Theaterheute, Nr. 1, Januar 2024
Molti e assai interessanti sono gli spettacoli di cui si parla in Aufführungen, lo spazio di «Theaterheute» riservato alle recensioni delle principali produzioni dell'area tedesca, che prende avvio dallo Schauspielhaus di Amburgo dove si completa la rassegna dedicata alla rivisitazione del teatro antico con due allestimenti: Anthropolis IV: Iokaste di Roland Schimmelpfennig per la regia di Karin Beier che esibisce continuità storica tra il conflitto fratricida e omicida della tragedia eschilea e euripidea con gli attuali conflitti mondiali, segnatamente la guerra tra Russia e Ucraina, e il conseguente fallimento della diplomazia internazionale; tra gli attori spiccano Daniel Hoevels, Josefine Israel e Julia Wieninger. In Anthropolis V: Antigone si ripete l'analoga formula interpretativa di lettura del presente attraverso le lenti della drammaturgia antica sempre secondo le indicazioni del duo Schimmelpfennig-Beier che si avvale della sontuosa esibizione di Lilith Stangenberg nel difficile ruolo del titolo.
La riduzione drammaturgia del romanzo Der Prozess di Franz Kafka è al centro di due distinti allestimenti. Al Thalia Theater di Amburgo il regista Michael Thalheimer si avvale del copione scritto da Emilia Linda Heinrich che si allinea alle pieghe narrative dell'opera, approfondendo l'incontro-scontro tra uomo e giustizia; a fianco del protagonista Merlin Sandmeyer si sono distinti Pauline Rénevier, Falk Rockstroh, Marina Galic, Christiane von Poelnitz. Der Prozess, prodotto dallo Schauspiel di Colonia, secondo la regia di Pinar Karabulut, segue un andamento narrativo in bilico tra realismo e proiezioni oniriche di un personaggio avvolto di innocenza e ben interpretato da Bekim Latifi intorno al quale si muovono Alessandro Angelotta, Nicola Gründel, Lola Klamroth.
Si continua con The Silence in cui il drammaturgo e regista Falk Richter, tra finzione e autobiografia, racconta la storia della sua famiglia dal dopoguerra a oggi; il monologo è stato recitato da Dimitrij Schaad sul palcoscenico della Schaubühne di Berlino. Fremd è il titolo della novità di Michel Friedman consegnata alla regia di Stephan Kimmig (produzione Staatstheater di Hannover), di cui è protagonista una famiglia sopravvissuta alla Shoah; questa cupa metafora degli emarginati e degli esclusi è consegnata alle competenze espressive di Christine Grant, Stella Hilb, Alban Mondschein, Max Landgrebe.
Due sono le proposte provenienti da Vienna: al Burgtheater Martin Kušej cura la rappresentazione di Menschenfeind di Molière mettendo in evidenza la solitudine dei personaggi traferiti in una generica contemporaneità in cui si muovono qualificati attori come Christoph Luser, Lili Winderlich, Itay Tiran. Il goldoniano Der Diener zweier Herren curato da Antonio Latella costituisce il fiore all'occhiello del Volkstheater: lo spettacolo è calato in un'atmosfera talvolta sinistra mentre la performance degli attori – tra i quali Elias Eilinghoff, Lavinia Nowak, Stefan Suske e Uwe Schmieder – risulta molto fisica e di grande impatto verbale.
Ha riscosso ampi consensi di pubblico e di critica il progetto Mitläufer di Noam Brusilovsky sostenuto dal Residenztheater di Monaco. Si tratta di una ricerca storica delle biografie contraddittorie di chi raggiunse i vertici del teatro durante il nazismo per poi dichiarare di aver resistito attivamente alla tirannia durante il mandato, come fece, per esempio, il regista Oskar Walleck. Max Mayer, Steffen Höld, Michael Goldberg e Claudia Golling ne sono gli interpreti principali. Nel cartellone dello stesso teatro sono compresi due spettacoli di grande rilievo, quali Minetti di Thomas Bernhard, con Manfred Zapatka guidato dalla regia di Claus Peymann, e Andersens Erzählungen, progetto realizzato dal regista Philipp Stölzl basandosi sulla musica di Jherek Bischoff e il libretto di Jan Dvořák; tra gli attori si riconoscono Isabell Antonia Höckel, Moritz von Treuenfels e Veronica Vagnoni.
Aufführungen si conclude con un doppio appuntamento berlinese: alla Schaubühne Jette Steckel trasferisce sul palcoscenico Prinz Friedrich von Homburg, dramma di Heinrich von Kleist letto in prospettiva contemporanea, in particolare per quanto riguarda le problematiche legate alla guerra, tanto che i personaggi sono militari d'oggi. Si caratterizza per un taglio marcatamente critico-politico la rilettura del romanzo 1984 di George Orwell operata da Luk Perceval per la Berliner Ensemble, con la partecipazione di Pauline Knof, Veit Schubert, Paul Herwig, Oliver Kraushaar.
Con il profilo di Bassam Ghazi si apre la sezione Akteure della rivista berlinese: il regista di origini libanesi, dopo le esperienze formative vissute al Grips Theater di Berlino e al Comedia Theater di Colonia, si qualifica come docente di discipline artistiche del collettivo Import Export dello Schauspiel di Colonia, per poi affermarsi nel doppio ruolo di regista e pedagogista, assieme a Birgit Lengers, dello Stadt:Kolletiv presso lo Schauspielhaus di Düsseldorf.
Gode di crescente prestigio internazionale il romanziere Lukas Rietzschel (classe 1994) che recentemente si è confrontato con la scrittura teatrale debuttando con il testo Das beispielhafte Leben des Samuel W. in scena al Gerhart-Hauptmann Theater di Görlitz-Zittau. Nell'intervista espone il suo percorso creativo, si sofferma sulla funzione odierna del teatro chiamato a denunciare contraddizioni e ingiustizie del mondo, senza trascurare i cambiamenti climatici.
È alla sua prima esperienza teatrale anche la scrittrice Fatma Aydemir con Dorktormutter Faust liberamente ispirato a Goethe: pubblicato in versione integrale in Das Stück e allestito in prima assoluta al Theater di Essen, è al centro dell'intervista unitamente ad alcune interessanti riflessioni sulla scena europea.
Le pagine di International sono dedicate all'Ucraina secondo la ricognizione di Olena Apchel – drammaturga, regista e docente –, che inquadra e analizza la tormentata situazione artistica in bilico tra rivoluzione e guerra citando, in merito, alcuni spettacoli piuttosto significativi come My grandfather dug. My father dug. And I won't… (regia di Rosa Sarkissian e Agnieszka Blonska), Beautiful, beautiful, beautiful times di Joanna Wichowska (regia di Sarkissian).
Contiene in sé gli elementi di un vero e proprio manifesto per la pace il connubio tra Gruppe Futur 3 di Colonia e la poetessa ucraina Selma Meerbaum-Eisinger, che si è materializzato nella messinscena di Ich will leben a Czernowitz e Lviv.di Massimo Bertoldi
Theaterheute, Nr. 1, Januar 2024
Indice
FOYER
Avishai Milstein
Drei Akte
Die Freilassung israelischer Geiseln ist eine ernüchternde Katharsis
AUFFÜHRUNGEN
Falk Schreiber
Im Kreidestaub
Karin Beiers Antigone beschließt Roland Schimmelpfennigs Anthropolis – Serie im Hamburger Schauspielhaus
Eva Behrendt
Illustrationen der Sinnlosigkeit
Im Hamburger und Köln setzen Michael Thalheimer und Pinar Karabulut auf Kafkas Der Prozess
Franz Wille
Einblicke ins Fremdsein
Falk Richters The Silence in der Berliner Schaubühne, Michel Friedmans Fremd im Schauspiel Hannover
Karin Cerny
Allein am Klavier
Martin Kušej inszeniert Molières Menschenfeind, Antonio Latella Goldonis Diener zweier Herren
Silvia Stammen
Wunden und Wunder
Das Münchner Residenztheater zeigt Thomas Bernhards Minetti, Andersens Erzählungen und seine NS-Recherche von Noam Brusilovsky
Christian Rakow
Unter Feinden
Gewaltspiele in Berlin: Jette Steckel bewaffnet Kleists Prinz Friedrich von Homburg, Luk Perceval vervielfacht Orwells 1984
AKTEURE
Cornelia Fiedler
Auf Sprachsuche
Bassam Ghazi und seine Arbeit als Co-Leiter des Stadt:Kollektivs am Düsseldorfer Schauspiel im Porträt
Die zweigeteilte Stadtgesellschaft
Ein Gespräch mit dem Autor Lukas Rietzschel über die kulturelle Aufbauarbeit in Görlitz
Wo aus Verführung Übergriff wird
Fatma Aydemir im Gespräch über ihr Stück Doktormutter Faust
INTERNATIONAL
Olena Apchel
Ein Theater der sozialen Verantwortung
Die Darstellenden Kunst in der Ukraine in Zeiten von Revolution und Krieg
Dorothea Marcus
Historische Schichten
Eine Gastspielreise nach Lviv und Czernowitz auf den Spuren der ukrainisch-jüdischen Dichterin Selma Merbaum
FESTIVAL
Silvia Stammen
Geteilte Welten
Das Münchner Spielart-Festival spiegelt den Ausnahmezustand der Welt
CHRONIK
Augsburg - nach Michail Bulgakow Meister und Margarita
Berlin - Leander Haußmann & Ramba-Zamba-Ensemble Läuft!
Bremen - Felix Krakau Royals
Bremerhaven - Christina Kettering Glanz
Cottbus - Calle Fuhr Das Kraftwerk
Karlsruhe - Katharina Stoll & Ensemble Spring Awakening
Köln - nach Cho Nam-Joo Kim Jiyoung, geboren 1982, Thomas Köck Eigentum (Lets face it were fucked
Leipzig - Bertolt Brecht Der aufhaltsame Aufstieg des Arturo Ui
Mannheim - Svenja Viola Bungarten Die Zukünftige
Marburg - Ivana Sokola Euromüll
Rendsburg - Dirk Kurbjuweit Die Ministerin
Stuttgart - Theaterkollektiv Markus&Markus Titanic II, Shakespeare Was ihr wollt
DATEN
Premiere im Januar
On Tour/Freie Szene
TV-Theater und Streams
Showroom - aktuelle Anstellungen
MAGAZIN
Saisonart in Paris im Zeichen der Autokraten
Zukm Tod von Maria Szilágyi
Chris covern – queere Pop-performance
Improvisieren mit ClatGPT: The Answering Machine
Kolumne Andràs SieboldKrawall
Vorschau
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