Due volumi su Barrault
Paris, Éditions du Seuil, 2010, pp. 426, euro 23,00; Paris, Gallimard, 2010, pp. 168, euro 35,00
ISBN 978-2-02-103198-0; 978.2.07.013187.7
Data di pubblicazione su web 11/01/2011
Un'autobiografia, già celebre alla sua uscita (1972) e un album di immagini, saggi e testimonianze, per i cent'anni dalla nascita di Jean-Louis Barrault (1910-1994): due volumi che si integrano fruttuosamente, dando luogo a una rievocazione memoriale e documentaria della vita del grande artista della scena novecentesca. Il primo, è libro di ricordi, sistemati secondo un progetto razionalmente finalizzato, in cui il ricorso alla memoria proietta verso un futuro ambito e utopico le acquisizioni verificate nel presente, in una sorta di diario rielaborato. Il secondo, accosta ai saggi su diversi aspetti dell'attività di Barrault un'iconografia preziosa e talvolta inedita.
Souvenirs pour demain parte da lontano, avanti la nascita, nel riordinare e meditare avvenimenti su cui la testimonianza personale cosciente assume via via valore di giudizio oggettivo. «Bien malin celui qui peut dire quelle a étè exactement sa vie!» (p. 27).
Dopo i mestieri di contabile, fioraio, sorvegliante di collegio, è lo studente di Belle Arti che si indirizza al teatro, grazie all'impulso di scrivere al direttore dell'Atelier e alla risposta favorevole, che lo raggiunge nel ventunesimo compleanno. Allora comprende: «Faire du théâtre, c'est exorciser les démons de notre Personnage» (p. 83) e si lancia nell'avventura della sua vita. Momento che anche nell'Album viene adeguatamente documentato; come risulta vivace la rievocazione (nei due libri) dei contatti con Artaud e con Decroux, che comportano risultati sia nella teoria della corporeità alchemica, sia nell'allenamento in cerca del “mimo assoluto”. In nessuno dei volumi si affronta direttamente il problema della scelta della vocazione espressiva, che l'artista risolse passando di fatto dal mimo al “teatro totale”. Lo stesso Barrault ne è comunque cosciente: «Le génie de Decroux est dans sa rigueur. Mais sa rigueur finissait par être oppressante [...]. Qui avait tort? Qui avait raison? Dommage!» (pp. 94-95). Un'insolita riflessione tocca poi Teilhard de Chardin, scienziato e teologo, del quale considera l'idea secondo cui la materia sia “perfettibile” (p. 116) in una mistica perseguibile senza la fede rivelata. Segue l'elaborazione di una teoria del corpo mediante un'analisi del linguaggio corporale, a cui il regista-attore si dedicò fino alla fine, presentando uno spettacolo-conferenza, Le langage du corps. Altro evento-chiave, l'incontro con Madeleine Renaud, di cui resta ancora da valutare la portata nell'opera comune, in Compagnia e nelle creazioni più singolari. Le belle, icastiche immagini dell'Album, nei ruoli creati dall'attrice in opere di Dubillard, Beckett, Duras, Higgins, restituiscono impressioni e valutazioni della sua arte.
Eventi storici riprendono rilievo, da Les paravents di Genet rappresentato con “scandalo” all'Odéon, a La tentation de Saint Antoine, di Flaubert, diretta da Béjart, causa di tanta gioia estetica nella condivisione del successo. I fatti del Maggio vi sono riportati in un diario serrato e sconvolto, commosso e dignitoso per la partecipazione civile a un trauma personale e nazionale. Il Diario che procede fino ai giorni dell'allestimento del Rabelais («Il est donc
di Gianni Poli
Souvenirs pour demain
Une vie pour le théâtre

Indice
Pause forcée
Le Cid et Hamlet
Phèdre. Le Soulier de satin. Les Enfants du Paradis
Notre départ
Création de notre compagnie
De lenthousiasme. De lalternance
Lépoque Marigny
Hamlet, Les Fausses confidences, Baptiste, Gide et le Procès, Partage de midi, Christophe Colomb
Lexode dune génération
LOrestie
La vie errante
Théâtre de France
LOdéon
Les Paravents
Les Sept Chevaux de lumière
Tête dor
Pause damitié
Mai 68, épreuve collective, épreuve individuelle
Ultime pause
Pour ne pas conclure : Rabelais