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Theaterheute, Nr. 1, Jan. 2022


72 pp., euro 18,50
ISSN 0040 5507
Molte e di rilievo sono le novità di cui si parla in Aufführungen, la sezione dedicata alle recensioni delle produzioni dei principali teatri dell’area tedesca. Joachim Meyerhoff e Angela Winkler sono i protagonisti di Eurotrash, in scena alla Schaubühne di Berlino. Ricavato dall’ultimo e omonimo romanzo di Christian Kracht e affidato alla precisa regia di Jan Bosse, lo spettacolo racconta un incontro tra madre e figlio dal quale emerge un passato torbido e tormentato da abusi, malattie e derive naziste. Lo stesso testo è stato allestito da Stefan Pucher al Thalia Theater di Amburgo con Barbara Nüsse e Jirka Zett protagoniste di un allestimento più attento agli aspetti politici rispetto a quelli sentimentali. 

Calorosi applausi hanno premiato il musical Slippery Slope proposto da Yael Ronen al berlinese Gorki Theater. Ambientato nel mondo discografico e giornalistico, lo spettacolo intreccia relazioni sentimentali, corruzioni e manipolazioni per ostacolare le carriere di bravi cantanti, poi riconosciuti dalla giustizia. Tra gli attori si sono distinti Lindy Larsson, Riah May Knight e Emre Aksızoğlu

Analogo successo ha accompagnato il debutto della novità Hotel Pink Lulu di Emre Akal allo Schauspiel di Lipsia. La commedia, che si può leggere in versione integrale nella sezione Das Stück di questo numero, si proietta in un mondo virtuale, di libertà ed evasione, interpretato sotto la guida della regista Pia Richter da Eidin Jalali, Denis Grafe, Christoph Müller, Patrick Isermeyer e Thomas Braungardt.

Jossi Wiler firma la regia di Starker Wind, testo inedito di Jon Fosse presentato dallo stesso autore come un “poema scenico”: un uomo ritorna a casa dopo un lungo viaggio, si affaccia alla finestra, percepisce cambiamenti in sé stesso e nella moglie, forse distratta da un amante. Sul palco del Deutsches Theater di Berlino si sono esibiti Max Simonischek, Bernd Moss e Maren Eggert.

Ci si trasferisce ai Kammerspiele di Monaco per dare notizia di due importanti produzioni: Eure Paläste sin leer (all we ever wanted) di Jan-Christoph Gockel è un viaggio nel colonialismo europeo nell’Eldorado inteso come origine del capitalismo globale, cui la regia di Thomas Köck imprime atmosfere suggestive e particolari anche ricorrendo a pupazzi con armature e corazze a sostegno dell’esibizione di Michael Pietsch, Nancy Mensah-Offei e Bernardo Arias Porras. Nora Abdel-Maksoud mette in scena la sua novità Jeeps, un dramma incentrato sulla ricerca della sicurezza sociale ed economica come tramite per esorcizzare la solitudine. Ad alimentare il successo di pubblico e di critica hanno concorso le prove attorali di Stefan Merki, Vincent Redetzki, Gro Swantje Kohlhof, Eva Bay.

Aufführungen prosegue con Identitti dal primo romanzo del giornalista Mithu Sanyal che si occupa di identità, privilegi e discriminazioni razziali di un campus universitario. Alla lucida regia di Kieran Joel corrisponde la pregevole esibizione degli attori impegnati sul palcoscenico dello Schauspielhaus di Düsseldorf: Leila Abdullah, Serkan Kaya, Friederike Wagner

Di pregio sono anche i titoli proposti allo Schauspielhaus di Amburgo. Der Geheimagent di Josef Conrad è un’intrigante storia di cui sono protagonisti i servizi segreti impegnati nella lotta al terrorismo anche se, di fatto, appaiono in conflitto tra loro. La regia è firmata da Frank Castorf. Di carattere sperimentale è l’installazione Die Kuhe del gruppo SIGNA guidato da Dominik Bliefert e Andreas Schneiders

La sezione Akteure è dedicata al profilo di Linn Reusse, attrice cresciuta presso la Ernst Busch Schauspielschule e attiva, dalla stagione 2016-2017, nella compagnia del Deutsches Theater di Berlino, distinguendosi, tra i tanti spettacoli, soprattutto in Einsame Menschen di Hauptmann (regia di Daniela Löffer), negli allestimenti di Wildente di Ibsen e di Die Glasmenagerie di Williams ideati da Stephan Kimmig, fino al recente Fräulein Julie di Strindberg a cura di Timofej Kuljabin.

Merita attenzione, come si legge in Theatermodelle, l’intraprendenza culturale e manageriale di un collettivo femminile che gestisce il Kleintheater di Zurigo, dove realizza anche spettacoli di pregevole fattura artistica, diventando un modello di riferimento per analoghe esperienze come riscontrate a Dortmund.

In Festivals è pubblicato un interessante reportage dello Spielart Festival di Monaco curato da Sophie Becker che ha saputo impaginare un cartellone ricco di artisti di caratura internazionale come la danzatrice cinese Wen Hui con la performance autobiografica Iam 60, Nora Chipaumire con Nehanda, la cilena Manuela Infante con How To turn to Stone, la coreografa Alice Ripoll con Cria e Alessandro Sciaronni con Save the last Dance for me

La recente edizione del festival Euro-Scene di Lipsia si caratterizza per la presenza di diverse coproduzioni, sia nell’ambito della danza che in quello del teatro. Tra le tante première si segnalano Amores de Leste di Hotel Europa e Das Glück del gruppo russo Knam.


di Massimo Bertoldi


Theaterheute, Nr. 1, Januar 2022

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