Theaterheute, n. 8-9, 2011
Theater und bildete Kunst è il titolo del dossier che apre questo numero doppio di «Theaterheute». Il saggio di Till Briegleb affronta il rapporto tra teatro e arti figurative nel XX e XXI secolo, soffermandosi sulle performances di Hermann Nitschs e indagando i video di Matthew Barney, Nathalie Djurberg, le installazioni di Ilya Kabakov, Janet Cardiff e Georg Bures Miller. Il contributo di Eva Bernhardt presenta i lavori di Christoph Schilingensief esposti nel padiglione tedesco della Biennale di Venezia, mentre Thomas Irmen analizza le opere legate alla scenografia teatrale in visione negli ambienti della Quadriennale di Praga.
La ricca sezione della rivista berlinese dedicata ai “Festival” estivi prende in esame il cartellone del Wiener Festwochen. Christoph Marthaler ha ottenuto consensi di pubblico e di critica presentando la messinscena di Wüstenbuch di Beat Furiere un suo nuovo progetto, +-0. Ein subpolares Basislager interpretato da Rosemarie Hardy, Uelli Jäggi, Jürg Kienberger e Bettina Stucky. Les Chaises (Die Stühle) di Eugene Ionesco nella versione curata da Luc Bondy ha evidenziato le abilità degli attori principali quali Micha Lescot e Dominique Reymond. Malinconie, silenzi, situazioni di frustrazioni sessuali caratterizzano la messinscena di Réve d'automne (Traum im Herbst) di Jon Fosse per la cura di Patrice Chéreau e l'interpretazione di Valeria Bruni-Tedeschi e Pascal Greggory. Tra le tante altre ospitalità figurano Wastwater di Simon Stephen, per la regia di Katie Michell, con Linda Bassett, Tom Sturridge, Paul Ready e Jo McInnes. Nel programma viennese trovano spazio anche artisti ungheresi, come il regista Kornél Mandriuczò con la rappresentazione sperimentale di Es ist nicht leicht, ein Gott zu sein, mentre David Marton con Rheingold rilegge l'omonima opera wagneriana in chiave moderna. Si sono viste proposte giapponesi firmate dall'attore e regista Toshiki Okada con The Sonic Life of a Giant Tortoise, da Akira Takayama con il video installazione Compartment City – Vienna. Anja Dirks, direttrice del festival Theaterformen di Hannover, ha impresso una dimensione internazionale alla manifestazione, invitando, per esempio, il duo canadese Janet Cardiff e George Bures Miller con Ship o' Fools, Philippe Queste che monta una casetta di legno in un parco per ambientare
“Aufführungen”, la sezione della rivista berlinese dedicato alle recensioni delle novità prodotte dalla scena tedesca, propone la messinscena di due classici. La tragedia Jungfrau von Orléans di Friedrich Schiller è allestita da Roger Vontobel negli spazi del Theaterfeier di Bochum in chiave moderna. Il regista trasforma le figure romantiche del testo in loschi personaggi affidati all'interpretazione di Lena Schwarz nel ruolo del titolo, Dimitrij Schaad, Klaus Weiss, Matthias Eberle, Jonas Gruber. Anche Macbeth di William Shakespeare, nella trasposizione scenica concepita da Karin Henkel nei Kammerspiele di Monaco, respira atmosfere contemporanee permeate di tensioni e violenze. Tra gli attori si sono distinti Jana Schulz, Benny Claessens, Stefan Merki, Kate Strong.
In “Akteure” si legge un lungo estratto dal libro di Hans Neuenfels, Das Bastardbuch. Autobigraphische Stationen pubblicato da Heidenreich (pp. 512, € 24, 99), in cui il regista racconta cinquant'anni di attività teatrale e di vita, attraversando le fasi cruciali della recente storia della Germania, dal dopoguerra al crollo del Muro di Berlino fino alla situazione attuale, per illustrare i paralleli cambiamenti del ruolo e dei linguaggi maturati nella scena teatrale. Segue un intervento di Elfriede Jelinek, che sottoforma di ironico ringraziamento, risponde alle polemiche sollevate dai critici teatrali di Mühlheim a proposito dello stile e del linguaggio della sua recente commedia Winterrreise. Un'intervista ad Akira Takayama, protagonista delle Wiener Festwochen, ripercorre la carriera dell'artista, che parla anche del teatro giapponese e dei suoi rapporti con la cultura occidentale.
La sezione “Bilanzen” si occupa del resoconto della recente stagione dello Schauspielhaus di Düsseldorf e dello Schauspiel di Heidelberg.
di Massimo Bertoldi
Theaterheute, n. 8-9, 2011
Indice
Inhalt
FOYER
Markus Hennes
Nachrichten aus dem Maschinenraum
Die Provinz ist anders, als das Galadeck denkt – ein Leserbrief
THEATER UND BILDENDE KUNST
Till Briegleb
Kunst – der bessere Kapitalist?
Was wäre die Bildende Kunst der letzten hundert Jahre ohne die Performing Arts?
Eva Behrendt
Ein Besuch in Venedig zur 54. Kunst-Biennale und bei Christoph Schlingensief
Thomas Irmer
Auf dem Performance-Sprungbrett
Die Prager Quadriennale für Bühnenbild erweitert ihr Spektrum
FESTIVALS
Wolfgang Kralicek
Die Wiener Festwochen mit Frank Castorf, Christoph Marthaler, Luc Bondy, Patrice Chéreau, Simon Stephens und vielen anderen
Christian Rakow
Kontinuität statt Entjungferungswahn: «Theaterformen» in Hannover
Dorothea Marcus
Wo sich die Freie Szene trifft: Eindrücke vom Festival «Impulse»
Till Briegleb
Befreiungsnostalgie unterm Haschmond
Das Live-Art-Festival auf Kampnagel, Hamburg
AUFFÜHRUNGEN
Franz Wille
In Bochum inszeniert Roger Vontobel Schillers Jungfrau von Orléans, in München Karin Henkel Shakespeares Macbeth
Christine Wahl
Die Dresdner Uraufführung von Martin Heckmanns Vater Mutter Geisterbahn
AKTEURE
Hans Neuenfels
Heidelberg 1968 oder Die Entdeckung der Jugend
Ein Vorabdruck aus Hans Neuenfels autobiografischem Bastardbuch
Elfriede Jelinek
Die Dankesrede der diesjährigen Mülheimpreisträgerin
Ein Gespräch mit dem japanischen Theatermacher Akira Takayma über deutsches Theater, die Tsunamikatastrophe und sein neues Projekt
BILANZEN
Martin Krumbholz
Nach fünf Jahren verlässt Amélie Niermeyer Düsseldorf
Jürgen Berger
Peter Spuhler hinterlässt Heidelberg einen Theaterneubau und wenig Kunst
CHRONIK
Berlin – Franz Arnold / Ernst Bach Die (s)panische Fliege
Braunschweig – Juli Zeh Corpus Delicti
Freiburg – Jarg Pataki/Viola Hasselberg Die Grünen – eine Erfolgsgeschichte
Dresden – Peter Weiss Marat/Sade
Köln – Federico Fellini u.a. Mamma Mafia
Moers – Molière Der Geizige
Weimar – Claudia Grehn/Darja Stocker Reicht es nicht zu sagen ich will leben
Zürich – René Pollesch Fahrende Frauen
DATEN
Hinweise
Suchlauf
Programmhinweise
MAGAZIN
Warum Intendant Klaus Weise Bonn verlässt – ein Gespräch über Sparszenarien und Eventkultur
Die «Lange Nacht der Autoren» am DT Berlin
Die Sophiensæle verlegen für ihr Performance-Festival Berlin ans Meer
Nachruf auf Maria Kwiatkowsky
VORSCHAU / IMPRESSUM