Theaterheute, Nr. 2, Februar 2024



72 pp., euro 18,50
ISSN 0040 5507

Data di pubblicazione su web 26/06/2024

La copertina

La messinscena di Agamennon di Eschilo apre la serie di recensioni pubblicate in Aufführungen, lo spazio di «Theaterheute» riservato all'analisi delle principali produzioni dell'area tedesca. La regia di Ulrich Rasche, che si avvale di molti inserti musicali, approfondisce la crudele spirale di violenza assurta a meccanismo della guerra in quanto tale, come esibito sul palcoscenico del Residenz Theater di Monaco da Liliane Amuat, Barbara Horvath, Lukas Püppel, Pia Händler, Thomas Lettow. La follia della guerra e la resistenza sostenuta da valori di pace caratterizzano Der Sturm / Das Dämmern der Welt, ossia un intreccio drammaturgico tra la tragedia shakespeariana menzionata nel titolo e il nuovo omonimo romanzo di Werner Herzog allestito ai Kammerspiele di Monaco da Jan-Christoph Gockel che si avvale della partecipazione di Bernardo Arias Porras, Katharina Bach, Michael Pietsch, Thomas Schmauser e Anton Berman.

Alla rivisitazione dei classici in chiave moderna seguono le novità prodotte dalla drammaturgia contemporanea, a partire da Bucket List della regista Yael Ronen e di Shlomi Shaban: si tratta di un musical travolgente di cui è protagonista un uomo che si sveglia un sabato mattina e si accorge che il mondo intorno a lui è cambiato in modo irriconoscibile; nella produzione della Schaubühne di Berlino spiccano le qualità artistiche di Moritz Gottwald, Carolin Haupt, Damian Rebgetz e Ruth Rosenfeld. Figura nella programmazione del Deutsches Theater Ursonate (wie spielen, bis uns Tod abholt), musical stravagante e bizzarro firmato dal compositore e poeta dadaista Kurt Schwitters; affidato all'accorta regia di Claudia Bauer, è interpretato da un gruppo di pregevoli attori tra i quali si riconoscono Mareike Beykirch, Anita Vulesica, Moritz Kienemann, Lenz Moretti, Vanessa Loibl.

Altra Première è Niederwald di Wolfram Höll presentata nella discoteca dello Schauspiel di Lipsia per mano della regista Elsa-Sophia Lerch; le musiche dal vivo competono a David Hirst mentre la recitazione spetta a Thomas Braungardt, Anne Cathrin Buhtz, Markus Lerch e Paulina Bittner. Al Nationaltheater di Mannheim Nuran David Calis offre la messinscena di Natan, rielaborazione drammaturgica del celebre Nathan der Weise di Lessing dal quale assume e approfondisce soprattutto i contrasti religiosi ambientati in una generica città tedesca contemporanea segnata da fenomeni migratori; intorno al protagonista Boris Koneczny, impegnato nel ruolo del titolo, si muovono Sarah Zastrau, Maria Munkert, Eddie Irie, Ragna Pitoll.

Esibendo scrupoloso rigore filologico, la regia di Christopher Rüping si attiene all'impianto narrativo del cechoviano Die Löwe, modellando un allestimento calato nelle atmosfere decadenti di inizio Novecento; al cospetto della platea dello Schauspielhaus di Zurigo si sono fatti applaudire Maja Beckmann, Benjamin Lillie, Wiebke Mollenhauer, Lena Schwarz e Steven Sowah. Aufführungen prosegue con Ein Kafka-Projekt, ideazione della coreografa israeliana Saar Magal in collaborazione con Julia Kraus Dybeck, per uno spettacolo corale oscillante tra danza e teatro (produzione Theater di Basilea).

Theater an der Ruhr di Mühlheim iscrive nella programmazione una terna di spettacoli piuttosto interessanti sotto il profilo squisitamente sperimentale: Escaping Heldenplatz da Heldenplatz di Thomas Bernhard analizza l'antisemitismo odierno proponendo al pubblico la visione della performance di Arthur Romanowski, Mike Vojnar e Johnny Mhanna con gli occhiali 3D; State of Euphoria si basa sulla musica techno predisposta da Rainald Goetz; Shağaf / Singing Hearts diventa, per effetto della regia di Amal Omran, una sorta di trance alla ricerca dell'amore universale fondata nell'interazione tra canto danza parola, video improvvisazioni musicali. Al Burgtheater di Vienna primeggia Dantonstod, tragedia di Georg Büchner letta da Johan Simons in chiave contemporanea con la trasformazione dei suoi personaggi in clown cupi e demenziali interpretati da attori di grandi potenzialità mimico-gestuali quali Nicola Odczarek, Michael Maertens, Jan Bülow, Marie-Luise Stockinger.

Nella sezione Akteure si parla di due personaggi importanti della scena tedesca: Falk Richter – drammaturgo traduttore e regista – approfondisce i contenuti nella sua ultima commedia The Silence in cui espone la storia della sua famiglia nel contesto della Germania Occidentale postbellica per poi denunciare, attraverso il suo essere gay, l'intolleranza e i pregiudizi ancora presenti nel tessuto sociale contemporaneo. Il testo si legge in versione integrale in questo numero di «Theaterheute». Si parla di femminismo, con particolare attenzione al teatro, nell'intervista rilasciata da Mihaela Dragan, attrice e drammaturga fondatrice nel 2014 con altre attrici della Giuvlipen Theatre Company che si caratterizza per il suo marcato impegno civile a favore dei diritti della donna.

Risulta preziosa e significativa la toccante testimonianza, sostenuta da profonde riflessioni, di Sivan Ben Yishai – regista nata a Tel Aviv e attiva a Berlino – in merito al tormentato popolo israeliano soprattutto dopo la strage del sette ottobre cui si affianca il racconto della drammatica situazione della vita teatrale ferita dalla guerra.

Le pagine di Freie Szene sono occupate da un articolo in cui si parla della scena indipendente berlinese che si caratterizza per la trattazione di tematiche condivise quali l'eredità della cultura ebraica, la condizione delle classi sociali disagiate, la poesia dell'estasi, la denuncia della forza con strumenti e finalità repressive. Tra gli spettacoli di riferimento figurano Antigone pitched di Annett Hordegen, Julia*n Meding e Tina Turnheim, Die Verwandlung di Manuel Gerst dall'omonimo romanzo di Franz Kafka, Handle With Care di Gob Squad e Die Große Klassenreveue di Christiane Rösinger.

I conflitti e le guerre costituiscono il nucleo tematico di molti progetti scenici presenti nella rassegna 33. Euro-Scene di Lipsia, come si evidenzia dalla performance Put youy heart under your feet…and walk di e con Steven Cohen che, attraverso l'esibizione rivisitata in chiave moderna di un rituale, denuncia i sanguinosi contrasti religiosi africani. Vicino a One Song del belga Miet Warlop spiccano The Long Shadow of Alois Brunner di Mudar Alhaggi e la cupa riflessione sul colonialismo di Salim Djaferi in Koulonisation.

 

 

Theaterheute, Nr. 2, Februar 2024

Indice




Indice

FOYER

Franz Wille

Im Bekenntnisdrang

Der Berliner Kultursenator Joe Chialo erlösst eine Antidiskriminierungsklausel

 

AUFFÜHRUNGEN

Silvia Stammen

Kreisläufe des Krieges

Ulrich Rasche zirkelt Agamemnon aufs Residenztheater, Jan-Christoph Gockel kombiniert Shakespeare und Werner Herzog in den Münchner Kammerspielen

Franz Wille

In Zeichenhimmel und -hölle

Yael Ronen/Shlomi Shabans Bucket List, Kurt Schwitters Ursonate und Wolfram Hölls Niederwald in Berlin und Leipzig

Verena Großkreutz

Gefangen in Gewalt

Nuran David Calis überschreibt Lessings Nathan der Weise in Mannheim

Eva Behrendt

Nutzlos gießt der Mond sein Licht

Christopher Rüping befragt Tschechows Die Möwe, Saar Magal zeigt in Basel Ein Kafka-Projekt

Dorothea Marcus

Räusche und Geräusche

Das Mühlheimer Theater an der Ruhr kombiniert ein Thomas-Bernhard-Projekt in Mixed Reality, eine Sufi-Performance und eine Techno-Immersion

Karin Cerny

Rote Nasen in der Arena

Johan Simons versteht im Burgtheater Büchners Dantons Tod als Clownsspiel

 

AKTEURE

«Sowas nennt man heute Resilienz» 

Falk Richter im Gespräch über The Silence und das Erbe einer traumatisierten Generation Queer, feministisch, gebildet

Mihaela Dragan über Giuvlipen, das erste feministische Roma-Theater Rumäniens 

 

INTERNATIONAL

Sivan Ben Yishai

Vertrauen in das Wort

Ein Essay zu Israel, Gaza und der Debatte nach dem 7. Oktober

Henning Bochert

Krise auf mehreren Ebenen

Die amerikanische Theaterszene ist nicht nur ökonomisch unter Druck

 

FREIE SZENE

Eva Behrendt

Den Keks essen

Ein Rundgang durch Produktionen von Manuel Gerst, Julia*n Meding, Daniel Wetzel, She She Pop, Christiane Rösinger u.a.

 

FESTIVALS

Torben Ibs

Rituale und Verstrickungen

Die Euro-Scene in Leipzig mit Produktionen von Steven Cohen, Miet Warlop, Qendra Multimedia u.a.

 

THEATERARCHITEKTUR

Nikolaus Müller-Schöll

Ende gut, alles gut?

Frankfurt/Main hat sich für eine neue Kulturmeile mit Oper und Schauspiel entschieden. Die Diskussion sind damit nicht beendet

 

CHRONIK

Berlin - Williams Die Katze auf dem heißen Blechdach; nach Mann Der Untertan; Enis Maci, Mazlum Nergiz Karl May

Dessau - Nora Deetje Leggemann Am Rande des Orbits

Düsseldorf - nach Büchner Leonce und Lena

Essen - nach Büchner (Making) Woyzeck; Elsa-Sophie Jach u.a. Nessun Dorma

Hamburg - Elfriede Jelinek Sonne / Luft; Toshiki Okada No Horizon; Stefan Kaegi/Rimini Protokoll Société Anonyme

Ingolstadt - Rebekka Kricheldorf Bondi Beach

Oberhausen - Svealena Kutschke No Shame in Hope – Eine Jogginghose ist ja kein Schicksal

Schwerin - nach Thees Uhlmann Sophia, der Tod und ich

 

DATEN

Premiere im Februar

On Tour/Freie Szene

TV-Theater und Streams

Showroom - aktuelle Anstellungen

Festivals

MAGAZIN

The Zone of Interest mit Sandra Hüller und Christian Friedel

Zum Tod von Hendrik Arnst

Tricia Tuttle wird die Berlinale leiten

Brecht hat Regine Lutz viel zu danken

Kolumne Andràs Siebold

 

Vorschau

Impressum