascimento
Emmanuel Lurin, Fontaines de scène, fontaines de fête, fontaines de jardin : la scénographie des eaux dans l’œuvre de Tommaso Francini
Ria Fabri, Piet Lombaerde, Les statues de neige et de glace réalisées par des étudiants et professeurs de l’Académie royale d’Anvers dans les rues de la ville en 1716 et 1772
Andrew Hopkins, Symbol of Venice: the doge in ritual and en fête
Péter Farbaky, Fabbriche effimere in Ungheria tra XVI e XVII secolo
Michał Wardzyński, Pompa funebris dans l’ancien Commonwealth polono-lituanien entre la fin du XVIIe et le milieu du XVIIIe siècle. Le cas exceptionnel du monastère de pèlerinage paulinien de Jasna Góra
III. DU TRANSITOIRE AU PERMANENT
Olimpia Ratto Vaquer, Gli archi effimeri rinascimentali. Il Libro degli Archi di Giuliano da Sangallo. Un probabile catalogo
Micaela Antonucci, Temporaneo e perenne: l’eredità delle architetture effimere romane di Antonio da Sangallo il Giovane
Maria Sofia Di Fede, Feste pubbliche a Palermo nell’età degli Asburgo. Istituzioni, architettura, città (1516-1700)
Valentina Burgassi, Costruire l’effimero alla corte sabauda. Modelli, architetti e maestranze nella città capitale tra XVI e XVII secolo,
Felipe Serrano Estrella, The Ceremony for the Ostension of the Holy Face at Jaén Cathedral
ANNEXES
Index des noms
Index des lieux et des monuments
Les auteurs