Courts and Courtly Cultures in Early Modern Italy and Europe. Models and Languages
Roma, Viella, 2016, 503 pp., 60,00 euro
ISBN 978-88-6728-244-6
Data di pubblicazione su web 21/01/2017
Lo studio del sistema organizzativo delle corti europee e delle culture che fiorirono al loro riparo nell'epoca medievale e rinascimentale può oggi avvalersi dei contributi di studiosi di discipline storiche differenti. Storici della politica, dell'economia, dell'arte, della musica, della letteratura e dello spettacolo hanno reso infatti la ricerca sulla corte un fecondo terreno d'incontro di metodologie e sensibilità diverse, incentivando la nascita di importanti cantieri di studio. In Italia il Centro Studi Europa delle Corti e la sua Biblioteca del Cinquecento hanno raccolto i risultati più originali di tale filone d'indagine. Ad essi si potranno accostare, per acume e pertinenza con l'ambito degli studi sullo spettacolo, i progetti Europa Triumphans, del Centre for the Study of the Renaissance della University of Warwick, e Marrying Cultures, patrocinato da HERA (Humanities in the European Research Area).
Fondamento delle ricerche più efficaci e ricche di stimoli per ulteriori approfondimenti è risultata, negli ultimi anni, l'analisi delle relazioni tra le corti europee, che hanno agevolato la circolazione tanto di modelli di organizzazione gerarchica, cancelleresca, economica, quanto di maestranze artistiche, di letterati e di musicisti, capaci di esprimersi in forme atte a rappresentare le ambizioni dei loro patroni nelle città da essi governate. Nell'esplorazione di questa rete di rapporti si muovono i contributi che compongono Courts and Courtly Cultures in Early Modern Italy and Europe. Models and Languages, pregevole volume che accoglie gli interventi letti nell'omonimo convegno tenuto all'Università di Losanna (6-8 novembre 2013) organizzato da Simone Albonico e Serena Romano, cui si deve anche la curatela di questi atti.
I saggi ivi raccolti prendono in considerazione le pratiche di rappresentazione dell'autorità signorile elaborate in Lombardia nel corso dell'età visconteo-sforzesca. Tali manifestazioni del potere ducale, nel corso dei secoli XIII-XV, dovettero costantemente fare i conti con l'instabilità istituzionale del governo dei Visconti e degli Sforza, minacciato dalle potenze estere e accusato di illegittimità a causa della mancanza di un definitivo riconoscimento dinastico da parte dei papi e degli imperatori.
In un sottile gioco di equilibri diplomatici, intavolato con i principati e le signorie italiane dell'epoca, un ruolo fondamentale per la definizione del canone nobile dell'immagine pubblica dei duchi di Milano lo giocarono le corti di Francia e Borgogna, a cui le casate si legarono grazie ad un'accurata politica matrimoniale. Da quelle terre d'Oltralpe si importarono in città modelli di organizzazione cortese e mode cortigiane di grande ricercatezza, che spiegano il diffondersi di un gusto araldico nella decorazione dei palazzi signorili, le contaminazioni musicali dell'ardita polifonia pavese con il repertorio dei cantori gallici (Maria Caraci Vela, La polifonia profana a Pavia negli anni di Bernabò e Gian Galeazzo: linee di sviluppo di un progetto culturale europeo, pp. 241-260), impaginazioni atipiche e soluzioni inusuali nella disposizione degli spazi dipinti negli affreschi della chiesa di S. Stefano a Lentate e dell'oratorio visconteo di Albizzate (Denise Zaru, Une hagiographie de cour. Les techiniques narratives des cycles de fresques de S. Stefano à Lenate et de l'oratorio visconteo à Alibizzate, pp. 387-418).
Particolarmente interessante risulta poi l'attenzione riservata al problema della storiografia ufficiale commissionata dalla famiglia Visconti a Galvano Flamma (Paolo Chiesa, Galvano Flamma fra storiografia e letteratura, pp. 77-92), raffinato strumento di riabilitazione culturale dell'autorità viscontea e indizio di un desiderio dei principi di impiegare la cultura in loro favore, coinvolgendo anche un Petrarca in cerca di mecenati (Edoardo Fumagalli, Francesco Petrarca e la cultura umanistica lombarda: un'occasione mancata?, pp. 147-161) o, nel corso del '400, umanisti eruditi capaci di difendere il buon governo dei duchi dalle penne dei letterati fiorentini repubblicani (Paolo Viti, Milano e Firenze: divergenze ideologiche e convergenze culturali nel primo Umanesimo, pp. 129-146).
Senza spendersi in considerazioni su ciascuno dei contributi, tutti di altissimo profilo scientifico, il volume arricchisce le conoscenze intorno alla fioritura artistica e letteraria sostenuta dal patronato ducale visconteo e sforzesco. Insieme a contributi di riferimento quali Milano nell'età di Ludovico il Moro (atti del convegno internazionale, a cura di Giorgio Moro Visconti, Milano, Comune di Milano e Biblioteca Trivulziana, 1983) e lo studio monografico di Gregory Peter Lubkin, A Renaissance Court. Milan under Galeazzo Maria Sforza (Berkeley, University of California Press 1994), questo libro si pone come ausilio storiografico fondamentale nel campo degli studi sulle istituzioni cortesi e, nello specifico, sul ducato milanese, e come prova dell'utilità di un approccio multidisciplinare alle ricerche sul sistema corte e non solo.
di Claudio Passera
Courts and Courtly Cultures in Early Modern Italy and Europe. Models and Languages
Indice
INDICE
Simone Albonico, Serena Romano, Foreword
Malcolm Vale, The Court and Cultural Identities, Uniform or Diverse?
Brigitte Miriam Bedos-Rezak, Imprinting Matter, Constructing Identity (France, 1100-1300)
Jean-Claude Maire Vigueur, La politique monumentale des communes et des seigneuries: un essai de comparaison (Italie centrale, XIVe siècle)
Jörg W. Busch, Leredità del Comune. Lidea dellautonomia lombarda
Paolo Chiesa, Galvano Fiamma fra storiografia e letteratura
Gian Maria Varanini, Città soggette, identità municipali, strategie dei governi negli stati territoriali trecenteschi: esperienze venete (e lombarde)
Andrea Gamberini, Da «orgogliosi tiranni» a «tyrannidis domitores». I Visconti e il motivo antitirannico come fondamento ideologico dello stato regionale
Paolo Viti, Milano e Firenze: divergenze ideologiche e convergenze culturali nel primo Umanesimo
Edoardo Fumagalli, Francesco Petrarca e la cultura umanistica lombarda: unoccasione mancata?
Marco Folin, Sepolture signorili nellItalia centro-settentrionale: un tentativo di comparazione (secoli XIV-XV)
Piero Majocchi, «Non iam capitanei, sed reges nominarentur»: progetti regi e rivendicazioni politiche nei rituali funerari dei Visconti (secolo XIV)
Marco Daniele Limongelli, Tenzoni comico-realistiche e quaestiones gnomiche inedite tra poeti viscontei: Marchionne Arrighi e Braccio Bracci
Maria Caraci Vela, La polifonia profana a Pavia negli anni di Bernabò e Gian Galeazzo: linee di sviluppo di un progetto culturale europeo
Richard Schofield, Bramante and the Palazzo Eustachi
Roberta Martinis, Il castellano, il bisconte, Gian della Rosa, Borgonzio, il duca: gli «editti di Bramante» a Milano nella lista di Leonardo da Vinci
Stephen J. Campbell, Gaudenzio Ferrari: Sounding the Limits of Painting in Milan after Leonardo
Julian Gardner, The Long Goodbye: the Artistic Patronage of the Italian Cardinals in Avignon, c. 1305-c. 1345
Santina Novelli, Prima dei fasti dellOfficina Ferrarese per gli estensi. Gli affreschi trecenteschi nella chiesa del monastero di SantAntonio in Polesine
Denise Zaru, Une hagiographie de cour. Les techniques narratives des cycles de fresques de S. Stefano à Lentate et de loratorio visconteo à Albizzate
Nicolas Bock, The King and His Court. Social Distinction and Role Models in 15th Century Naples: the Caracciolo and Miroballo Families
Andrea Comboni, «Vui, che ogni dì haveti ad fare nove inventione». Paride Ceresara e i Gonzaga tra programmi iconogra ci, imprese e rime
Index of Monuments and Artworks
Index of Names and Anonymous Works
Index of Manuscripts and Archival Documents