Hystrio, a. XXIII, n.3, 2010

trimestrale di teatro e spettacolo


Hystrio, a. XXIII, n.3, 2010, pp. 128, euro 9, 00
ISSN 1121-2691

Data di pubblicazione su web 31/08/2010

cover

Spetta al Premio Hystrio 2010, giunto alla dodicesima edizione, occupare le pagine d'apertura della rivista milanese, con servizi relativi alle pre-selezioni e audizioni finali tenute nella sala Bausch dell'Elfo-Puccini del capoluogo lombardo. Seguono le motivazioni della giuria che ha premiato Maria Paiato (Premio Hystrio all'interpretazione), Emma Dante (Premio Hystrio alla regia), Saverio La Ruina (Premio Hystrio alla drammaturgia), Punta Corsara/Scampia (Premio Hystrio-Altre Muse), Filippo Timi (Premio Hystrio-Teatro Festival di Mantova), Teatro Sotterraneo (Premio Hystrio-Castel dei Mondi), IF Festival Internazionale Teatro di Immagine e Figura (Premio Hystrio-Provincia di Milano), Laura Arlotti (Premio Hystrio-Occhi di Scena 2010). Con rapide e incisive pennellate sono presentate le motivazioni grazie alle quali giovani attori si sono aggiudicati il Premio Hystrio alla Vocazione. A completamente della cronaca delle giornate milanesi soccorre un ricco apparato fotografico che immortala i protagonisti della manifestazione.

 

Diversi e di qualità sono i soggetti culturali esposti nella “Vetrina”. Spiccano due registi: Robert Lepage autore di Lipsynch, spettacolo dalla durata di oltre otto ore recentemente presentato a Napoli Teatro Festival, e l'argentino Rafael Spregelburd. Drammaturgo, fondatore della compagnia El Patròn Vazquez, attore e insegnante, è salito alla ribalta italiana con Bizarra nell'ambito della citata rassegna partenopea. Nell'intervista offre spunti di riflessione sul teatro contemporaneo e utili argomenti per conoscere il suo repertorio e in modo particolare Eptalogia di Hieronyms Bosch, che si può leggere nell'edizione pubblicata da Ubulibri fresca di stampa. La ricorrenza dei trent'anni della morte di Jean Paul Sartre, piuttosto che occasione di rilancio e ripensamento dell'opera teatrale dello scrittore francese, sembra scivolare nell'oblio del pallido e sterile ricordo. È “Vetrina” con poche luci quella che riguarda le prospettive dello spettacolo italiano, considerato il taglio alla cultura varato per il triennio 2009-210 che compromette, tra l'altro, il funzionamento del settore lirico e l'esistenza dell'Eti. Dopo un articolo dedicato ad attori italiani di formazione teatrale poi emigrati nel cinema ma con viva passione per il palcoscenico (Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Sonia Bergamasco, Giuseppe Battiston, Sandra Toffolatti), si passa al conclusivo articolo dedicato alla difficile attività teatrale all'interno degli istituti di pena minorili come dimostrato da Puntozero Teatro a Milano, Paolo Billi a Bologna, Claudio Collovà a Palermo e Kismet Opera a Bari.

 

Nella sezione “Teatromondo” si legge un servizio indirizzato a Theatertreffen, l'annuale manifestazione berlinese che premia le dieci migliori produzioni realizzate nei paesi di lingua tedesca. Dominano testi di autore contemporaneo (tra questi Andrea Kriegenburg, Elfriede Jelinek, Dennis Kelly), caratterizzati dalla trattazione di tematiche legate alla crisi contemporanea, dalla disoccupazione al disagio giovanile. Si prosegue con uno sguardo alla scena sudamericana, dove si incontrano gli allestimenti dell'argentino Daniel Veronese ricavati da drammi ibseniani e recentemente applauditi in Italia, ossia El desarrollo de la civilizacìon Venidera dedotto da Casa di Bambola e Todos los grandes gobiernos han evitado el teatro ìntimo da Hedda Gabler. Dopo Goldoni, D'Annunzio ed Eduardo, Dario Fo è il quarto attore italiano iscritto nel repertorio della Comédie-Française di Parigi grazie all'applaudito allestimento di Mistère bouffe et fabulages da parte di Muriel Mayette, al quale si affianca una nuova edizione nostrana dello stesso capolavoro, Il mistero buffo di Dario Fo (PS, nell'umile versione pop) nella versione scenica ideata da Paolo Rossi. Il viaggio di “Teatromondo” termina con la considerazione di uno spettacolo cinese applaudito anche in Italia, Il padiglione delle Peonie, testo di Tang Xianzu (1550-1616), allestito da Wang Shiyu e Lin Zhaohua.

“Teatroragazzi” racconta il successo ottenuto dalla tredicesima edizione della rassegna “Maggio all'infanzia”, dove si sono distinti, tra i tanti artisti impegnati, Emma Dante con Anastasia, Genoveffa e Cenerentola e Babilonia Teatri con Baby don't cry.

 

Compete a Pino Tierno e Diego Vincenti la cura del Dossier/Sudafrica. Si inizia con un'intervista a Nadine Gordimer. Premio Nobel per la Letteratura del 1991, brillante figura di intellettuale impegnata nella lotta contro apartheid, diritti civili e aids, parla del ruolo del teatro negli anni delle separazioni etniche e dei cambiamenti subentrati dopo l'abolizione delle leggi razziali, per approdare all'analisi del difficile ruolo nel presente, condizionato dall'urgenza di gravi problemi sociali. Itala Vivan ripercorre le tappe fondamentali della storia del teatro sudafricano, che trova in Athol Fugard l'espressione più importante e di viva attualità a partire dagli anni Cinquanta per la sua capacità di innovare e provincializzare la scena locale. Si tratta del punto di arrivo di una tradizione avviata nel periodo coloniale con le opere di Herbert Dhlomo, Thomas Mofolo attivo negli anni Trenta e Quaranta, i commediografi del black theatre ovvero il teatro di guerriglia. Dopo il crollo del regime nel 1994 si sono affermati scrittori negri prima relegati all'emarginazione, quali Zakes Mda, Maishe Maponya. Lo stesso Fugard, in un'intervista, illustra le caratteristiche della novità The Train Driver, commedia allestita a Città del Capo in occasione dell'inaugurazione di un nuovo teatro dedicato allo stesso autore. La centralità di Fugard come autore e la sua importanza come attore e regista sono evidenziati da Ross Devenish, regista cinematografico sudafricano, amico e collaboratore.  Sorprende, leggendo il contributo di Roberto Rizzente, il numero copioso di teatri, vecchi e nuovi, grandi e piccoli, distribuiti nelle principali città sudafricane, quale segno di incrocio tra passione per l'arte drammatica e occasione di coesione sociale. Anche la danza riveste un ruolo culturale di rilievo, forte di eredità ataviche segnate dalla contaminazione di lezioni accademiche e di ricerca, come spiega Domenico Rigotti che si sofferma su Steven Cohen, la star internazionale John Cranko, Peter Goss, e per quanto riguarda le esponenti femminili, Robyn Orlin e Gladys Agulhas.

 

Nel settore della drammaturgia figura il nome di Reza de Wet, autrice di quindici commedie, che costituiscono l'argomento principale dell'intervista concessa a Pier Francesco Piccolomini, dalla quale emergono i punti fissi della sua spinta creativa: magia, tensione tra eros e civilizzazione. Il teatro politico rappresenta il filone seguito da Mike Van Graan ed è ricostruito dal contributo di Margherita Laera, che prende in considerazione e temi trattati, quali la corruzione politica, la piaga dell'aids, l'amore e il sesso nell'Africa postrazziale. I rapporti tra Sudafrica e Italia sono coniugati, come illustra Piero Tierno, dall'attività di Tia Archetto, cantante jazz e autrice di applauditi musical. Altro aspetto significativo per la ricostruzione della vita dello spettacolo è la considerazione dei festival assai eterogenei per orientamenti culturali e caratteristiche degli interpreti, secondo quanto spiega Diego Valenti in merito, per esempio, al National Arts Festivals di Grahamstown, Macufe Festival di Bloemfontein. Di quanti e quali siano gli autori sudafricani rappresentati in Italia ci informa Enrico Luttmann, che riferisce di Roland Harwood, l'autore più seguito, per continuare con le citate Nadine Gordimer e Reza De Wet, affiancate da Pamela Gien e dal portabandiera Athol Fugard, trasferito sui palcoscenici italiani per la prima volta da Elio De Capitani e Ferdinando Bruni che interpretarono L'isola nel 1984.

 

Nella “biblioteca” curata da Albarosa Camaldo si leggono le schede delle novità editoriali legate alla cultura dello spettacolo.

 

Ricca, come sempre, è la sezione riservata alle “Critiche” degli spettacoli teatrali prodotti in Italia e ordinati secondo criteri geografici.

 

La sezione dedicata alla “Danza” si apre con una riflessione di Andrea Nanni sui codici della danza contemporanea che spesso compromettono la fruizione dello spettacolo talvolta smarrito di fronte alla presunta assenza di messaggi. Seguono le recensioni di allestimenti di recente produzione e la cronaca dei tre festival milanesi (Uovo, Danae, Exister).

In “Testi” si legge Un mondo perfetto di Sergio Pierattini (Premio Riccione – Premio Speciale della giuria 2007).

 

di Massimo Bertoldi

Indice

 

INDICE

 

 

PREMIO HYSTRIO 2010

La lunga marcia alla vocazione

di Laura Bevione

Le motivazioni

I vincitori del Premio Hystrio alla Vocazione

 

VETRINA

Lepage, l’ingegneria del racconto

di Roberto Canziani

Rafael Spregelburd: 2+2 fa sempre 4?

di ricci/forte

Sartre Memorial Game (over?)

di Fabrizio Sebastian Caleffi

Tagli al Fus, decreto lirica e soppressione dell’Eti: scacco matto in tre mosse al teatro italiano

di Roberto Rizzente

La meglio gioventù della nostra scena

di Roberto Canziani

Il cuore oltre le sbarre, percorsi di teatro nelle carceri minorili

di Lucia Comignoli

 

TEATROMONDO

Berlino, Theatertreffen 2010 il teatro ai tempi della crisi

di Davide Carnevali

Hedda, Nora il fantasma di Bergman dittico ibseniano per Daniel Veronese

di Davide Carnevali

Mistero Buffo: la libertà della storia o la storia della libertà

Amori da sogno e sogni d’amore le peonie cinesi incantano l’Italia

di Barbara Leonesi

 

TEATRO RAGAZZI

Una Cenerentola palermitana a “Maggio d’infanzia”

di Nicola Viesti

 

HUMOUR

G(l)ossip

di Fabrizio Sebastian Caleffi

 

DOSSIER / SUDAFRICA, SCENARI IN CHIAROSCURO

a cura di Pino Tierno e Diego Vincenti

La rivoluzione non è un pranzo di gala

di Diego Vincenti

Al passo con la storia

di Itala Vivan

Un teatro nuovo per un teatro nuovo

di Itala Vivan

Il mio amico Athol: incontro con Ross Devenish

di Itala Vivan

Non solo calcio e parchi naturali uno, nessuno, centomila teatri!

di Roberto Rizzente

danzare al ritmo della libertà

di Domenico Rigotti

Reza de Wet: eros, magia e civilizzazione

di Pier Francesco Piccolomini

Mike Van Graan: teatro politico dalla “zona grigia”

Di Margherita Laera

Johannesburg-Roma: andata e ritorno

di Pino Tierno

Fiesta sudafricana, un paese come palcoscenico

di Diego Vincenti

Sudafricani d’Italia

di Enrico Luttmann

Antigone was black

di Diego Vincenti

The Syringa Tree: la storia di un paese con gli occhi di una bambina

di Rita Maffei

 

EXIT

Kazou Ohno o il gesto di carta velina

di Roberto Canziani

Saramago, garofani rossi e passioni laiche

di Diego Vincenti

La scomparsa di Sanguineti, maestro dell’avanguardia

di Laura Bevione

 

BIBLIOTECA

a cura di Albarosa Camaldo

 

CRITICHE

 

DANZA

La danza contemporanea? Non ci si capisce niente

di Andrea Nanni

La primavera nera della performance

di Diego Vincenti

 

LIRICA

Fate l’amore, non fate la guerra

di Giuseppe Montemagno

 

TEATRO DI FIGURA

Gli ultimi giorni di Adolf Hitler danza di morte per pupazzi e attori

di Valeria Ravera

 

TESTI

Un mondo perfetto

di Sergio Pierattini

Premio Riccione – Premio Speciale della giuria 2007

 

LA SOCIETA’ TEATRALE

a cura di Roberto Rizzente