Maria Ida Biggi
Santuzza Calì. Arte fantasia colore
Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2024, 160 pp., 28,00 euro
ISBN 9788836657032
Data di pubblicazione su web 07/05/2025
Il
secondo volume della collana “Biblioteca della scenografia”, edita da Silvana Editoriale
e curata da Maria Ida Biggi, è dedicato a Santuzza Calì,
scenografa e costumista che ha fatto della fantasia, del colore,
dell’artigianalità e della manualità la base per una cifra stilistica originale
e sempre riconoscibile. L’obiettivo della curatrice, nonché autrice del volume
stesso, è far conoscere ai lettori l’imponente produzione dell’artista,
proponendo simultaneamente una definitiva e completa scansione cronologica
delle sue numerose creazioni.
Per
fare ciò, Maria Ida Biggi si è basata sullo studio e sull’analisi dei
numerosissimi documenti che compongono l’archivio dell’artista, donato nel 2021
alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia; si tratta di un materiale distribuito
in oltre duecento cartelle contenenti figurini, bozzetti, disegni e studi
preparatori, maschere, marionette, oggetti di scena e appunti di lavoro, così
come locandine, programmi di sala e manifesti concernenti gli oltre trecento
spettacoli ai quali ha collaborato dal 1969 fino a oggi. Considerata l’imponente
consistenza archivistica, l’indagine si concentra principalmente sui contributi
di Calì nel contesto del teatro, tralasciando, per motivi di natura editoriale,
la maggior parte delle creazioni realizzate in differenti ambiti artistici.
Il libro
si apre con una panoramica sulla biografia dell’artista: nata in provincia di
Udine nel 1934, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Palermo e successivamente
frequenta la Sommerakademie a Salisburgo, dove incontra Enrico Costa e
frequenta Oskar Kokoschka, prima come allieva di pittura e poi, a
partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, come sua assistente. Viaggia in
Europa e negli Stati Uniti grazie ad alcune borse di studio, poi ritorna in
Sicilia dove apre un laboratorio con Gabriella Saladino con cui realizza
allestimenti, giochi e marionette e dà vita a una nuova e inedita tecnica, il
metacollage, grazie alla quale prendono forma oggetti costituiti da legno e
metalli ampiamente apprezzati e riconosciuti a livello internazionale.
Dal
1970, lavora come illustratrice realizzando i disegni per alcuni volumi, tra
cui Le filastrocche del cavallo parlante di Gianni Rodari, Storie
senza tempo di Alberto Manzi, L’albergo della fantasia di Antonella
Tarquini e Il mondo alla rovescia di Donatella Ziliotto, dimostrando
«la sua straordinaria abilità grafica e una inesauribile fantasia» (p. 14); parallelamente,
a partire dal 1969, è impegnata in teatro prima come costumista e
successivamente come scenografa.
Biggi
analizza le sue creazioni partendo dalle importanti e durature collaborazioni
con i numerosi registi e artisti che ha incontrato nel corso della sua vita. Il
primo esempio proposto è il fecondo rapporto professionale instaurato con Alessandro
Fersen e con Emanuele Luzzati: Calì lavora come assistente per le
scene e i costumi di Golem del 1969 e per le scene de Le diavolerie.
Appunti sull’angoscia del 1972. Nel 1974 firma insieme a Emanuele Luzzati l’allestimento e i costumi per Leviathan
(1974) e ancora, nel 1976, realizza i costumi per
La fantesca di Della Porta (scene di Luzzati).
Il
volume prosegue soffermandosi sulla collaborazione con i registi Franco
Enriquez – con il quale debutta anche nell’opera lirica realizzando, per il
XXVI Maggio Musicale Fiorentino (1973), i costumi per Kovacina di Modest
Musorgskij – e Aldo Trionfo, nonché con l’importante rapporto
professionale instaurato con il regista Gianfranco de Bosio: Calì
partecipa in qualità di costumista e/o scenografa per ventitré suoi spettacoli,
dal 1977 (con Il pipistrello di Johann Strauss) al 1996 (con La
gazza ladra e La Moscheta di Ruzante).
Dal
1977 al 2011 lavora anche con il regista, attore e drammaturgo Paolo Poli
per la produzione di venti allestimenti diventando, nel 1982, la costumista
ufficiale della sua compagnia. Il volume ripropone le tappe di questa lunga e
feconda collaborazione anche attraverso le parole espresse dai critici del
tempo e prosegue soffermandosi su alcuni dei sedici spettacoli di prosa e
lirica realizzati al fianco di Maurizio Scaparro, dal 1985 al 2022, e si
sofferma inoltre sull’impegno della scenografa e costumista nel teatro
giovanile, segnalando solo alcuni dei quaranta titoli realizzati, tra cui Due
clowns a teatro del 1971, Pulcinella in città del 1976, Il
soldato di sventura del 1978 e Il re applaude del 1981: un’attività,
questa, che «resta straordinariamente documentata da centinaia di disegni per
la scena, per i costumi, per le maschere» (p. 60).
Significativa
anche la sezione dedicata la Catalogo iconografico dell’Archivio Calì contenente
un importante numero di immagini relative a figurini di costume, bozzetti
scenografici, bozzetti per gli oggetti di scena e illustrazioni. Il volume si
chiude con la cronologia degli spettacoli ai quali l’artista ha collaborato partendo
dal già citato Golen di Alessandro Fersen del 1969 e arrivando a Il
turco in Italia di Felice Romani del 2022.
di Serena Giardiello
Indice
Bibliografia, p. 152
Indice dei nomi p. 154