Theaterheute, Nr. 7, Juli 2017
A febbraio il teatro ubicato all'interno del Gogol Center di Mosca è stato riaperto ed è diventato punto di incontro per gli artisti e il pubblico della giovane scena locale. Tre mesi dopo per ordine di Putin è stato sottoposto a perquisizione. È intorno a tali fatti che ruota la sezione International con cui si apre questo numero di «Theaterheute».
Il regista Kirill Serebrennikov, responsabile della struttura, rilascia un'intervista in cui spiega il contesto politico e culturale che muove la ricerca di un nuovo linguaggio teatrale, segnatamente in relazione agli spettacoli da lui curati quali Wer ist glücklich (ispirato alla poesia Wer lebt glücklich in Russland? di Nikolaj Nekrasov) e l'adattamento di Die toten Seelen di Nikolaj Gogol'. Ne emerge un netto contrasto con la volontà conservatrice del governo, alla base della quale stanno i motivi dell'intervento repressivo. La censura di stato è d'attualità anche in Ungheria, come si apprende dal secondo articolo di International che offre in merito una serie di esempi soprattutto legati ai social quali la chiusura di pagine Facebook e YouTube curate da artisti cosiddetti “alternativi”.
La
consueta sezione Aufführungen, che
raccoglie le recensioni delle principali produzioni teatrali dell'area tedesca,
si apre con Phädras Nacht di Albert Ostermaier in scena al
Residenztheater di Monaco. La regia di Martin
Kušej attualizza
il mito e trasferisce la vicenda sul palcoscenico cosparso di lastre di
ghiaccio, dove agiscono gli attori che articolano la loro recita con toni duri
e severi. Protagonisti sono Bibiana
Beglau (nel ruolo del titolo), Gunther
Eckes e Thomas Grässle. Nello
stesso teatro di Monaco Alvis Hermanis
si è occupato della regia di Insgeheim
Lohengrin, che il dramaturg Götz Leineweber ha ricavato dall'opera
di Wagner, consegnando il
testo a cinque attori di qualità quali Wolfram
Rupperti, Charlotte Schwab, Ulrike Willenbacher, Paul Wolff-Plottegg e Manfred Zapatka.
Spettacoli piuttosto interessanti emergono anche da Amburgo: al Thalia Theater Kornél Mundruczó firma la regia di Die Weber di Gerhart Hauptmann, capolavoro del naturalismo tedesco letto con il filtro della globalizzazione che porta a una critica del capitalismo contemporaneo. Tra gli interpreti si sono distinti Marie Löcker, Oliver Mallison e Matthias Leja. La produzione dello Schauspielhaus è Valentin di Herbert Fritsch, collage di divertenti sketches, poesie a sfondo filosofico e morale, monologhi che ruotano intorno al concetto di arte come ricerca di bellezza e nel contempo come percorso faticoso e tortuoso a livello professionale. Con pregevole leggerezza ed estro creativo si sono esibiti Bastian Reiber, Hubertus Wild, Ruth Rosenfeld e Gala Othero Winter.
Con Kampf des Nigers und der Hunde di Bernard-Marie Koltès ci si sposta allo Schauspielhaus di Bochum. L'allestimento firmato da Roger Vontobel diventa argomento di riflessione sullo sfruttamento del continente africano da parte del mondo occidentale ma anche metafora delle difficoltà nei rapporti interpersonali, come hanno espresso sul palcoscenico Werner Wölbern, Max Mayer, Luana Velis. Lo stesso teatro ha prodotto Alle meine Söhne di Arthur Miller secondo la versione scenica ideata da Anselm Weber, che adotta un linguaggio marcatamente realistico. Tra gli attori spiccano Torsten Flassig, Sarah Grunert e Nils Kreutinger.
Completa la rassegna di Aufführungen la programmazione dello Schauspielhaus di Düsseldorf, dome primeggia Der Sandmann di Robert Wilson ricavato dall'omonimo romanzo di Hoffmann e interpretato in chiave pop con la musica della cantante Anna Calvi che bene si integra nell'estetica scenica proposta dal regista. I ruoli principali sono stati assunti da Christian Friedel, Rainer Philippi, Alexej Lochmann, Andreas Grothgar e Konstantin Lindhorst. Altrettanto coinvolgente è risultato lo sperimentale Farm der Tiere (“La fattoria degli animali”) dal celebre romanzo di Orwell per la regia di Daniela Löffner e l'interpretazione di Alessa Kordeck, Torben Kessler, Kilian Ponert e Hanna Werth.
Le pagine di Neue Stücke dimostrano quanto sia prolifica la creatività tedesca e la tempestività con cui i principali teatri nazionali assumono le novità nei loro repertori. È il caso dello Schauspiel di Colonia, che ha prodotto Istanbul dello scrittore turco Doğan Akhanli per la regia di Nuran David Calis e Get deutsch or die tryin' di Necati Öziri in scena al Maxim Gorki Theater di Berlino. Il protagonista è un giovane turco che, a contatto con il mondo tedesco, diventa simbolo del dramma sociale dell'extracomunitario. La regia di Sebastian Nübling si caratterizza per lucidità e tensione comunicativa trasmessa dai vari personaggi che Pinar Erincin, Taner Sahintürk e Dimitrij Schaad hanno reso sul palco con efficacia espressiva. L'iracheno Said e la moglie Ghazala sono due figure di migranti che, pur integrati nel sistema produttivo occidentale, vivono conflitti etici e religiosi, come raccontato dal drammaturgo Ibrahim Amir in Homohalal allestito dallo Staatsschauspiel di Dresda per la regia di Laura Linnenbaum con i bravi Thomas Kitsche, Matthias Luckey, Anna-Katharina Muck. Il testo di Amir si può leggere in versione integrale nelle pagine di Das Stück di questo numero.
Docente di Storia e Politica presso l'Università di Johannesburg, Achille Mbembe ha presentato una relazione, nell'ambito del festival Theater der Welt di Amburgo, in cui analizza il postcolonialismo, la globalizzazione, la tecnologia digitale e la crisi delle democrazie liberali. Lo scritto è pubblicato nella sezione Theater der Welt.
C'è spazio anche per l'annuale Kunstenfestival des Arts di Bruxelles. Temi trasversali della programmazione festivaliera sono l'identità europea e la ricerca delle sue radici storiche, messi in scena in Bacante (da Euripide) della coreografa portoghese Marlene Monteiro Freitas. Di rilievo artistico sono risultati Die unbedeutende Geste del duo tunisino formato da Selma e Sofiana Ouissi, Gerhard Richter, ein Theaterstück del performer Mårten Spångberg e Feeling Dubbing di Monira Al Qadiri.
Le pagine di Nachruf sono dedicate a Tankred Dorst, drammaturgo influente nel panorama del teatro tedesco del secondo Novecento, al quale competono testi di valore come Toller (1968), Herr Paul (1994) e Merlin oder Das wüste Land (1999).
Il linguaggio dell'attore e l'incidenza dei media d'oggi nella sua formazione costituiscono il tema portante di Essay, le cui argomentazioni sono ricavate da alcuni spettacoli esibiti nell'ambito della recente rassegna berlinese Theatertreffen.
di Massimo Bertoldi
Theaterheute, Nr. 7, Juli 2017
Indice
INHALT
FOYER
Eine existenzielle Frage
Ein Gespräch mit dem Heilbronner Intendant Axel Vornam, der Anfängern deutlich mehr als die Mindestgage zahlt
INTERNATIONAL
Marina Davydova
Der Staat regiert
Sieben Anleitungen, um den Fall Kirill Serebrennikov zu verstehen
Weit weg von Russland?
Ungarn Künstler erproben subversive Strategie gegen das RegimeAUFFÜHRUNGEN
Silvia Stammen
Kunst als Droge
Martin Kušej kreiert am Münchner Residenztheater mit Albert Ostermaier eine moderne Phädra, Alvis Hermanis feiert Lohengrin
Eva Behrendt
Wenn Kunst zu viel Arbeit macht
Hamburg: Kornel Mundruczo verlegt am Thalia die Weber in den Sweatshops, Herbert Fritsch huldigt am Schauspielhaus Karl Valentin
Andreas Wilink
Die äußere und die innere Bedrohung
Anselm Weber beendet seine Bochumer Intendanz mit Arthur Millers Alle meine Söhne, Roger Vontobel inszeniert Koltès
Gerhard Preußer
Schöne Augen und politische Tiere
In Düsseldorf inszeniert Robert Wilson E.T.A. Hoffmanns Sandmann, Daniela Löffner begibtsich auf Orwells Farm der Tiere
Franz Wille
Diverse Heimatszenen
Integrationsdramatik in Köln, Berlin und Dresden mit Nuran David Calis, Necati Öziri und Ibrahim Amirs Homohalal
THEATER DER WELT
Achille Mbembe
Negativer Messianismus und die Ethik der Konsequenzen
Eine Rede über die Zusammenhänge von Postkolonialismus, Globalisierung, Digitalisierung und die Krise der Demokratie
FESTIVAL
Stefanie Carp
Zukunft ist anderswo
Das Kunstenfestival Brüssel sucht nach europäische Identitäten
NACHRUF
Franz Wille
Ein Dramatiker seiner Zeit
Zum Tod von Tankred Dorst
BILANZEN
Esther Boldt
Konservativ und wendig
Oliver Reeses Erfolgsgeschichte in Frankfurt geht zu Ende
Stephan Reuter
An der grünen Grenze des Machbaren
Mit Barbara Mundels Abgang endet in Freiburg ein Modellfall
ESSAY
Thomas Oberender
Die Verkörperungskönner
Was Schauspielen beim Theatertreffens 2017 bedeutete – Versuch einer Beschreibung
Basel - Philipp Löhle Schlaraffenland
Berlin - Racine Phädra
Bremen - Tom Lanoye Gas – Plädoyer einer verurteilten Mutter
Frankfurt - Wallace Shawn Evening at the Talkhouse
Nürnberg - Mariusz Wiecek, Jerzy Wójcicki Life is loading
Stuttgart - Ödön von Horváth Kasimir und Karoline
Wien - Ivna Zic Blei, Aischylos Die Perser
Zürich - Brecht Herr Puntila und sein Knecht Matti, nach Robert Walser Jakob von Gunten
DATEN
Premieren im Juli
On tour
Suchlauf
Programmhinweise
MAGAZIN
Das 20. Internationale Figurentheaterfestival in Erlangen, Nürnberg und Fürth
Andrei Konchalovskys Film Paradies zeigt ein eindrucksvolles Bild der rassistischen Verblendung
David Lynch setzt seine Kult-Serie Twin Peaks fort
Vorschau
Impressum