Luciano Mariti
La Giudiata. La tradizione in vita di una sacra rappresentazione anonima del Quattrocento. Studio ed edizione critica


Ronciglione, Centro Ricerche e Studi di Ronciglione, 2011, pp. 195, euro 15
ISBN 88-9057-030-X

Data di pubblicazione su web 20/02/2012

La copertina

 

È difficile addentrarsi nella memoria protetta di una communitas, cementata da rapporti plurisecolari, nel tentativo di studiarne scientificamente le tradizioni, specie se quelle tradizioni sono ancora in vita. Il rischio dell'anacronismo e del folcloristico è dietro l'angolo. Il libro di Luciano Mariti lo evita programmaticamente. La sua edizione critica de La Giudiata, sacra rappresentazione anonima, in ottave cantate, messa in scena fin dal Quattrocento a Ronciglione, nel viterbese, è il frutto di un accurato lavoro filologico, che offre non solo un contributo imprescindibile per la storia dello spettacolo, ma anche una rigorosa base testuale a disposizione di chi, ancora oggi, quella tradizione spettacolare fa rivivere e perpetua.

 

Il volume, capostipite di una collana dedicata alla storia e alla letteratura di Ronciglione, pubblica per la prima volta il testo della Giudiata, dedicato alla vicenda biblica di Giuseppe l'ebreo. Un testo tramandato oralmente, per generazioni. Da secoli, le ottave della Giudiata rappresentano una sorta di tessuto connettivo della comunità ronciglionese, anche in ambito extraspettacolare: recitate a memoria nelle osterie tra vino, scommesse e digressioni; “masticate” davanti al focolare, alla sera; oppure “ruminate” dai contadini nei campi, nelle ore di riposo, insieme a ottave estemporanee e stornelli, versi della dantesca Commedia e dell'Orlando furioso. Un alfabeto vivo. Una tavolozza di espressioni, di modi di dire, di esempi pratici, presente nella memoria come un prontuario di vita.

 

Analogamente, lo spettacolo della Giudiata è per Ronciglione un monumentum mai dimenticato e suscettibile di periodici allestimenti. L'ultimo in ordine cronologico è stato quello del 2004, per la regia di Alfredo Stella. Fu contestualmente alla messinscena del 1945, allestita dalla Lega dei Liberi Contadini, che il testo orale della Giudiata venne ricomposto e dattiloscritto dagli attori, secondo la testimonianza dell'allora dodicenne Corrado Chiodi. L'edizione critica di Mariti prende le mosse da quel copione dattiloscritto, basato a sua volta su un testo anonimo pubblicato dall'editore ronciglionese Giacomo Menichelli nel 1695 (ristampa migliorativa della pubblicazione del 1688 ad opera dello stesso Menichelli). Si tratta della riedizione, una delle tante, della Rapresentatione di Josef, Jacob e fratelli, sacra rappresentazione scritta e allestita a Firenze nel Quattrocento, edita per la prima volta tra il 1490 e il 1495 circa per i tipi del Miscomini. Proprio il Josef sembra essere il punto di riferimento testuale della Giudiata.   

 

Inequivocabile, dunque, la filiazione dalla sacra rappresentazione fiorentina. Nel saggio introduttivo, Mariti da un lato contestualizza La Giudiata nell'interattivo quadro della cultura umanistica del capoluogo toscano, caratterizzata a Ronciglione da figure di spicco quali Francesco Netti, Giovanni Dolci, Paolo Sassi. Dall'altro, evidenzia l'acquisizione delle componenti morfologiche topiche derivate da quella illustre tradizione fiorentina di teatro sacro. Si pensi alla mutuazione dei “pezzi chiusi”, come gli interventi dell'Angelo (l'annuncio e la licenza) e la cosiddetta “inframessa”, inserto profano teso ad alleggerire il dramma.

 

Uno sguardo analitico è poi riservato da Mariti al confronto tra il testo drammaturgico e quello biblico (soprattutto negli accorgimenti che fanno del primo un testo moderno), nonché alla prosodia delle ottave, la cui musicalità si basa su uno schema monodico fisso. Perché La Giudiata è, prima di tutto, uno «spettacolo in canto»; di più: è l'«unica testimonianza vivente di una Sacra rappresentazione cantata» (p. 59). Alla componente musicale, nello specifico, è dedicato un contributo tecnico di Simona Bedini (pp. 180-186), che registra la trascrizione in musica di due momenti dello spettacolo, tratti entrambi dall'allestimento del 2004.

 

Infine, Mariti passa in rassegna le principali trasformazioni performative che la Giudiata di Ronciglione ha vissuto nei secoli, dall'età umanistica al Seicento fino ai giorni nostri. Attraverso le pregevoli fonti iconografiche corredanti il volume, lo studioso illustra, in particolare, la metamorfosi dello spazio scenico: dai paratattici luoghi deputati quattrocenteschi, fino al palcoscenico accentrante della messinscena moderna, destinato a congelare il movimento scenico, in origine molto più vitale e articolato. A farne le spese, inevitabilmente, l'interazione con il pubblico, la contiguità/sovrapposizione tra “scena” e udienza. Anticamente era la comunità di Ronciglione tutta ad andare in scena: attori-spettatori sorpresi a recitare sé stessi. Il libro di Mariti fissa la memoria di quel che fu La Giudiata, salvaguardando l'identità di un paese, di un mondo ancora vivo eppure profondamente mutato.

di Gianluca Stefani

La Giudiata. La tradizione in vita di una sacra rappresentazione anonima del Quattrocento. Studio ed edizione critica

Indice




Indice

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Presentazione Silvano Boldrini

 

STUDIO INTRODUTTIVO

 

IL CANTO DEI PADRI, Luciano Mariti

I. Il teatro di una communitas: uno spettacolo per un paese

II. La lunga storia de La Giudiata: le vie di una tradizione

II.1 Presenze quattrocentesche de La Giudiata fra Toscana e Tuscia viterbese

II.2 La Sacra rappresentazione fiorentina: il modello de La Giudiata

III. La vicenda di Giuseppe l’ebreo: la fonte biblica e la Sacra rappresentazione

IV. Le componenti morfologiche dello spettacolo

V. Dal testo alla rappresentazione, dal Giosef a La Giudiata

VI. Uno spettacolo in canto

VI.1 L’altra tradizione contadina del canto a braccio

VI.2 La performance canora ne La Giudiata

VII. Il valore del teatro endemico

Note

 

EDIZIONE CRITICA

 

LA GIUDIATA, Anonimo

Personaggi

L’angelo annunzia

Atto primo

Atto secondo

Atto terzo

Atto quarto

 

FIGURE

 

NOTA ALL’EDIZIONE CRITICA

I. Criteri di edizione

II. Varianti del copione de La Giudiata (1945) rispetto a La Rappresentatione di Giosef figliuolo di Giacob (1695)

II.1 Aspetti di ammodernamento

II.2 Aspetti di conversazione

 

TRASCRIZIONE MUSICALE E COMMENTO DI BRANI CANTATI, Simona Bedini

 

BIOGRAFIA DEI TESTI A STAMPA DEL GIOSEF (1495-1700)