Theaterheute, Nr. 12, December 2022



72 pp., euro 18,50
ISSN 0040 5507

Data di pubblicazione su web 21/03/2023

Theaterheute, Nr. 12, December 2022

Questo numero di «Theaterheute» si apre con Internationale in cui Mehdi Moradpour – drammaturgo iraniano emigrato in Germania nel 2001 – racconta e analizza le manifestazioni di protesta di Teheran, interpretandole come punto di arrivo di un percorso di dissensi progrediti nell'ultimo decennio.

Si presenta ricca di spettacoli piuttosto interessanti Aufführungen, la sezione dedicata alle produzioni dei principali teatri dell'area tedesca. Dalla scena berlinese emergono proposte di rilievo come Der Theatermacher allestito al Berliner Ensemble da Oliver Reese che legge il dramma di Thomas Bernhard come cupa metafora della condizione e delle difficoltà del teatro attuale, come hanno interpretato Stefanie Reinspergen, Dana Herfurth e Adrian Grünewald. In un'atmosfera molto spettrale si cala la messinscena di Minna von Barnhelm di Gotthold Ephraim Lessing, secondo il taglio di regia impresso da Anne Lenk finalizzato a trasformare i personaggi in figure sinistre e grottesche, affidate alle competenze artistiche degli attori del Deutsches Theater tra cui Natali Seelig nel ruolo del titolo, Seyneb Saleh, Lorena Handschin, Max Simonischek e Jeremy Mockridge.

Drei Schwestern di Anton Čechov in scena al Maxim Gorki Theater è trasferita da Christian Weise in una generica contemporaneità che però banalizza lo spessore psicologico dei personaggi assunti da interpreti maschili quali Oscar Olivo, Karim Daoud, Emre Aksızoğlu. Nel programma dello stesso teatro figura anche Mutter Courage und ihre Kinder di Bertolt Brecht, dramma emblematico delle guerre di ieri e di oggi come ha evidenziato la regia di Oliver Frlìc; tra gli attori spiccano Maryam Abu Khaled, Kenda Hmeidan e Yanina Ceròn.

La Schaubühne della capitale tedesca ha proposto Kindheitarchive, un testo della regista Caroline Guiela Nguyen sul tema delle adozioni di bambini orfani. 

Leben und Schicksal, novità del regista Armin Petras ricavata dall'omonimo romanzo di Vasilij Grossmann ambientato al tempo dello stalinismo nella sua fase bellica, diventa una riflessione sulle attuali atrocità della guerra in Ucraina. Sul palco del Theater di Brema hanno recitato Ferdinand Lehmann, Patrick Balaraj Yogarajan, Matti Weber e Julischka Eichel.

Aufführungen prosegue con le proposte viennesi: il Burgtheater ospita la messinscena di Nebenan, adattamento teatrale dell'omonimo romanzo di Daniel Brühl da parte di Martin Kušej: in un pub tedesco iperrealistico si consumano storie di tradimenti e di soprusi animati in scena da Florian Teichtmeister, Norman Hacker, Katharina Pichler. 

Al Volkstheater, Kay Voges si confronta con il goethiano Faust e affida i ruoli principali a Gitte Reppin (Mefistofele) e Andreas Beck (Faust), per uno spettacolo dalle atmosfere ora cupe ora hollywoodiane. Sebastian Baumgarten cura la messinscena di Der Würgeengel-El Angel Exterminator dal celebre film di Buñuel, privilegiando un linguaggio surreale che ha evidenziato la bella e convincente esibizione di Lavinia Nowak e Elias Eilinghoff.

Non passa inosservata la scena di Monaco dominata dalle tre produzioni dei Kammerspiele. Les statues rêvent aussi. Vision einer Rückkehr, ideazione del coreografo Serge Aimé Coulibaly e del regista Jan-Christoph Gockel era in visione contemporaneamente anche a Lomé in Togo perché il tema dominante è il declassamento dei beni artistici africani oggi depositati nelle cantine di molti musei europei. Figure femminili risultano centrali in due importanti allestimenti: alla ibseniana Nora rivisitata da Sivan Ben Yishai e allestita da Felicitas Brucker con particolare attenzione ai tormenti psicologici dei personaggi affidati alle competenze di Katharina Bach, Svetlana Belesova, Vincent Redetzki e Thomas Schmauser, segue Die Freiheit einer Frau dall'omonimo romanzo di Édouard Louis: si tratta del racconto di un viaggio-percorso esistenziale di una donna impegnata nella lotta per la sua emancipazione, partendo da un paesino dominato dal maschilismo per poi arrivare a Parigi e fumare un a sigaretta liberatoria con Catherine Deneuve. La regia precisa e creativa di Felicitas Brucker mette in evidenza le pregevoli doti espressive di Katharina Bach, Thomas Schmauser, Edmund Telgenkämper.

In Akteure si legge il profilo di Paul Zichner, attore formatosi alla Hochschule für Musik und darstellende Kunst di Francoforte, per poi maturare importanti esperienze a Magonza, Darmstadt e Heidelberg. È con la compagnia del Berliner Ensemble che ottiene lusinghieri consensi di pubblico e di critica grazie alla partecipazione a spettacoli firmati da prestigiosi registi, da Pamkherz curato da Oliver Reese a Wagner – Der Ring des Nibelunges allestito da Ersan Mondtag. 

Segue la laudatio per Gina Haller, attrice svizzera prematuramente scomparsa e ricordata soprattutto per l'attività svolta con lo Schauspielhaus di Bochum a partire dal 2018 (in precedenza aveva recitato a Treviri e a Brema). Tra le sue tante interpretazioni spiccano il doppio ruolo di Ofelia e Orazio in Hamlet per la regia di Johan Simon e la presenza nel cast di Ivanov di Čechov e di Noise. Das Rauschen der Mange della regista Manuela Infante.

Der Triumph der Waldrede in Europa, novità di Clemens J. Setz recentemente vincitrice del prestigioso Premio Büchner, è pubblicata in versione integrale nella sezione Das Stück. Recentemente allestito allo Schauspiel di Stoccarda (regia di Nick Hartnagel, con Therese Dörr, David Müller, Camille Dombrowsky e Elias Krischke), il dramma ruota intorno al rifiuto dei genitori di accettare la morte del figlio di otto anni in un incidente stradale, tantoché lo tengono in vita attraverso i social.

In Bücher la redazione di «Theaterheute» propone schede analitiche e illustrative di libri di recente pubblicazione. Tra questi: Blutbuch di Kim de l'Horizon (Dumont, 2022), Dürrst di Simon Froehling (bilger, 2022), Theater' in quereem Alltag und Aktivismus der 1970er und 1980er Jahre, a cura di Jenny Schrödl e Eike Wittrock (Neofelis, 2022), Wenn ich euch verraten könnte di Lea Draeger (hanserblau, 2022), Spes heißt Hoffnung Amanda Lasker-Berlin (Frankfurter Verlagsanstalt, 2022), Hausers Ausflug di Steffen Mensching (Wallstein Verlag, 2022), Ethik der Appropriation di Jens Balzer (Malthes und Seitz, 2022). 



di Massimo Bertoldi

Theaterheute, Nr. 12, December 2022

Indice




Indice

 

INHALT



FOYER

Franz Wille

Unter den Bus geschubst 

Die Jury des Europäische Dramatiker:innenpreis entzieht der  DramatikerinCaryl Churchill die Auszeichnung

 

INTERNATIONAL

Mehdi Moradpour

Über den eigenen Körper hinaus

Die Protestbewegung im Iran zu allem entschlossen 

 

AUFFÜHRUNGEN

Christian Rakow

Vor den Vätern

Berliner Komödienstoffe: Thomas Bernhards Der Theatermacher und Lessings Minna von Barnhelm

Franz Wille

Die Kunst des Richtigmachens

Berliner Familienstoffe: Drei Schwestern reenacted», Mutter Courage entstaubt und Caroline Guiela Nguyens Kindheitsarchive

Katrin Ullmann

Krieg und Ameisen

Wassili Grossmans Leben und Schicksal in Bremen

Karin Cerny

Diffuse Männerschmerzen

Martin Kušej inszeniert Nebenan, Kay Voges Faust und Sebastian Baumgarten surrealisiert Luis Buñuel in Wien

Silvia Stammen

Auf Augenhöhe

Serge Aimé Coulibaly und Jan-Christoph Gockel synchronisieren Raubkunst-Debatte zwischen München und Lomé 

Eva Behrendt

Ein Haus namens Patriarchat

Ibsens Nora mit Texten von Sivan Ben Yishai, Ivna Zic und Gerhild Steinbuch sowie Édouard Luois’ Die Freiheit einer Frau in den Münchner Kammerspielen 

 

AKTEURE

Eva Behrendt

Better Call Paul

Der Schauspieler Paul Zichner ist endlich ein Schauspieler – ein Porträt

Franz Wille

Eine Frage der Persönlichkeit

Rede zur Verleihung des Bochumer Theaterpreises an Gina Haller

 

INTERNATIONAL

Barbara Burckhardt 

We stand with Ukraine

Georgische Theater und Alltag im Schatten des Ukraine-Kriegs

 

DAS STÜCK

Christine Wahl

Lebenslügen im Virtuellen

Clemens J. Setz’ Der Triumph der Waldrebe in Europa, uraufgeführt in Stuttgart

 

BÜCHERMAGAZIN

Andreas Klaeui

über Kim de l’Horizons Blutbuch und Simon Froehling Dürrst

Anja Quickert

über Jenny Schrödl und Eike Wittrock Theater’ in quereem Alltag und Aktivismus der 1970er und 1980er Jahre

Christian Rakow

über Lea Draeger Wenn ich euch verraten könnte

Wolfgang Kralicek

über Amanda Lasker-Berlin Spes heißt Hoffnung

Eva Behrendt

über Nora Eckert Wie alle, nur anders. Ein transsexuelles Leben in Berlin

Bernd Noack

über Steffen Menschings Hausers Ausflug

Franz Wille

über Jens Balzer Ethik der Appropriation

Falk Schreiber

über Christine Wahl Rimini Protokoll – Welt proben, Aenne Quinones, She She Pop – mehr als sieben Schwestern und Florian Malzacher Boris Nikitin – Das Gegenteil der Dinge

Ekkehard Knörer

über Werner Herzog Jeder für sich und Gott gegen alle

Michael Laages

über Hans-Dieter Schütt aufBruch Gefängenistheater

 

CHRONIK

Basel - Bonn Park Der Phönix aus der Währung

Berlin - Eva Löbau Würde und Liebe, Lola Arias Mother Tongue

Bern - nach Gotthelf Die schwarze Spinne

Bochum - Maxim Gorki Kinder der Sonne

Bonn - Dogan Akhanli Medea 38/Stimmen

Cottbus - Lukas Rietzschel Raumfahrer

Dortmund - nach Sibylle Berg GRM Brainfuck – das sogenannte Musical 

Dresden - Georg Kaiser Gas-Trilogie

Hamburg - Annie Ernaux Das Ereignis, Georg Büchner Woyzeck

 

DATEN

Premieren im Dezember

On Tour/Freie Szene

TV-Theater und Streams

 

MAGAZIN

Technologische Innovationens fürs Theater im Berliner HAU

Stefanie Sargnagels spirituelle Weiterbildung in Wien 

Doppelfestival der freie Szene in München 

Kolumne Carl Hegemann

 

Vorschau

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