Mario Ruffini
L'opera di Luigi Dallapiccola. Catalogo Ragionato


Milano, SZ Sugar, 2025, 768 pp. euro 69,95
ISBN 8890753714

Data di pubblicazione su web 20/10/2025

L'opera di Luigi Dallapiccola. Catalogo Ragionato

A cinquant’anni dalla morte, molte sono state le iniziative con cui si è voluto celebrare l’opera di Luigi Dallapiccola. Tra queste vi è sicuramente la nuova edizione per i tipi della Suvini Zerboni – casa editrice di riferimento per il compositore – del Catalogo ragionato di Mario Ruffini, arricchita dalla prefazione di Quirino Principe.

Ruffini apre il volume con le parole con cui Laura Dallapiccola – figura fondamentale per la genesi e la conoscenza dell’opera del compositore, tanto in vita quanto a seguito della sua morte – gli avrebbe indicato «la strada» da intraprendere, forte di quella «natura razionale, ordinatrice» che l’aveva accompagnata per tutto il suo mandato di funzionaria della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze negli anni Quaranta: «La storia della cultura non è che un indice, un catalogo. Prima dati e date, poi le parole» (p. 63).

Questi pronunciamenti, datati 1994, possono essere considerati il primo impulso alla moderna ricerca sulle opere e sulla vita del compositore, in particolare a partire dai fondi conservati presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” del Gabinetto G.P. Vieusseux (ACGV) e la già citata Biblioteca Nazionale fiorentina. All’anno successivo risale il convegno internazionale dedicato a Dallapiccola, organizzato dal Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni di Empoli (gli atti, a cura di Mila De Santis, sono stati pubblicati nel 1997) e la pubblicazione del volume, curato ancora da De Santis, Fondo Luigi Dallapiccola: autografi, scritti a stampa, bibliografia critica con un elenco dei corrispondenti: un primo, programmaticamente parziale inventario delle carte conservate presso ACGV, che ha costituito un importante riferimento per la pubblicazione della prima edizione del lavoro di Ruffini: L’opera di Luigi Dallapiccola. Catalogo ragionato (Milano, Suvini Zerboni, 2002).

La seconda edizione del Catalogo – come già accadeva per la prima – ci guida all’interno del magistero del compositore fiorentino partendo da una ricostruzione biografica. Questa si presenta ora arricchita da un ampio corredo figurativo composto da ritratti, illustrazioni, fotografie, caricature e altro ancora, a creare un denso contrappunto tra parole e immagini. D’altronde, il rapporto tra la musica di Dallapiccola e le arti figurative costituisce una linea di ricerca a cui Ruffini si è dedicato per anni – testimoniata dalla lunga esperienza, dal 2002 al 2018, come responsabile dei progetti di Musica e Arti figurative all’interno del Kunsthistorisches Institut in Florenz – e che ha trovato compimento nel poderoso volume Luigi Dallapiccola e le Arti figurative (Venezia, Marsilio, 2008).

Passando alla sezione principale – quella propriamente dedicata alla catalogazione – l’autore ripropone l’impianto con cui già nella prima edizione aveva elencato tutte le opere: quelle giovanili e non riconosciute dal maestro, quelle edite, quelle di cui esistono più versioni, quelle non finite e talora rimaste allo stato di schizzi, ritenendo ora opportuno contrassegnarle con la sigla MR. Ruffini vaglia quindi una nuova catalogazione, che motiva a partire dall’aggiunta di nuovi materiali – dalle settantuno schede della prima edizione si passa a ottantatré – relativi ad alcuni schizzi inediti di balletti e canzoni. Tra questi spicca la trascrizione strumentale della Canzonetta Amor Dormiglione (1651) della nobildonna veneziana Barbara Strozzi, che fu eseguita nel cortile di Palazzo Strozzi in occasione di una serata dedicata alle musiche medicee per la sesta edizione del Maggio Musicale Fiorentino. Un caso diverso è costituito dagli schizzi del balletto Diana (Artémis ou Diane), proposto a Dallapiccola da Léonide Massine nel maggio del 1938. Il progetto, che prevedeva la straordinaria collaborazione tra il compositore e Henri Matisse, a cui sarebbe stata affidata la realizzazione di scenografie e costumi, non andò in porto a causa dello scoppio della guerra: quelle idee musicali sarebbero state convogliate nel tema principale del Piccolo Concerto per Muriel Couvreux.

Arrivando infine alla sezione degli Apparati – che l’autore definisce «il cuore scientifico di questo volume» (pag. 19) – troviamo raccolti diversi strumenti che consentono di ripercorrere il magistero dallapiccoliano: dagli Indici delle opere, passando per la Discografia essenziale, Riconoscimenti, Mostre, fino alla Corrispondenza (costituita dall’elenco dei corrispondenti, divisi tra istituzionali e privati, di cui resta traccia nelle carte dell’ACGV) e la Bibliografia generale. Quest’ultima, da cui sono stralciati gli scritti del compositore – che costituiscono una sezione a parte – e l’immensa quantità di saggi pubblicati nei programmi di sala inerenti alle rappresentazioni teatrali, copre uno sterminato arco cronologico, che dal primo Seicento arriva fino all’oggi, riunendo testi di varia natura: volumi appartenuti al maestro, fonti eterogenee (che vanno dai romanzi, ai film, alle mostre) utilizzate da Dallapiccola per le sue opere, nonché letteratura secondaria sul compositore.

La novità più interessante è costituita dai brevi affondi tematici (solo alcuni di questi erano già presenti nella prima edizione, quali ad esempio Dallapiccola e il pianoforte o Dallapiccola e il Conservatorio “Luigi Cherubini”) con cui si esplorano fugacemente dimensioni ancora poco battute dalla ricerca, come ad esempio il rapporto di Dallapiccola con il cinema o il balletto. Merito di questa seconda edizione è sicuramente quello di aver fatto emergere i tentativi di un rapporto del compositore con generi che, a giudicare dalle opere portate a termine, sembrerebbero essere stati per lui di scarso interesse. Se infatti Marsia è l’unico balletto che abbia mai trovato una realizzazione scenica ed editoriale, si evince dal Catalogo come questo genere abbia accompagnato il compositore fin dai suoi primi passi: del 1922 sono gli schizzi per Le macchie del leopardo, passando per il già citato progetto Diana, naufragato per via dell’inizio della guerra, arrivando infine alla volontà di comporre un balletto ispirato alle ottantatré tavole dei Desastres de la guerra dell’amatissimo Goya, che mai vedrà la luce a causa della scomparsa del compositore.



di Giacomo Ricci

L'opera di Luigi Dallapiccola. Catalogo Ragionato

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EZ Sugar (Edizioni Suvini-Zerboni)

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                                     Indice

 

1. Sommario

 

2. Luigi Dallapiccola. Opere e giorni: cronologia

 

3. Catalogazione delle opere

 

4. Schede di tutte le opere

 

5. Tutti gli scritti di Luigi Dallapiccola

    5.1 I libretti. Versioni integrali

    5.2 Gli scritti

 

6. Apparati