Mauro Lo Monaco
Danzare con misura. Indicazioni per un'esecuzione consapevole di musiche e coreografie dei balli di Domenico da Piacenza

Prefazione di Alessandro Pontremoli

Bologna, Piretti Editore, 2024, 444 pp., euro 36
ISBN 9788864761442

Data di pubblicazione su web 11/03/2025

La copertina

Frutto di studi rigorosi e di pluriennale esperienza sul campo, Danzare con misura di Mauro Lo Monaco esce nel 2024 per i tipi bolognesi di Piretti Editore. Si tratta di un lavoro di scrupoloso approfondimento su un capitolo fondamentale della storia della danza: la trattatistica di Domenico da Piacenza. Lo Monaco si colloca dunque all’interno di un filone di studi necessario, sulla scia di studiosi del calibro di Barbara Sparti e Alessandro Pontremoli, autore della prefazione.

Dopo aver collocato l’opera di Domenico da Piacenza nell’opportuno contesto storico e culturale di riferimento, Pontremoli riconosce i pregi dell’autore del volume, in particolare la capacità di analizzare nel dettaglio la parte musicale dell’opera del maestro quattrocentesco, dimostrando di possedere gli strumenti per un dialogo proficuo tra storia della danza e musicologia (Curt Sachs docet). In Danzare con misura risulta infatti imprescindibile – sebbene non scontato negli studi precedenti – il rapporto tra danza e musica, frutto di un interesse coltivato da Lo Monaco durante l’ultimo anno del suo percorso di laurea in Medicina: «allora ero alle prese, per puro piacere, con lo studio del flauto dolce e quindi con la musica antica. Un po’ per caso venni coinvolto nello studio pionieristico delle danze antiche; fu così che entrai nel gruppo in fieri di Barbara Sparti» (intervista a Mauro Lo Monaco, 10 marzo 2025).

La sua preminente ambizione è quella di rivolgersi non solo agli addetti ai lavori ma anche a un pubblico composito, conferendo al tema dei balli di corte tra Quattro e Cinquecento un nuovo vigore, a fronte di una storiografia che ancora oggi spesso predilige il balletto e la danza moderna. Intenti analoghi appartengono alla collana Biblioteca di danza, diretta da Gloria Giordano e pubblicata dallo stesso editore. Altro merito è quello di mettere in contatto studi storico-teorici e pratica della danza: Lo Monaco è stato infatti tra i fondatori del gruppo di danza rinascimentale di Roma e, in seguito al suo scioglimento, fondatore di un nuovo gruppo con Sergio Vinciguerra, cimentandosi in prima persona nello studio e nella ricostruzione del repertorio.

Da non dimenticare il background nterdisciplinare: Lo Monaco è un neurologo e neurofisiologo che ha fatto ricerca su malattie neuromuscolari; sebbene si tratti di studi scientifici, non si può negare che una conoscenza del corpo umano possa concorrere a una più dettagliata analisi del gesto e del movimento in genere. Non si dimentichi inoltre il legame tra acustica, armonia musicale e scienze nei tempi antichi. Il dialogo tra discipline diverse è dunque la conditio per uno studio esaustivo: «le esigenze ritmiche della musica da ballo sono un mondo ancora inesplorato. Le nostre conoscenze del mensuralismo quattrocentesco sono basate sullo studio di Messe, di musica sacra e profana “colta”; l’esigenza di tenere un ritmo e di cambiarlo continuamente, come avviene nel ballo, è qualcosa a cui i musicologi non sono preparati» (intervista a Mauro Lo Monaco, 10 marzo 2025).

L’impresa non è banale: il trattato di Domenico da Piacenza, De arte saltandi et choreas ducendi (1450-1455), non è un’opera di facile lettura, né ora né all’epoca. Si tratta infatti di un manoscritto composto nel tentativo di legittimare e nobilitare una disciplina e un mestiere che, sebbene radicati a corte, fanno i conti fin dalle origini con le critiche dei benpensanti, da Platone ai Padri della Chiesa e oltre, i quali osteggiano l’uso del corpo senza la mediazione della parola. Un trattato, dunque, nato in seno all’esigenza di avviare una tradizione scritta sulla base di fondamenti scientifici ma di fatto poco diffuso, difficilmente fruibile e dunque limitato agli addetti ai lavori; di fatto il trattato non sostituisce la presenza del maestro, che è anzi indispensabile per l’apprendimento della disciplina coreutica.

Un po’ come i trattati dei maestri del Quattrocento – dopo Domenico da Piacenza si pensi gli allievi Antonio Cornazzano e Guglielmo Ebreo da Pesaro – il lavoro di Mauro Lo Monaco è bipartito. Se i maestri articolano il proprio lavoro in una prima parte filosofica e una seconda di carattere più pratico, anche l’autore di Danzare con misura si focalizza in primo luogo su questioni teoriche: Le note ai passi; poi sulla Ricostruzione dei balli. I manoscritti analizzati riportano infatti «in aggiunta delle descrizioni delle coreografie, le tracce musicali a esse riferite» (p. 29), in particolare la “misura” da abbinare a ogni tipologia di danza, dal saltarello alla bassadanza. Lo Monaco pone ad esempio l’attenzione su “movimenti naturali” e “movimenti accidentali” nell’ambito di un processo di codificazione – a opera di Domenico da Piacenza – di prassi in uso da tempo e della conseguente necessità di approssimare tempi ritenuti “imperfetti”. Ma, al fine di rendere accessibile un’opera così complessa, risulta assai pregevole il lavoro di trascrizione della musica in notazione moderna; un lavoro a dire dell’autore problematico, a partire alla comprensione della “partitura” manoscritta. 

La seconda parte del volume ha l’aspetto di un vero e proprio manuale per la comprensione e l’eventuale esecuzione di balli specifici. Alcuni fanno riferimento a determinate corti: il Belreguardo e il Leonzello, ad esempio, rimandano agli Este, presso cui Domenico da Piacenza ha prestato servizio; di altri non si conosce l’origine ma si possono riconoscere, al loro interno, misure ricorrenti. Per ogni ballo Lo Monaco fornisce una breve descrizione tecnica, cenni di carattere storico-critico e filologico, spiegazioni dettagliate in tema di mexura, e infine la trascrizione dello spartito, fornendo la linea melodica e quella di basso, tempi e tonalità. Arricchisce lo studio un glossario. 

Il fine ultimo del lavoro è condividere conoscenze. «È il risultato di un lavoro durato tanti anni, e sarebbe un peccato non metterlo a disposizione di chi studia la danza antica e la musica antica». In un rinnovato interesse per l’antichità, lo studio si colloca comunque in un filone di studi da approfondire: «è un libro che nasce dalla raccolta di appunti, osservazioni e ripensamenti di tanti ani poi messi insieme perché sarebbe un vero peccato non comunicarlo a chi può essere interessato: studiosi di danza antica, musicologi interessati al Quattrocento, gruppi di danza storica, conservatori, licei musicali e coreutici».



di Benedetta Colasanti

Danzare con misura. Indicazioni per un'esecuzione consapevole di musiche e coreografie dei balli di Domenico da Piacenza

Indice




Indice

Prefazione di Alessandro Pontremoli

L’arte con misura di Domenico da Piacenza

Introduzione

Ringraziamenti

Abbreviazioni

Tabula gratulatoria


PRIMA PARTE

Le note e i passi

Capitolo 1 – Cenni sulla notazione mensurale

Capitolo 2 – Le quattro mexure musicali

Capitolo 3 – Le botte in musica

Capitolo 4 – I movimenti naturali e accidentali

Capitolo 5 – Il sempio e il doppio

Capitolo 6 – Doppi e sempi in sul piè

Capitolo 7 – Il saltarello e la sua mexura

7.1 La sua mexura

7.2 La ritrovata concordanza tra moti di saltarello e tempi di musica

7.3 Il moto di saltarello brabante

7.4 Il moto di saltarello non in sua mexura

7.5 Considerazioni conclusive sul saltarello

Capitolo 8 – Il saltarello quadernario e la mexura di piva/quadernaria

8.1 La mexura di piva/quadernaria

8.2 Il saltarello quadernario o tedesco e anche riprese, frappamenti e continenze

Capitolo 9 – Galoppo, movimento, posada, riverenza e volte

Capitolo 10 – I rapporti tra le diverse mexure musicali definiti in base alla scansione delle botte

Appendice 10.1 – Rapporto tra la bassadanza e le altre mexure

Capitolo 11 – Le quattro mexure sul rigo musicale

Appendice 11.1 – Il saltarello largo in bassadanza di Belreguardo e la proportio subdupla

Appendice 11.2 – La rappresentazione sul rigo musicale della mexura di piva

Capitolo 12 – Qualche riflessione sui movimenti naturali e accidentali e le mexure in cui sono eseguiti

Capitolo 13 – La trascrizione in notazione moderna

 

SECONDA PARTE

Ricostruzione dei balli

Capitolo 14 – Belreguardo

Capitolo 15 – Leonzello

Capitolo 16 – La Ingrata

Capitolo 17 – Giloxia

Capitolo 18 – Pizochara

Capitolo 19 – Verçepe

Capitolo 20 – Prexonera

Capitolo 21 – Belfiore

Capitolo 22 – Anello

Capitolo 23 – Marchexana

Capitolo 24 – Iupiter

Capitolo 25 – La fia Guielmina

Capitolo 26 – Mercantia

Capitolo 27 – Sobria

Capitolo 28 – Tesara

Conclusioni

Elenco tracce audio (QR Code)

Glossario

Bibliografia

Indice analitico dei capitoli