Gli oggetti sulla scena teatrale ateniese. Funzione rappresentazione comunicazione
Padova, Cleup, 2016, euro 38, 587 pp.
ISBN 9788867876723
Data di pubblicazione su web 27/06/2017
Il volume raccoglie i contributi presentati al convegno internazionale di Padova sugli oggetti di scena nel teatro greco classico. Un campo di indagine ancora oggi poco praticato, data la resistenza di alcuni studiosi a considerare l'evento teatrale greco nella sua dimensione materiale in cui gli attori compiono azioni concrete, comunicano non solo a parole, ma anche con i gesti e oggetti.
Degna di nota la presenza di Oliver Taplin (pp. 155-164), il quale nel 1978 con il tuttora fondamentale Greek Tragedy in Action (Oxford University Press) inaugurò gli studi sull'oggetto teatrale in relazione alla performance.
In questa rinnovata prospettiva storiografica si pensi al recente volume Objects as Actors. Props and the Poetics of Performance in Greek Tragedy (The University of Chicago Press, 2016) di Melissa Mueller, qui autrice di un contributo sulla mimesis concreta di Dioniso nelle Baccanti di Euripide tra funzione religiosa e ruolo performativo (pp. 57-70).
I
diversi saggi esaminano la capacità comunicativa
dell'oggetto scenico, sia nella tragedia sia nella commedia, in base a
competenze diverse e complementari: drammaturgia, iconografia, filologia,
storia. Oggetti di scena verosimilmente agiti dagli attori, oggetti di cui si
parla ma probabilmente non presenti in scena e oggetti di cui si può solo immaginare
una funzione “scenografica”.
Il volume include utili schede sugli oggetti nelle tragedie di Eschilo, Sofocle, Euripide (stilate da Francesco Puccio, pp. 305-392) e nelle commedie di Aristofane (a cura di Sabina Castellaneta e Anna Lisa Maffione, pp. 447-550).
Indagini mirate riguardano i costumi di scena nel loro valore denotativo e connotativo rispetto ai personaggi. Alessandra Coppola esamina le calzature d'oro di Elena, le scarpe (arbylai) di Oreste, i calzari barbari (eumarides) del Frigio nell'Oreste di Euripide (pp. 115-128). Olimpia Imperio considera i numerosi indumenti femminili citati nelle Tesmoforiazuse su cui si innesta il meccanismo comico che deride la vanità femminile (pp. 129-154). Partendo dal mantello indossato da Filocleone nelle Vespe di Aristofane, Alexa Piqueux evidenzia il pregnante valore comunicativo degli abiti di scena in relazione sia alla performance sia alla condizione sociale dei personaggi (pp. 237-260).
Originale lo studio di Anna Beltrametti che pone l'attenzione sull'assenza di un costume di scena: il velo di Alcesti, mai nominato esplicitamente nel testo, né evocato con parole o gesti dai personaggi, eppure spesso indossato dall'eroina tragica negli allestimenti contemporanei (pp. 13-34).
Oggetti particolarmente significativi, perché in grado di condizionare il plot del dramma e proiettare l'azione in uno spazio extrascenico, sono analizzati da Caterina Barone che si sofferma sul cofanetto delle Trachinie e sull'urna dell'Elettra di Sofocle (pp. 35-44); mentre Monica Baggio si occupa dei doni nuziali per la principessa Creusa intrisi di veleno da Medea, esaminandoli anche in relazione all'iconografia vascolare (pp. 165-184).
Non mancano gli strumenti musicali considerati nella loro forza polisemica, in particolare i crotali (kortalon) presenti nell'Ipsipile di Euripide. Sabina Castellaneta ne coglie il valore apotropaico e rituale nei confronti del piccolo Ofelte (pp. 45-56).
Prezioso il contributo di Giulia Tozzi che considera una specifica tipologia di “oggetti” euripidei: gli elementi architettonici. La studiosa propone l'anamnesi di alcuni passi dell'Oreste e dell'Ifigenia in Tauride, confrontati con lo Ione, in cui sono menzionati fregi, triglifi e cornicioni che dovevano caratterizzare la skenè alla fine del V sec. (pp. 91-114).
Il
volume, arricchito da una ricca iconografia, ricostruisce «un universo
composito che non può essere compreso senza un approfondito studio, oltre che
testuale e letterario, dell'elemento performativo, nel cui campo di indagine
rientrano a buon diritto gli oggetti di scena» (p. 308).
di Diana Perego
Indice
Anna Beltrametti
Alcesti non aveva il velo. Loggetto assente che genera i suoi sostituti
Stage Props and the Extrascenic Dimension: the Casket in Trachinie and the Urn in Sophocles Electra
Sabina Castellaneta
«Un tintinnio di sonagli»: gli "strumenti" della nutrice nellIpsipile di Euripide
Mellisa Mueller
Dressing for Dionysus: Statues and Material Mimesis in Euripides Bacchae
Francesco Puccio
Oggetti in scena: uso scenico e funzioni letterarie nelle Baccanti di Euripide
Giulia Tozzi
Euripide e larchitettura: fregi, triglifi e cornicioni come oggetti sulla scena teatrale
Alessandra Coppola
Le porpore, i sandali, la spada: lOreste fra Greci e Persiani
Olimpia Imperio
Vanità femminile e oggetti di scena: tragicomico disordine nelle vite di uomini e poeti
Oliver Taplin
Aeschylus, "Father of Stage-objects"
Monica Baggio
Tra testo e immagine: il sistema degli oggetti nella Medea di Euripide
Luigi Todisco
Egisto, i coreghi, Pirria e la cesta rovesciata
Giuseppina Gadaleta
Languilla di Diceopoli ed altri pesci nel teatro attico e nella documentazione archeologica
Alexa Piqueux
Le manteau imaginaire de Philocléon (Vesp. 1122-1173). Vêtements masculins et identité du personnage comique
Monica Salvadori, Alessandra Marchetto
Vasi magno-greci e sicelioti a soggetto fliacico: riflessioni sulla resa dello spazio scenico
APPENDICE
Francesco Puccio
Gli oggetti nelle tragedie superstiti
Monica Baggio
Gli oggetti tra testo, teatro e immagini. Identità, ruoli, statuti
Sabina Castellaneta, Anna Lisa Maffione
Gli oggetti nelle commedie di Aristofane