Silvia Bracca
L’occhio e l’orecchio: immagini per il dramma per musica nella Venezia del ’600
Treviso, ZeL, 2014, 426 pp., euro 30,00
ISBN 978-88-96600-98-6
Data di pubblicazione su web 21/01/2016
È una fortuna quando meritevoli lavori di tesi magistrale, destinati per lo più a rimanere relegati negli scaffali delle università italiane dietro le normative di embargo, trovano la giusta luce editoriale mettendosi a disposizione di studiosi o di semplici curiosi. Siamo perciò grati alla giovane Silvia Bracca e alla casa editrice ZeL di Treviso per aver pubblicato questo studio dedicato alle incisioni dei libretti a stampa veneziani tra il 1637 e il 1719: un'utile ricognizione iconografica destinata a rendere un po' meno distante dal nostro “occhio” – e in parte anche dal nostro “orecchio” – l'ancora sfuggente mondo dell'opera in musica veneziana a pagamento di età barocca.
Il volume comprende una parte saggistica divisa in quattro capitoli e un'appendice con il Repertorio dei libretti. Nel primo capitolo l'autrice ripercorre gli esordi del melodramma nel circuito dei teatri pubblici lagunari in una sintesi un po' scolastica, che risente dell'impostazione del lavoro di origine e nella quale emergono condizionamenti dettati dai pregiudizi degli osservatori seicenteschi nei confronti della neo-nata opera in musica (concetti come «la dozzinalità, la produzione in serie, le tempistiche sempre più strette, i continui contrattempi portarono il sistema del dramma in musica alla corruzione della bellezza musicale degli albori, relegando la figura del compositore agli ultimi gradini della scala sociale teatrale», p. 24, sono ampiamente superati dalla storiografia).
È invece apprezzabile la disanima del secondo capitolo sui libretti d'opera affrontati sotto vari aspetti: dalla fortuna collezionistica degli opuscoletti in dodicesimo alla loro confezione editoriale spesso «tirata alla svelta» (p. 34), dal censimento degli stampatori e dei librai ai topoi letterari e al mito di Venezia elaborati nelle trame.
Con il terzo capitolo la trattazione entra nel vivo. Bracca affina le sue competenze nell'introdurre il tema delle antiporte figurate la cui tradizione è inaugurata dal libretto di Semiramide in India uscito dai torchi dell'editore Francesco Miloco nel 1648. Autore dell'antiporta è Giacomo Piccini, uno dei più prolifici autori di illustrazioni di drammi per musica. Il profilo suo e quello di altri incisori e “peintre graveurs” coinvolti nell'editoria musicale veneziana sono approfonditi in singoli paragrafi mediante una descrizione per exempla. A partire dalla seconda metà degli anni Settanta del secolo si diradano le firme nelle tavole incisorie e diminuisce la qualità delle illustrazioni. Si passa gradualmente dall'antiporta “allegorica” all'antiporta “scenografica”, la quale riproduce in piccolo – in modo più o meno fedele – gli allestimenti dei drammi di riferimento (evidentemente a scopo pubblicitario).
Il concetto di antiporta “scenografica” introduce il passaggio dalla pagina alla scena (e viceversa). Nel quarto e ultimo capitolo le illustrazioni dei libretti sono ricondotte alla loro traduzione pratica. La breve storia della scenografia veneziana tracciata da Bracca si sofferma su personalità ampiamente note come Giacomo Torelli, Giovanni Burnacini e Giambattista Lambranzi, a fianco di professionisti le cui attività ancora in parte sfuggono: Francesco Santurini detto il Baviera, i Mauro, Tommaso Giusti, i fratelli Bezzi e altri macchinisti e pittori di scena minori che orbitarono nel circuito commerciale dei teatri veneziani nell'ultimo scorcio del secolo. La ricognizione dell'opera di tali scenografi mediante l'esame minuzioso delle antiporte – intese come documenti per ricostruire gli allestimenti scenici – è debitrice anzitutto degli studi di Cesare Molinari, Per Bjurström, Elena Povoledo, Ludovico Zorzi, Maria Teresa Muraro e Mercedes Viale Ferrero.
Il repertorio conclusivo (pp. 249-312) registra centonovanta libretti dotati di antiporta o di frontespizio istoriato censiti tra la collezione Corniani Algarotti della biblioteca Braidense di Milano, i fondi Groppo e Zeno della biblioteca Marciana di Venezia, l'Istituto germanico di Roma, la sezione melodrammatica della biblioteca Estense di Modena, la collezione Rolandi della Fondazione Giorgio Cini e la raccolta alla University of California di Los Angeles. Una catalogazione meritoria, tanto più per lo sforzo di ricollocazione delle singole tavole illustrate nei libretti originari soggetti a svariate manipolazioni nel corso del tempo da parte dei collezionisti.
Segue l'apparato delle note (pp. 313-389), in linea di massima accurate ed esaurienti (ma non è pensabile parlare di scena rinascimentale e di intermezzi fiorentini senza fare riferimento agli studi di Sara Mamone e accennando appena al Teatro e la città di Zorzi). In chiusura si segnalano gli Indici dei nomi e delle opere, mentre manca, e ce ne dispiace, la bibliografia. Il volume, riccamente illustrato, è ben confezionato, anche se una revisione in più non avrebbe guastato (e.g. lo studioso Giazotto che diventa sistematicamente Giazzotto; il formato dei libretti “in dodicesimi” anziché in dodicesimo; e così via).
di Gianluca Stefani
L’occhio e l’orecchio: immagini per il dramma per musica nella Venezia del ’600
Indice
SOMMARIO
Premessa
I. Cenni sullorigine del “dramma per musica” e sul mondo teatrale nella Venezia del 600
II. Il libretto dopera, l“avant première” del dramma musicale
Collezionare libretti dopera veneziani
Struttura editoriale del libretto dopera secentesco
Editori e librai dei drammi musicali veneziani
In Laguna fra sensualità e comicità equivoca: “topoi” letterari del dramma per musica
Venezia sul palco, lesaltazione di un mito
Le Accademie e il teatro musicale
III. Incisori e “peintre graveurs” di antiporte per leditoria melodrammatica marciana
Giacomo Piccini e la nascita dellantiporta per il dramma musicale
Un anonimo incisore di antiporte: A.N.
Giovanili esercizi editoriali di Antonio Zanchi e Pietro Negri
Ultime opere di Giacomo Piccini per la librettistica musicale
Giacomo Dolcettae le tavole anonime degli anni cinquanta
I “Filij” del quondam Jacopo Piccini
Da Giovanni Merlo alla nascita dellantiporta “scenografica”
Pietro Liberi e una librettistica “pittorica”
Suor Isabella Piccini con Antonio Zanchi e Giambattista Lambranzi
Valentin Lefévre, Antonio Zanchi e Giambattista Lambranzi “peintre graveurs” per Antonio Bosio
Gli artisti “Del Regno dItalia sotto i barbari” a teatro: Lodovico David, Carlo Scotti e Giacomo Ruffoni
Girolamo Longo e le aniporte anonime degli anno 60
L“Armida” di Santinelli: prove grafiche di Giovanni Georgi, Jean Langlois e Carlo Lodovico del Basso
Un incisore francese a teatro: Martial Desbois
I “pensionati” del laboratorio di Coronelli: Domenico Rossetti, Matteo Pizzuti e Alessandro dalla Via
Il frontespizio con cornice istoriata, blasoni e ritratti: varianti dellillustrazione librettistica
Lantiporta “scenografica”: vaghezza e meraviglia al servizio del teatro dopera
Ultimi bagliori dellantiporta allegorica
Giuseppe Diamantini, Luca Carlevarijs e gli anonimi incisori di fine secolo
Dati statistici sulluso dellantiporta e sullalternanza delle tipologie figurative nelle edizioni dei libretti dopera
IV. Larte di dipingere le scene. Scenografi e pittori teatrali nella Venezia del Seicento
Dalla scena fissa rinascimentale alle mutazioni degli intermezzi fiorentini
Alle origini della scenografia veneziana
Giacomo Torelli da Fano, l“inventor” della scenografia barocca
Giovanni Burnacini, “il primo che rinnovò i teatri di Venezia con queste maestose apparenze”
Agli esordi della scuola veneziana di scenografia con Francesco Santurini detto il Baviera
I Mauro: una famiglia-bottega di scenografi veneziani
Giambattista Lambranzi: scenografo, quadraturista e pittore di prospettiva
Guido Rangoni: un nobile cortigiano alla direzione del Vendramin
Ippolito Mazzarini: un pittore delleffimero al teatro SS. Giovanni e Paolo
Tommaso Giusti, i fratelli Bezzi e gli scenografi di fine Seicento
V. Apparati
Appendice: Repertorio dei Libretti dOpera illustrati stampati in Laguna dal 1637 al 1719
Abbreviazioni
Catalogo
Note
Indice dei nomi e delle opere