Cahiers Jean Vilar, n.117, Perspectives Shakespeare



pp.128, euro 10
ISSN 0294-3417

Data di pubblicazione su web 01/10/2014

La copertina

 

In concomitanza col 68° Festival d'Avignon, è uscito un fascicolo (nel 450° anniversario della nascita) dedicato a William Shakespeare e alla sua presenza, nel teatro francese e ad Avignone in particolare. Il volume è aperto da Jacques Téphany, con La Joconde en littérature, che espone la scelta di visuale: «Le monde de Shakespeare est si vaste et nombreux qu'on ne peut l'embrasser que sur un seul visage […]. Nous avons choisi celui d'Hamlet : de même que Dante, au milieu du chemin de sa vie, est conduit par Virgile aux enfers, Shakespeare explore avec son prince danois les terres inconnues d'une comédie à la fois divine et humaine» (p. 1). Le riflessioni attuali, affidate a specialisti, indicano appena alcune tracce per «tentativi d'esplorazione» del mondo dell'autore.   

 

La significativa diffusione dell'opera shakespeariana in Francia, è ripercorsa da Florence Naugrette, in De quoi Shakespeare est-il le nom?; a cui segue l'articolo di Catherine Treilhou Balaudé, La naissance d'une culture shakespearienne en France. La presenza problematica del male in Amleto viene ricondotta all'ascendenza di Edipo, nell'intervista della psicoanalista Elisabeth Roudinesco. L'esemplare edizione scenica è per lei quella di Chéreau (1988), che compendia i tre aspetti di Amleto, «mélancolique, hystérique et au bord de la folie» (p. 30). L'intervento di Jean-Claude Monod verifica in Hamlet il funzionamento del «tabù della regina» seguendo le ipotesi di Carl Schmitt. Il giurista tedesco, aderente tardivo al Reich, aveva infatti letto il ruolo del protagonista quale incarnazione dell'indecisione nel suo saggio Hamlet ou Hécube (1956). Attraverso passaggi logici comunque complessi, Schmitt fornisce al commentatore attuale argomenti per individuare nel Teatro di Shakespeare le componenti di «jeu, politique et barbarie» (p. 34). Il ruolo di Vilar nella conoscenza e nella diffusione del Poeta, viene valorizzato da Jacques Téphany. Ripercorrendo l'itinerario shakespeariano del padre del TNP, sottolinea l'avversione di Vilar per Amleto: «Vilar et Hamlet ne s'aiment pas», afferma lo storico, citando inediti del regista di Sète. Shakespeare en perspective si chiude con una rassegna di pareri di autori celebri sul sommo drammaturgo.

 

D'une langue l'autre è la parte dedicata al problema della traduzione. La storia delle traduzioni di Shakespeare è richiamata da Monique Nemer, che studia puntualmente la traduzione di Hamlet da parte di François-Victor Hugo e ne denuncia l'impoverimento causato dalla ricorrente «razionalizzazione» del linguaggio metaforico originale. Un contributo dello stesso Hugo figlio è pubblicato opportunamente, a testimoniare le intenzioni illuminate del traduttore storico, all'epoca in cui conduceva l'edizione delle Œuvres Complètes di Shakespeare (1865); nel XIX secolo in cui s'instaurano modalità moderne di traduzione, orientate all'integralità e alla cura filologica testuali (p. 55). S'incrociano i giudizi sui metodi e sugli esiti di diverse traduzioni. Jean-Michel Deprats, ultimo insigne traduttore (ed. Pléiade-Gallimard, 2002) definisce limiti e riserve sulle tendenze estreme (modernizzante e classicheggiante) delle traduzioni e riconosce la necessità di rinnovarle continuamente, poiché «optant pour la modernità, elles [traductions] se démodent» (p. 61). Gli fa eco Pierre Leyris, riconoscendo l'immancabile influenza interpretativa che ogni versione comporta. Si allineano poi quaranta versioni del Monologo di Amleto (Atto III, Scena 1), con gli esempi di Voltaire (1773), Dumas, Hugo, Schwob, Gide, Bonnefoy, fino all'ultimo, di Daniel Mesguich (2012). Curiosità preziosa, l'inserimento di due tavole del fumetto Hamlet, di Gianni De Luca (1980).

 

Per rendere conto delle molteplici domande suscitate sul senso del personaggio enigmatico, si propone un florilegio di commenti (À la recherche d'Hamlet), espressi da disparati studiosi e artisti. Fra questi, il contributo forse più stimolante è quello di Pierre Bayard (Le vrai coupable) che partendo da Freud, giunge a giustificare la «colpevolezza» del Principe. Le illustrazioni di questa Sezione mostrano immagini tratte dalle più recenti e tipiche messe in scena, quali quelle di Hubert Colas (2005), Thomas Ostermeier (2008) e Vincent Macaigne (2011). Iconografia adeguatamente d'epoca, per le restanti Sezioni. Nel repertorio del Festival, Shakespeare s'impone per numero di rappresentazioni: dal 1947 al 2013, il Palazzo dei Papi ha ospitato 26 spettacoli di 15 delle sue opere. Ne rievocano gli esiti estetici Florence March (Shakespeare au pied du mur) e Marcel Freydefont (Les scénographies d'Hamlet au Festival). E ancora, documenti e schede ravvivano la memoria degli 8 Hamlet allestiti dal 1965 (Georges Wilson) al 2011 (Vincent Macaigne). Nel complesso, un dossier ricco e dettagliato, che sia pure col limite connaturale d'una prospettiva soltanto avignonese, aggiorna efficacemente su un fenomeno significativo della scena francese.

 

 

di Gianni Poli

Cahiers Jean Vilar

Indice




Indice

 

Indice

 

La Joconde en littérature, Jacques Téphany

 

Shakespeare en perspective

- Vilar et Shakespeare. Je t‘aime moi non plus, Jacques Téphany

- De quoi Shakespeare est-il le nom?, Florence Naugrette

- Hamlet, qui est là ?, Michael Edwards

- La naissance d’une culture shakespearienne en France, Catherine Treilhou Balaude

- La conscience du mal. Œdipe et Hamlet, Elisabeth Roudinesco

- Métaphysique de l’indécision, Jean-Claude Monod

- Shakespeare vu par..., choix par Rodolphe Fouano

 

D’une langue l’autre

- Traduire Shakespeare, Monique Nemer

- La traduction de Shakespeare étant devenue possible..., François-Victor Hugo

- Le prisme du génie diapré, André Gide

- Pourquoi retraduire Shakespeare ?, Pierre Leyris

- Reconquérir un accent natif, Paul Claudel  

- Pour une poétique théâtrale shakespearienne, Jean-Michel Déprats

- To be or not to be..., 40 traductions

 

À la recherche d’Hamlet

- Florilège: Johann W. Goethe, Victor Hugo, Paul Claudel, Firmin Gémier, Sigmund Freud, Elie Faure, Karl Jaspers, Ernest Jones, Bertolt Brecht, Jean Paris, Jean-Louis Barrault, Jan Kott, Pierre Bayard

 

Un prince en Avignon

- Shakespeare au pied du mur, Florence March

- Les scénographies d’Hamlet au Festival d’Avignon, Marcel Freydefont:

- Huit Hamlet à Avignon (1965-2011)