Lorenzo Mango
Il Novecento del teatro. Una storia


Roma, Carocci, 2019, 369 pp., euro 32,00
ISBN 9788843094196

Data di pubblicazione su web 16/11/2019

La copertina

La ricostruzione meticolosa e articolata del volume di Lorenzo Mango, Il Novecento del teatro. Una storia, intende «tracciare la complessità, con le differenze e gli intrecci che ne definiscono un'identità articolata che si fonda sulla premessa, speriamo dimostrata, della centralità dei nuovi modi di fare, ma ancor prima di pensare il teatro» (p. 14). L'allineamento dei materiali procede secondo il metodo dell'accorpamento tematico – drammaturgia, regia, attore, Nuovo Teatro – affrontato in modo cronologico. Allo sviluppo delle fasi storiche corrisponde la collocazione geografica delle esperienze. Questa assegna all'Europa una posizione centrale non trascurando i fenomeni di migrazioni culturali da e verso gli Stati Uniti d'America.

Mango considera il debutto di Ubu re di Alfred Jarry (1896) un episodio simbolico. E individua un valore propulsivo per la scrittura teatrale a partire dalla crisi del dramma borghese. Da un lato le drammaturgie di Strindberg, Čechov, Ibsen; dall'altro la nascita della regia moderna: Appia, Craig, Stanislavskij, Reinhardt, Copeau, Mejerchol'd. Analogo criterio è assunto per inquadrare le variegate poetiche di rottura e di innovazione dei linguaggi teatrali con cui le avanguardie storiche infiammano la scena di inizio secolo. Con ricadute, per adesione o per rifiuto, nella drammaturgia di Pirandello, Brecht, Hofmannsthal, Schnitzler. A questi Mango dedica pagine di esemplare chiarezza. Parimenti quando affronta la riforma dell'attore chiamato a confrontarsi con nuovi metodi di recitazione.

La Seconda guerra mondiale è uno spartiacque storico: «la seconda parte del Novecento può essere letta come un ricominciare: ripartire daccapo per un verso, per un altro verso ritessere le fila con i decenni esplosivi di inizio secolo» (p. 171), attraverso il rilancio della regia e l'uso di un linguaggio teatrale capace di esprimere malessere e denuncia (Genet, Beckett, Osborne). Questa la strada che conduce al cosiddetto Nuovo Teatro degli anni Sessanta, che si interroga «sull'identità del linguaggio teatrale», p. 200) svincolato dalle forme del teatro canonico e ufficiale (Living Theatre, Grotowski, Carmelo Bene, Odin Teatret, ecc.).

Quando finisce il Novecento? Nel corso del secolo si sono rifondati i codici linguistici e la sintassi della scena; si sono dilatati i confini dell'attore e dello spazio scenico. Oggi – osserva acutamente Mango – quel corpo linguistico «è diventato una lingua che il teatro della “fine del Novecento” può parlare nelle maniere più diverse, peculiari e “nuove”». (p. 308) Una serie di esempi – Robert Wilson, Federico Tiezzi, Toni Servillo, Mario Martone, Robert Lepage, Eimuntas Nekrošius – conclude questo libro coinvolgente come un romanzo. Le informazioni e la ricca e aggiornata bibliografia sviluppano riflessioni importanti dal punto di vista storiografico.



di Massimo Bertoldi

Il Novecento del teatro. Una storia

Indice




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Istruzioni per l’uso

Parte prima
Il primo Novecento

1. Storia di un inizio
Una premessa/Un’anteprima simbolica /L’inizio come processo storico/L’inizio come fondamento teorico/Scena, scenografi a e spazio scenico
2. La regia
Un concetto declinato al plurale/Un modello produttivo/I maestri fondatori/Sviluppi e diff usione del teatro di regia
3. Le Avanguardie storiche
Avanguardia: un nome, un concetto/Il Futurismo/Il teatro dei pittori 1. Il Futurismo/Dada e Surrealismo/Antonin Artaud/Majakovskij e le avanguardie in Russia/Il teatro dei pittori 2. Kandinskij e il teatro del Bauhaus/L’Espressionismo
4. Forme e modi della drammaturgia
Il testo letterario/Un nuovo modello costruttivo/Il teatro politico/Discorsi possibili della scrittura modernista per il teatro
5. La recitazione
Storia della recitazione o storia degli attori?/Stanislavskij o dell’immedesimazione/Trasformazioni del sistema/Lo straniamento ovvero Bertolt Brecht /L’attore come corpo di scena/Ogni regola ha un’eccezione 

 

Parte seconda
Il secondo Novecento

6. Guerra
Un atroce interludio/Drammaturgia in tempo di guerra
7. Dopoguerra
Un nuovo inizio/Drammaturgia /La seconda vita di Brecht/Il teatro come servizio pubblico/Un attore di transizione
8. La rivoluzione del Nuovo Teatro
Gli anni Sessanta e la seconda vita di Artaud/Il Nuovo Teatro/I fondatori/Il teatro dei pittori 3. Happening e Performance Art/Forme e modalità della scrittura scenica/America, terra di fermenti / Una scrittura per oggetti e immagini: Tadeusz
9. L’attore: dal saper fare al saper essere
I discorsi sull’attore/L’Actors Studio/Per un attore “altro”/La seconda vita del mimo
10. Il teatro di regia
Il regista come mediatore/Registi di costruzione/Registi di interpretazione/In Unione Sovietica/Una scenografi a registica
11. Le vie della drammaturgia letteraria
Scrivere il teatro, scrivere per il teatro/Dal reale al reale/L’attore-autore/Eduardo de Filippo / Dario Fo/Ancora del teatro politico/Pier Paolo Pasolini: il teatro come agorà/Smontare la macchina drammatica/Decostruire Brecht: Heiner Müller / La parola come Africa: Bernard-Marie Koltès
12. La “fine del Novecento”. Una definizione per una fase storica
Fra storia e storiografia/La regia dopo la scrittura scenica/Fuori dalla cornice: il teatro performativo

Bibliografia
Indice dei nomi e delle cose notevoli