Simona Busni
Tre regine per una corona. The Crown e la nuova era del royal biopic


Roma, Edizioni Estemporanee, 2024, pp. 104, euro 14,00

Data di pubblicazione su web 07/07/2024

La copertina

Per orientarsi nel labirinto della serialità complessa che caratterizza lo scenario televisivo contemporaneo, portare avanti un'analisi text-oriented, puntale e approfondita su una serie appare come un salvifico filo d'Arianna. A maggior ragione se la serie in questione è The Crown, fenomeno Netflix che a partire dal 2016, per sei stagioni, ha conquistato pubblico e critica raccontando, e quindi mediando, grazie a una costante tensione meta-cinematografica, la vita di uno dei personaggi più mediaticamente esposti del secolo scorso: la regina Elisabetta II

L'intermedialità della sovrana, ma soprattutto della serie, è giustamente rilevata dall'autrice, che non manca di sottolinearne la gestazione all'interno del percorso cinematografico, teatrale e televisivo di Peter Morgan, showrunner, sul royal biopic. Anziché però limitarsi a uno studio fenomenologico, il libro sceglie una chiave molto specifica per scomporre il testo prismatico di The Crown: la corporeità. Al centro del libro di Simona Busni vi sono, infatti, le molte incarnazioni, anche divistiche, di questa regina così iconica, analizzata innanzitutto nel corpo, o meglio, nei corpi che la impersonano: le attrici Claire Foy (St. 1-2), Olivia Colman (St. 3-4) e Imelda Staunton (St. 5-6). Quello di una regina, come rimarca Busni, non è però un corpo comune: esso è simultaneamente quello di una donna e di una istituzione, quella corona che dà il titolo alla serie. 

Ecco perché Busni fa ruotare le sue riflessioni attorno alla queenliness di Elisabetta, ovvero la sovrapposizione di identità che caratterizza la monarca, un eccesso di senso che si dipana nell'antinomia pubblico e privato del personaggio e si manifesta, sul piano della messa in scena, nel triplicarsi delle interpretazioni delle attrici/dive che la incarnano e che costantemente si rispecchiano le une nelle altre. Attraverso un'osservazione dettagliata e attenta e all'analisi di diversi snodi chiave della serie, l'autrice fa emergere come il corpo re(g)ale sia al contempo scisso, nel suo essere donna e nel suo essere regina (uno sdoppiamento palpabile soprattutto nei rapporti con gli altri membri della famiglia reale, dalla sorella Margaret al figlio Carlo e alla nuora Diana), ma anche moltiplicato, proliferante, riflesso nei Primi Ministri che si susseguono nella Audience Room. 

Nel suo studio sulla serie, grazie all'inquadratura, sempre a fuoco, sui corpi di queste figure e delle attrici e attori che le impersonano, Simona Busni riesce a descrivere in modo lucido e sintetico le conflagrazioni di piani identitari, di storie personali e storie pubbliche, di storiografia e manipolazione narrativa che rappresentano la cifra di The Crown.



Tre regine per una corona. The Crown e la nuova era del royal biopic

Indice




Indice

Indice

 

Introduzione

«My name is Elizabeth»: ritratti di regina

La regina con la macchina da presa

Tutti gli uomini (tranne una) della regina

Genealogie spezzate

Scheda tecnica

Bibliografia

Filmografia

Collana Repetita