Theaterheute, n.2, 2012
“Aufführungen”, lo spazio dedicato alle nuove produzioni emerse dalla scena tedesca con cui si apre questo numero di «Theaterheute», si presenta ricco di novità piuttosto interessanti. Si inizia a Berlino, dove Armin Petras ha trasferito sul palcoscenico della Schaubühne Eugen Onegin di Aleksandr Sergeevi Puškin, presentando una versione scenica aderente agli ingredienti storici e alle pieghe narrative del testo, affidato alla positiva interpretazione di Sebastian Schwarz, Tilman Strass, Eva Meckbach e Luise Wolfram. Hate Radio, ideazione di Milo Rau in scena presso la sala Hau, ricostruisce secondo la formula del teatro-documento gli stermini razziali avvenuti in Ruanda nel 1994. Nel Kasino del Burgtheater di Vienna si è distinto Matthias Hartmann con l'adattamento del romanzo Krieg und Frieden di Tolstoj, affrontato in chiave contemporanea con Peter Kaack nei panni del protagonista. Elfriede Jelinek ritorna a far parlare di sé con Der ideale Mann di Oscar Wilde, commedia di conversazione che la scrittrice austriaca riscrive e contamina con citazioni politiche dedotte dall'attualità. Il testo ha conosciuto due allestimenti: uno nell'Akademietheater di Vienna per la regia di Barbara Freey e un cast di attori di alto livello (Maria Happel, Matthias Matschke, Katharina Lorenz e Caroline Peters), l'altro nel Plauen di Zurigo a cura di Tina Lanik e l'interpretazione di attori altrettanto significativi, quali Julia Kreusch, Ludwig Boettger, Patrick Güldenberg, Janna Schauer, Markus Scheumann e Mimiam Maertens. I problemi della generazione over 30 costituiscono l'argomento di due allestimenti targati ancora Burgtheater. Froschfotzenlederfabrik di Oliver Kluck e la regia di Anna Bergmann, commedia caratterizzata da inserti di varietà e cabaret, parla di alcool, pornografia ed echi nazisti, mentre Der Garten di Anja Hillig, per la cura scenica di Felicitazs Brucker, con Nicola Kirsch e Katja Jung nei ruoli principali, prevede massiccia presenza di musica pop-rock e per meglio contestualizzare l'articolazione di un testo divertente che vuole essere origine medicina antidepressiva.
Filo conduttore di “Ausland” è la messinscena di Three Kingdoms di Simon Stephens, coproduzione dell'Hammersmith Theatre Lyrics di Londra, dei Kammerspiele di Monaco e del Teatro NO99 di Tallinn dove si è tenuto il suo battesimo internazionale. Il testo, che si legge in versione integrale di “Das Stück” di questo numero di «Theaterheute», ha come protagonisti personaggi provenienti da Germania, Francia e da un generico Est europeo, che sulla scena sono affidati ad attori appartenenti alle lingue nazionali in questione.
In “Akteure” si legge il profilo di Jürgen Kuttner, che si presenta ricco di variegate e significative esperienze culturali, dal giornalismo come redattore della rivista Osttaz al ruolo di moderatore in programmi radiofonici e televisivi, fino al ruolo di attore e regista teatrale nel Deutschen Theater di Berlino. Segue una conversazione tra l'intendente Joachim Lux e il dramaturg Carl Hegemann in merito alla programmazione artistica del Thalia Theater di Amburgo, che poi si allarga all'autonomia dell'arte e alle carenze della nostra democrazia.
Nelle pagine occupate da “Reisetagebuch” il regista Armin Petras propone il resoconto di un suo recente viaggio compiuto in Cina, dal quale emergono molteplici aspetti relativi alle concezioni e pratiche teatrali in uso.
di Massimo Bertoldi
Theaterheute, n.2, 2012
Indice
Inhalt
FOYER
Der Bundespräsident
neue Talente für ein hohes Amt
AUFFÜHRUNGEN
Franz Wille
Der geballte Charme des Genozids
Alvis Hermanis zeigt an der Berliner Schaubühne Puschkins Eugen Onegin, Milo Raus Hate Radio rekonstruiert einen Völkermord
Christine Wahl
Immer diese Kuragins
Matthias Hartmanns Wiener Tolstoi-Adaption Krieg und Frieden
Wolfgang Kralicek
God save the Queen of Kalauer
Elfriede Jelinek remixt Oscar Wilde in Zürich und Wien
Barbara Buckhardt
Übungen, die ein bisschen wehtun
Wiener Uraufführungen über die Generation 30+: Oliver Klucks Froschfotzenlederfabrik und Anja Hillings der Garten
Silvia Stammen
In der Cafeteria des Todes
Stephan Kimmig inszeniert Tom Lanoye an den Münchner Kammerspielen: Atropa. Die Rache des Friedens
START
Jürgen Berger
Auf Samtpfoten
Holger Schultzes Neustart in Heidelberg mit Kroetz und Reza, Emmanuel Carrère und Hubert Schipkowski
REPORTAGE
Christian Rakow
Mit dem Teufel im Schlepptau
Eine Reise nach Tallinn, ins Theater NO99 und zur Uraufführung von Simon Stephens Drei-Länder-Krimi Three Kingdoms
AKTEURE
Eva Behrendt
Kriegsgewinnler mit Mission
Jürgen Kuttners schräge Kapitalismuskritik schlägt immer noch nötige Brücken von Ost nach West und zurück
Der Demokratie-Ballon
Ein Gespräch mit Thalia-Intendant Joachim Lux und Dramaturg Carl Hegemann über ihre Publikumsabstimmung zum Spielplan, Kunst und Autonomie und die Defizite unserer Demokratie
REISETAGEBUCH
Armin Petras
China also, eine Reise
Ein Reisebericht aus dem Land der Mitte
CHRONIK
Berlin - Marlowe Edward II
Köln - Robert Borgmann nach Euripides Wir Kinder von Theben»
Kassel - Tschechow Drei Schwestern, Marlowe Edward II
Leipzig - Kleist Penthesilea, nach Shakespeare/Frayn Nackter Wahnsinn – Was ihr wollt
München - nach Voltaire Candide oder Der Optimismus
München/Oberhausen - Dirk Laucke Angst und Abscheu in der BRD
Nürnberg - Lukas Hammerstein Damals wurde es irgendwie heller
DATEN
Premieren im Februar ·· On Tour
Hinweise
Suchlauf
Programmhinweise
MAGAZIN
Paulus Manker spricht den Wiener Volkstheater-Intendanten Walter Bruno Iltz von der Kooperation mit den Nazis frei
Christian Schwochows Theater-Film Die Unsichtbare
Elisabeth Trissenaar verabschiedet sich von Lola Müthel
Eine Nachruf auf Václav Havel, Präsident und Dramatiker