Revue d’histoire du théâtre, n. 4, octobre-décembre 2010
Ricco di spunti e argomenti d'interesse il nuovo numero della «Revue d'histoire du théâtre», i cui contributi svariano dalla delineazione della figura d'attrice nella Francia del XVIII secolo alla prima messa in scena d'oltralpe dell'Antigone di Sofocle fino a un inedito ritratto biografico di Gordon Craig.
Nel primo articolo, Sabine Chaouche traccia il profilo di una delle più affermate interpreti della Comédie-Française all'epoca dei Lumi: Mlle Clairon. Ammirata da Diderot, distintasi nell'arte della declamazione e in uno stile di recitazione antiemozionalista (lo stesso che la vedeva contrapposta alla Dumesnil),
Dal ruolo della donna nella società settecentesca a un'eroina femminile del teatro attico: Antigone (e si pensi alla pionieristica monografia di Cesare Molinari, Storia di Antigone da Sofocle al Living Theatre: un mito nel teatro occidentale, Bari, De Donato, 1977). Angeliki Giannouli fa il punto sull'allestimento della celebre tragedia sofoclea all'Odéon (1844), il primo in Francia. Basandosi sulla messinscena tedesca di tre anni prima, integralmente riportata in un meticoloso manoscritto, i traduttori francesi del testo originale, Paul Meurice e Auguste Vacquerie, affrontarono questioni inerenti alla ricostruzione della scena greca, evidenziando il rilievo estetico e ideologico di un tale approccio. Le problematiche di allestimento sono al centro anche del contributo di Estelle Rivier, dedicato a Shakespeare e alla realizzazione scenica delle sue drammaturgie alla Comédie-Française. In particolare, Rivier analizza le messinscene di quattro diversi registi – Terry Hands, Luca Ronconi, Daniel Mesguich e Oskaras Korsunovas – ponendo in evidenza eventuali elementi di intertestualità registica.
Chiude il volume il breve saggio di Marc Duvillier su Gordon Craig, di cui si mette in evidenza una sorta di lato oscuro. Animato dalla profonda volontà di rifondare il teatro, Craig sogna vasti spazi architettonici per le sue messinscene e un teatro di massa, propagandando attraverso proprie incisioni e pubblicazioni il concetto di demiurgo unico e assoluto (sé stesso). Il passo dall'idealismo radicale al totalitarismo è breve. Nel corso degli anni Trenta, al fine di realizzare il suo ultimo progetto, Passion according to St Mathew di Bach, Craig entra in contatto con il Duce, che ammira da tempo, rimanendo deluso dalla sua mediocrità. Segue l'abbandono del progetto e l'isolamento dell'artista. Echi della lezione di monumentalità scenografica craighiana si ravvisano negli allestimenti dei grandi raduni del partito nazional-socialista di Albert Speer.
Da segnalare, infine, l'utile sezione di recensioni di volumi e riviste (pp. 462-469).
di Gianluca Stefani
Revue d’histoire du théâtre, n. 4, octobre-décembre 2010
Indice
SOMMAIRE
Limago de lactrice à lâge des philosophes: mystification ou mythification? Mlle Clairon en son temps
par Sabine Chaouche
Révoltes et conquêtes de la femme dans LIle des Amazones, Les Amazones modernes et
par Mary Ellen Ross
Antigone de Sophocle: une première mise en scène
par Angeliki Giannouli
Les Shakespeare de
par Estelle Rivier
Le versant obscur des conceptions de Gordon Craig
par Marc Duvillier
Livres et Revues
Gaspare & Carlo Vigarani. De la cour dEste à celle de Louis XIV, sous la direction de Walter Baricchi et de Jérôme de
Résumés
Abstracts