Elena Cervellati
Marie Taglioni e Giselle in Italia. Migrazioni e traduzioni del balletto romantico nell'Ottocento


Macerata, Edizioni Ephemeria, 2024, 324 pp., euro 26,00
ISBN 978-8-887852-21-9

Data di pubblicazione su web 06/10/2025

La copertina

Il nuovo volume di Elena Cervellati, Marie Taglioni e “Giselle” in Italia. Migrazioni e traduzioni del balletto romantico nell’Ottocento, si inserisce nel filone di studi che, negli ultimi anni, ha restituito centralità alla storia della ricezione e ai processi di circolazione culturale nella danza europea dell’Ottocento. La scelta di porre al centro due “emblemi” del balletto romantico (la figura di Marie Taglioni e lo spettacolo Giselle) consente all’autrice di interrogare tanto le dinamiche biografiche e artistiche quanto i meccanismi di traduzione linguistica, culturale e scenica che caratterizzano la diffusione del repertorio al di fuori dei confini francesi. 

L’introduzione delinea le coordinate storiche in cui si colloca la ricerca. Cervellati ripercorre le premesse del balletto romantico, individuando in Robert le diable (1831) e La Sylphyde (1832) due momenti fondativi non solo per la creazione di nuovi modelli coreografici, ma anche per l’elaborazione di un immaginario che avrebbe trovato in Taglioni e Giselle le sue massime incarnazioni. Questo prezioso inquadramento chiarisce da subito la prospettiva del volume: non una semplice biografia dell’artista né una monografia sull’opera, ma un’indagine sulle modalità di ricezione e adattamento che segnarono il trasferimento in Italia di due poli culturali della danza europea. 

La prima parte, significativamente intitolata Da Marie a Maria, ripercorre la vicenda di Taglioni, dalla nascita a Stoccolma il 23 aprile 1804 al successo internazionale. Centrale è il rapporto con il padre Filippo, che la plasmò non solo come interprete ma come “strumento salvifico” della sua stessa creatività coreografica. Cervellati ricostruisce in dettaglio le tournées italiane dell’artista tra il 1841 e il 1846, toccando città come Padova, Vicenza, Firenze, Trieste e Milano, e soffermandosi sia sull’accoglienza del pubblico sia sulle scelte di repertorio. Un ampio capitolo è dedicato al linguaggio critico e poetico attraverso cui la stampa dell’epoca interpretò e contribuì a costruire il mito taglioniano: dalle cronache di Regli, Cabianca e Locatelli ai rimandi letterali di Collodi, Romani e Tenca, fino al dialogo con la celebre apologia di Théophile Gautier. Questi materiali, analizzati con approccio filologico, dimostrano come il nome di Taglioni non si limitasse a designare un’artista, ma divenisse un “segno” culturale capace di sedimentarsi nell’immaginario collettivo. 

La seconda parte, Da Giselle a Gisella, si concentra su quello che viene definito “il balletto perfetto”. Dopo un’accurata ricostruzione della prima parigina del 28 giugno 1841, con musica di Adolphe Adam e un libretto che univa tematiche di amore, follia e ultraterreno, l’autrice segue la diffusione italiana del titolo dal 1843 al 1866. Torino, Milano (con la versione di Cortesi alla Scala), Venezia, Firenze, Bologna, Roma, Napoli, Palermo, Bergamo e Catania sono le tappe principali di una geografia teatrale che testimonia la rapidità con cui l’opera entrò a far parte del repertorio nazionale. Cervellati non si limita a ricostruire date e luoghi, ma analizza le modifiche drammaturgiche e sceniche introdotte nelle diverse versioni: la parentela tra Gisella e Berta, l’ambientazione, i costumi, le variazioni del finale. Queste trasformazioni, messe in relazione con le scelte delle direzioni teatrali, mostrano come il balletto fu adattato alle sensibilità e alle aspettative del pubblico italiano e come non fu semplicemente importato. In questo senso, la trasformazione onomastica da Giselle a Gisella diventa la spia di un processo più ampio di traduzione culturale e nazionalizzazione. 

La terza parte, Un balletto europeo? , amplia lo sguardo attraverso una riflessione teorica sulle migrazioni artistiche, sottolineando come il viaggio di Taglioni e di Giselle rappresenti un caso paradigmatico di circolazione culturale nell’Ottocento. L’analisi della traduzione linguistica e culturale si accompagna a un ripensamento del concetto stesso di “traduzione scenica”: le modifiche ai libretti, costumi e scenografie non vengono lette come semplici deviazioni dall’originale, ma come espressione di una dinamica vitale, che permette all’opera di radicarsi in contesti differenti senza perdere la propria forza simbolica. 

Di grande rilievo è l’imponente apparato di appendici, che raccoglie un patrimonio di documenti raramente così ricco e ordinato: testi giornalistici, componimenti encomiastici, cronologie, libretti rari (tra cui Milano 1843, Venezia 1843, Firenze 1845, Cremona 1854), documenti teorici, emergografie e una biblioteca aggiornata. Questo materiale rappresenta una risorsa operativa di straordinaria utilità per studiosi, studenti e docenti, facendo del volume un riferimento prezioso e di lunga durata per chi si occupa di questi temi. La collaborazione con il gruppo di ricerca Filologia della danza e il riferimento alla guida scientifica di Eugenia Casini Ropa testimoniano il radicamento del progetto qui proposto in una rete di studi consolidata, ma al tempo stesso aperta a sviluppi futuri. 

Unendo rigore documentario e finezza interpretativa, il volume illumina un capitolo essenziale della storia della ricezione del balletto romantico, aprendo nuove prospettive per la ricerca futura. Per tali ragioni, la lettura e la citazione del volume si raccomandano nei percorsi didattici e negli studi dedicati alla circolazione culturale in età moderna, a testimonianza di come il balletto romantico, attraverso le sue migrazioni, sia diventato un patrimonio europeo condiviso.



di Carlotta Repetto

Marie Taglioni e Giselle in Italia. Migrazioni e traduzioni del balletto romantico nell'Ottocento

Indice




Indice

Premessa p.9

Introduzioni. Il balletto nella prima metà dell'Ottocento p.13

Parte I - Da Marie a Maria
Capitolo 1 - Marie Taglioni: discorsi biografici p.19
Capitolo 2 - Grand Tour: Marie da Milano a Milano (1841-1846) p.40
Capitolo 3 - Le parole per dirla: tra critica e poesia p.74

Parte II - Da Giselle a Gisella
Capitolo 4 - Giselle: il balletto "perfetto" p. 89
Capitolo 5 - Grand tour: Gisella da Torino a Torino (1843-1866) p.98
Capitolo 6 - Drammaturgie "giselliane": variazioni e permanenze p.134

Parte III - Un balletto europeo?
Migrazioni fra Francia e Italia p.153

APPENDICI
I. Riflessioni sul danzare: antologia di commenti dalla stampa periodica p.177
II. In lode di Maria: antologia di componimenti d'occasione p. 193
III. Tradurre Giselle: antologia di libretti italiani p.209

Cronologie p. 247

Bibliografia p.258

Emerografia p.286

Risorse online p.312

Indice dei nomi p.313