Kristin Phillips-Court
The Perfect Genre. Drama and Painting in Renaissance Italy
Farnham, Ashgate, 2011, pp. 286, £55
ISBN 978-1-4094-0683-9
Data di pubblicazione su web 07/07/2011
Già vincitore del “Aldo and Jeanne Scaglione Publication Award for a Manuscript in Italian Literary Studies” per il 2009 e adesso pubblicato da Ashgate, il volume di Kristin Phillips-Court propone un'analisi interdisciplinare che ricorre alle metodologie di indagine della letteratura, della storia dell'arte e della storia dello spettacolo. L'autrice intende in questo modo offrire l'evidenza di quello che ritiene uno tra i tratti peculiari della cultura dell' ancien régime e che potremmo definire come una sorta di meticciato inter artes. Phillips-Court presenta una disamina esemplificativa del concreto grado di influenza che la modalità di pensiero del «conceptual world of Renaissance painting» ebbe sul dramma rinascimentale italiano, in dipendenza dall'oraziano ut pictura poesis.
Come si capisce bene, e come si chiarisce fin dalla Preface, l'oggetto dell'indagine sono le idee e non gli oggetti concreti, nonostante si rimanga sempre ancorati alla materialità della pagina scritta e della tela dipinta. L'assunto di partenza è che il dramma e la pittura furono «mutually supportive arts» e che si influenzarono a vicenda; ma che in primis entrambe furono sempre suscettibili del pensiero filosofico. Le argomentazioni condotte promuovono l'idea che il percorso di raffinamento della letteratura drammatica nell'Italia del Quattrocento e del Cinquecento risentisse fortemente della rivoluzione epistemologica che aveva interessato la pittura a Firenze e negli altri centri culturali, in relazione alla rappresentazione dell'individuo. L'autrice evidenzia come a questo dibattito interculturale avessero partecipato anche poeti e drammaturghi: «in a context of collective perception, this changing epistemology of the subject was not the priviledged discussion of philosophers; poets and playwright, too, speculated about self-determination and even thematized it in the dramatic texts».
The Perfect Genre. Drama and Painting in Renaissance Italy analizza cinque drammi della tradizione letteraria italiana prodotti all'interno del medesimo sistema intellettuale e spirituale e portatori di quelle caratteristiche formali e ideologiche ritenute comuni alla produzione coeva: Rappresentazione quando
L'ordine che struttura il volume segue un criterio volutamente diacronico perché come riconosce l'autrice il cruccio alla base dell'approccio interdisciplinare è il problema dell'integrazione tra le varie parti. A questo proposito Phillip-Court evidenzia come i monumenti della storia, anche di quella letteraria e artistica, non ricorrono autonomamente a una «streamlined methodology» che ne permetta un'interpretazione sincronica o verticale. Al contrario, lo storico deve necessariamente ricorrere ad una presentazione seriale o diacronica anche per testi e dipinti dello stesso periodo, «using chronology as a heuristic to make comparisons and track the exchange of objects and ideas». L'analisi sincronica è comunque attuata per quello che riguarda i singoli testi, distinti per decadi e città di produzione: per ciascuno di essi si offrono nuove interpretazioni critiche, proprio alla luce di quanto emerge dall'approccio diacronico.
L'intenzione alla base di questo volume è molto ambiziosa e il risultato finale non può che risultare limitato e necessariamente incompleto. Questo non è un deficit nel caso specifico, semmai un punto di forza. Phillip-Court riconosce la parzialità del suo lavoro, che illumina «a tiny quarter of an enormously varied artistic landscape» lasciando esclusa una quantità enorme di drammi e dipinti. Nonostante tutto questa metastoria del dramma erudito che considera i suoi debiti alle arti visive e alle modalità collettive di fruizione delle opere d'arte (il «collective perception» sopra menzionato) si pone ancora come uno dei tasselli importanti della ricerca iconografica e iconologica applicata alla storia del teatro e dello spettacolo per la quale l'università di Firenze da lungo tempo si è distinta.
di Diego Passera
The Perfect Genre. Drama and Painting in Renaissance Italy
Indice
Preface
Introduction: Written and Visual Art
Delighting the spirit: Belcaris Rappresentazione quando
Writing for the eyes: Trissinos Sofonisba (1514-5)
The arts of monument: Caros Commedia degli straccioni (1543)
The interpreters tale: Tassos Aminta (1573)
Perspectives end: Brunos Candelaio (1582)