Il Farinelli ritrovato

Atti del convegno di studi (Bologna, 29 maggio 2012)
A cura di Luigi Verdi

Lucca, LIM, 2014, 242 pp., euro 32,00

Data di pubblicazione su web 12/02/2015

La copertina

Un Farinelli informale, con tricorno e marsina cremisi, sguardo liquido, e una colomba tra le mani, spunta sulla bella copertina dell'ultimo volume di studi dedicati al celebre sopranista, editore LIM. Il bel ritratto di Jacopo Amigoni, appartenuto a Thomas Osborne e passato di recente per Sotheby's, è il suggestivo viatico che introduce alla lettura degli atti del convegno organizzato dal Centro Studi Farinelli nel 2012, a cura di Luigi Verdi. Aperta da un Preludio dello specialista Patrick Barbier, questa pubblicazione segna la terza tappa editoriale di un ciclo di convegni promossi dal Centro a partire dal 1998, già confluiti ne Il fantasma del Farinelli. Centro Studi Farinelli (1998-2003) (LIM, 2005) e in Il Farinelli e gli evirati cantori (LIM 2007).

Il primo contributo, a firma di Piero Mioli, fa il punto sulla cosiddetta “scuola bolognese”, fucina di formazione di canto fondata agli inizi del Settecento nella città felsinea da Francesco Antonio Pistocchi, poi proseguita dall'allievo Antonio Maria Bernacchi, da Pier Francesco Tosi e, infine, da Giovanni Battista Mancini.

Francesca Boris ripercorre, attraverso i grandi ritratti di Farinelli, le principali tappe della vita e della carriera del cantante, dal debutto a Napoli ai successi veneziani e londinesi, dall'esilio dorato presso la corte spagnola del malinconico Ferdinando VI al ritiro definitivo nella “sua” Bologna. Se la parte più innovativa è contenuta nel paragrafo conclusivo, dove si investigano le ingarbugliate vicende testamentarie e collezionistiche di alcune celebri tele di Amigoni e Giaquinto appartenute al grande sopranista, è forte il debito con altri studi precedenti sull'iconografia farinelliana, della stessa Boris o di altri specialisti, nonché con l'edizione critica del carteggio Farinelli-Pepoli (La solitudine amica, Sellerio 2000).

Le ricerche condotte da Rosaria Grego Grassilli e Vincenzo Lucchese Salati all'Archivio Arcivescovile di Bologna hanno accertato l'esistenza di una residenza bolognese finora ignorata del cantante, quella nell'attuale via Santa Margherita, documentata dagli stati delle anime delle soppresse parrocchie di Santa Maria Labarum Coeli e di San Michele Arcangelo del Ponticello (anni 1762-1764 e 1772-1778).

Marco Beghelli ipotizza, sulla base di testimonianze letterarie e partiture musicali, due registri timbrici contrastanti nelle voci dei castrati: «femminile in ambito medio-acuto e virileggiante in zona grave» (p. 69), con rilevanti inflessioni baritonali. Sulla doppia natura dei castrati – maschile e femminile – si sofferma Valentina Anzani, nel solco di una cospicua letteratura dedicata alla seduttività androgina di quelle “sacrificate” creature. L'autrice, che rielabora qui la sua tesi triennale sul castrato Felice Salimbeni (Bologna, a.a. 2011-2012), collega alcuni passaggi della Histoire de ma vie del pettegolo Casanova con la vita e la carriera di Salimbeni (di cui propone, in appendice, una cronologia delle recite).

Nicola Lombardo affronta dal punto di vista anatomo-fisiologico la dibattuta questione della voce dei castrati (ma la bibliografia citata è lacunosa). Come noto, i castrati avevano voci sottili e potenti, essendo dotati di corde vocali brevi, tipiche dei bambini (effetto dell'orchiectomia bilaterale), e di casse toraciche adulte, amplificate dai quotidiani esercizi di training performativo.

Il contributo più atteso arriva da una troupe di medici ed esperti, capitanati da Maria Giovanna Belcastro e Gino Fornaciari, i quali pubblicano in versione definitiva i risultati (anticipati in varie sedi) dello studio antropologico e paleopatologico condotto in laboratorio sui resti scheletrici di Farinelli, esumati il 12 luglio 2006 dal cimitero della Certosa di Bologna. Il profilo biologico e la osteobiografia che ne emergono, corredati da un ampio supporto fotografico, confermano sul Broschi talune anomalie anatomiche dovute alla castrazione, avallate dalle fonti letterarie e dai ritratti (in particolare, dalle caricature di Anton Maria Zanetti, Marco Ricci, Pier Leone Ghezzi, “crudeli” evidenziatori delle sue sproporzioni fisiche).

Thomas McGeary punta la lente sull'ultimo ventennio della vita di Farinelli, quello del ritiro bolognese, poco noto a causa della postuma dispersione dei carteggi e degli oggetti d'arte posseduti dal cantante. L'animato mondo dei tanti che visitarono la sua villa in quel giro di anni, o di quanti si mantennero in contatto con lui per via epistolare, è ricostruito attraverso un dossier di testimonianze dirette opportunamente selezionate, a stampa o manoscritte, alcune delle quali inedite.

In Appendice, Luigi Verdi presenta, in qualità di presidente, il Centro Studi Farinelli di Bologna, fondato nel 1998, ricapitolandone le più importanti iniziative atte a valorizzare la personalità del celebre castrato e il contesto culturale e artistico in cui visse. Carlo Vitali ricostruisce le rocambolesche vicende collezionistiche di una inedita lettera di Farinelli a Lord Charles Cadognan (del 9 maggio 1738), intavolando una riflessione «sul ruolo culturalmente ambiguo del collezionismo di autografi» (p. 204). Infine, Gabriella Cibei propone una mappatura dei documenti relativi ai discendenti della nipote di Farinelli, Maria Carlotta Pisani, frutto di un'indagine condotta presso l'Archivio di Stato di Firenze. 



di Gianluca Stefani

Il Farinelli ritrovato

Indice




Indice

Sommario

Patrick Barbier
Prologo. I castrati: quarant’anni più tardi…

Piero Mioli
Belcanto a Bologna. All’epoca di Farinelli, attorno a Bernacchi, verso il magistero di Martini, con un cenno a Gluck. Qualche scolastico lineamento cittadino

Francesca Boris
In the moonlight of memory. I grandi ritratti di Farinelli

Rosaria Greco Grassilli – Vincenzo Lucchese Salati
Luoghi e presenze inedite di una quotidianità domestica farinelliana

Marco Beghelli
Il “baritono” Farinelli

Valentina Anzani
Castrato per amore: Casanova, Salimbeni, Farinelli e il misterioso Bellino (Bologna 1740)

Nicola Lombardo
Il canto del Farinelli: analisi morfologica e funzionale

Maria Giovanna Belcastro et al.
Farinelli: dall’estumulazione allo studio antropologico dei suoi resti scheletrici

Thomas McGeary with the assistance of Carlo Vitali
Farinelli Recovered in Documents: Visitors to His Villa

APPENDICE


Luigi Verdi
Centro Studi Farinelli di Bologna (1998-2013) 

Carlo Vitali
Farinelli al mercato delle droghe. Le vicissitudini di un autografo

Gabriella Cibei
Note dall’Archivio di Stato di Firenze sulla famiglia di Carlo Broschi Farinelli

Francesca Boris
Aranjuez addio

Sandro Cappelletto
L’infelice Farinelli

Sandro Cappelletto – Matteo D’Amico
Farinelli, la voce perduta

Nel CD Audio: 

Farinelli, la voce perduta

Opera in un atto su libretto di Sandro Cappelletto 
Musica di Matteo D’Amico 

Orchestra e coro dell’Associazione InCanto. 
Direttore: Fabio Maestri. 
Maestro del coro: Gabriele Catalucci

Interpreti principali: Nicholas Clapton (Farinelli), Susanna Rigacci (Elisabetta), Roberto Abbondanza (Filippo V), Bernadette Lucarini (Carlotta), Paolo Bonacelli