Theaterheute, n. 7, luglio 2010



n. 7, luglio 2010, pp. 64 € 14,80
ISSN 0040 5507

Data di pubblicazione su web 16/09/2010

La copertina

Il peso e la ricaduta della crisi finanziaria nel mondo teatrale tedesco costituiscono gli argomenti di Report, che offre al lettore la cronaca di un dettagliato viaggio compiuto nelle città del Land Nord Reno-Westfalen. L'itinerario prende avvio dal teatro di Oberhause amministrato dal 2008 da Peter Carp, che racconta il difficile rapporto con pubblico e critica, ma tale da non compromettere un bilancio generalmente positivo per quanto riguarda la precedente stagione. A Wuppertal l'intendente Arno Wünstenhöfer dello Schauspielhaus lamenta un calo di presenze poiché molti appassionati emigrano nella vicina Essen, dove i segni della crisi si fanno comunque sentire con bilanci tendenti al rosso. La situazione di Bochum, come emerge dalle parole di Anselm Weber intendente dello Schauspiel, non si presenta molto diversa malgrado le produzioni ad alto livello che hanno caratterizzato anche il cartellone dello Schauspiel di Düsseldorf, alle quali il pubblico non ha sempre corrisposto con adeguato calore e partecipazione. Il funzionamento dei rapporti intercorrenti tra amministrazione pubblica e teatro è l'argomento dell'intervista rilasciata da Jörg Stüdenmann, responsabile delle attività culturali del Comune di Dortmund.

 

In Dibatte si legge la cronaca di una tavola rotonda tenuta a Friburgo e dedicata alle relazioni tra arte contemporanea e spettacolo. Vi hanno partecipato autorevoli personaggi, da Barbara Mundel con un contributo sul rapporto tra musica pubblico e critica a Jürgen Flimm (intendente della Berliner Staatopern) che ha offerto un'analisi dettagliata sul ruolo e i limiti del teatro nella società, a Klaus Zehelein (presidente delle Bühneverein e chef presso l'Opera di Stoccarda), le cui parole hanno disegnato uno scenario dalle prospettive negative per quanto riguarda i contributi degli enti governativi elargiti al mondo dello spettacolo.

 

La messinscena di Intolleranza II di Christoph Schlingsief apre la serie di recensioni raccolte in Aufführungen. Ispirata ad Intolleranza 1960 di Luigi Nono, la rielaborazione approfondisce i temi del colonialismo e del razzismo e intreccia musiche e movimenti su un piano di plastica armonia. Originale nella veste coreografica e crudele per lo spessore inquietante dei messaggi, lo spettacolo è stato interpretato con maestria da attori africani (Adamo Komi, Isabelle Tassembedo, Ahmed Soura, Issouf Kienoa, Kandy Mamonnata). Di rilievo sono risultate le tre produzioni del Gorki Theater di Berlino. We are blood di Fritz Kater, testo pubblicato in versione integrale in Das Stück di «Theaterheute», si basa sul conflitto tra ragioni della politica e sfera privata individuale nella cornice della Germania del 1985, quando si dibatteva sull'introduzione del nucleare come nuova fonte energetica. La regia di Armin Petras mantiene vivi i risvolti inquietanti del dramma e li sviluppa in una prospettiva contemporanea. Tra gli attori si sono distinti Julischka Eichel, Regine Zimmermann, Carlo Ljnbek, Hilke Altefrohne, Matty Krause nella parte del protagonista. Nello stesso teatro berlinese Anna Bergmann ha curato l'allestimento di Fieber di Juliane Kann, malinconica storia di incontri e abbandoni sentimentali affrontati con riflessioni sociologiche e consegnate alle abilità espressive di Johann Jürgens, Ruth Reinecke, Anne Müller, Sina Kiessling. Anche l'impianto narrativo di Die Überflissigen, novità di Philipp Löhle è fondato sul ricorso a lezioni sociologiche per meglio inquadrare i personaggi confusi tra spleen metropolitano e alienazioni quotidiane. L'allestimento promosso dal teatro di Wittenberg è stato realizzato da Heinz Bude e interpretato, tra gli altri, da Robert Kuchenbach, Gunnar Teube, Dominic Friedel, Horst Kotterb.

 

Ausland, sezione dedicata alla scena internazionale, indirizza l'attenzione a Parigi. Spicca nell'Odéon Théâtre Un Tramway nommé desìr di Tennesse Williams con la regia di Krzystof Warliowski ed Isabelle Huppert nei panni di Blanche Du Bois. L'attrice disegna con abilità creativa un personaggio in bilico tra malinconia e depressione, reso contemporaneo da frequenti inserti di musiche punk. Altro spettacolo di spessore è stato Les Naufragés de Fol Espoir, novità coreografica di Ariane Mnouchkine presentata nel Théâtre du Soleil, ricavata dal romanzo di Jules Verne.

 

In Akteure si legge il profilo artistico di Carlo Ljubek, giovane attore della compagnia dello Schauspiel di Colonia che si è affermato in allestimenti realizzati da Karin Beier, tra i quali Nibelungen di Hebbel e Goldenen Vliers di Franz Grillparzer. Annovera inoltre partecipazioni cinematografiche, tra le quali Jedem der Seite di Stefan Schaller e Shahada di Burhan Qurbani. Il recente rapporto artistico con il regista Johan Simon ha definitivamente consacrato il talento di Ljubek, in modo particolare in Kasimir und Karoline di Ödön von Horváth. Il secondo contributo di Akteure è un estratto da Die Wanderjahre 1980-2009 di Peter Zadek recentemente pubblicato da Kiepenheuer & Witsch di Colonia.

 

 

 

di Massimo Bertoldi

Theaterheute, n. 7, luglio 2010

Indice




Indice

INHALT

 

FOYER

Eva Behrendt

Der Geist von Wilmersdorf

Ist der Faden zwischen Theater und Gesellschaft gerissen?

 

THEATERLAND NORDRHEIN-WESTFALEN

Martin Krumbholz

Fixsterne am Krisenhimmel

Eine Rundreise durch die gefährdete Theaterlandschaft Nordrhein-Westfalen nach Oberhausen, Wuppertal, Essen, Bochum, Düsseldorf und Moers

Jammern und gestern

Ein Gespräch mit Dortmunder Kulturdezernenten und  Kämmerer Jörg Stüdemann und den Oberhausener Intendanten Peter Carp über die Schwierigkeiten in NRW Theater zu machen – und die Chancen, manches neu zu denken

 

DEBATTE

Franz Wille

Auf der Suche nach dem Wert der Kunst

...ist der Deutsche Bühnenverein in Freiburg. Gesprächbeiträge von Petra Roth, Dik Baecker, Barbara Mundel, Jürgen Flimm und Klaus Zehelein

 

AUFFÜHRUNGEN

Dietrich Diederichsen

Das Wird-und-die-Knäuel

Christoph Schlingensief kreuzt Luigi Nono und Burkina Faso in Brüssel zu Intolleranza II

Franz Wille

Wo die Kraniche ziehen

Eine dramatisch-soziologische Recherche Über Leben im Umruch an Berliner Gorki Theater mit neuen Stücke von Fritz Kater, Philipp Löhle und Juliane Kann

 

AUSLAND

Andreas Klaeui

Schmetterlingskunde

Sommer in Paris Isabelle Huppert in Walrikowski Tennesse Williams Inszenierung Endstation Sehnsucht und Neues aus Ariane Mnouchkines Théâtre du Soleil Les Naufragés du Fol Espoir

 

AKTEURE

Andreas Wilink

„Sonst gebe ich keine Ruhe“

Der Kölner Schauspieler Carlo Ljubek – ein Porträt

Peter Zadek

Die andere Seite der Geschichte

Wanderjahre – ein Auszug aus dem 3. Teil der Biographie Peter Zadeks

Der Einbruch des Performativen

Susanne Gaensheimer erklärt, warum sie Christoph Schlingensief für die Venedig Biennale 2011 eingeladen hat

 

CHRONIK

Berlin – Rimini Protokolle Best Before

Freiberg – Paul Brodowsky Lüg mir in mein Gesicht

Heidelberg –  Jonathan Garfinkel Die Demjaniuk-Prozesse

Karlsruhe – Rafael Spregelburd Alles

Leipzig – Sam Shepard / Wim Wenders Paris, Texas

Mainz – Falk Richter Krieg der Bilder

München – Giannina Carbunariu Peking Opel

Wien – René Polelesch Peking Opel

 

DATEN

Premieren im Juli

Hinweise

Suchlauf

Programmhinweise

 

MAGAZIN

Der Polski Express im Berlin HAU

Jürgen Voits Ernst-Busch-Biografie

Tableaux vivants – eine Kulturpraxis des 19. Jahrhunderts kehrt zurück

 Der Schweizer Dramatiker Simon Froehling hat einen Liebesroman geschrieben

 

VORSCHAU / IMPRESSUM