Fellini-Satyricon L'immaginario dell'antico
Milano, Cisalpino Istituto Editoriale Universitario - Monduzzi, 2009, pp 585, Euro 40,00
ISBN 978-88-6521-017-8
Data di pubblicazione su web 27/08/2010
Arriva come il risultato di un accurato e multidirezionale lavoro di ricerca questo volume realizzato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano. Composto da vari saggi, un'intervista e una sceneggiatura, l'opera segue una giornata di studi sull'argomento tenutasi a Milano nel 2007.
Il primo intervento è quello di Gianfranco Angelucci che, affidandosi anche alle memorie delle frequentazioni e collaborazioni con il regista, ricorda la genesi del film (un'idea che Fellini maturò dopo una degenza in ospedale per una rara forma di pleurite) e gli umori che hanno portato alla realizzazione dell'opera.
Nicola Pace, (La doppia lente) riflette invece sul rapporto Fellini/Petronio, ovvero sulla fedeltà allo spirito dell'autore latino, sugli episodi non presenti nel libro o, come fu osservato al tempo, sulla incapacità di cattolico di comprendere un mondo pre-cristiano.
Il contributo successivo è la trascrizione di un colloquio dello stesso Pace con Luca Canali, che fu consulente linguistico per le parti in latino del film. Canali, ricordando la sua esperienza, sottolinea invece la fedeltà non tanto alla lettera quanto al clima del libro di Petronio.
L'immagine dell'antico nel Fellini Satyricon di Fabrizio Slavazzi porta ancora a riflettere sulla rappresentazione del mondo romano da parte di Fellini. Suddividendo il film in alcune sequenze significative si analizzano elementi scenografici e del profilmico in generale, identificando spesso le possibili fonti iconografiche.
Emilio Sala e Marco Del Santo sono gli autori dei due saggi dedicati alla colonna sonora del film. Il primo (“Qualcosa di arcaico e modernissimo al tempo stesso” Primi appunti sulle musiche di Nino Rota), ripercorre e decifra il lavoro del compositore felliniano per antonomasia, che per il Satyricon rinuncia alla sua inconfondibile cifra stilistica e sperimenta mescole di sonorità elettroniche ed etniche, con prestiti anche da altri compositori. Ai contributi sonori di uno di questi, il turco İlan Mimaroğlu, è dedicato l'intervento di Del Santo. Tra i nostri mari e i nostri alberi vaghiamo, immersi nella miseria. Il Preludio a un viaggio nella “sconosciutezza”.
Di altri crogiuoli si occupa Andrea Scala, (Diverse lingue, orribili favelle? In margine al multilinguismo del Fellini-Satyricon.), intento ad analizzare la densità dei dialoghi del film, delle voci in campo e fuori campo che compongono la fitta trama verbale del film, nel quale Fellini (in questo fedele a se stesso) incrocia greco, latino, turco e la solita varietà di dialetti e connotazioni regionali dell'italiano.
Giorgio Zanchetti, studia invece il rapporto tra il film e l'arte contemporanea, non solo con accostamenti a opere dell'epoca, ma cercando di comprendere come la pellicola e il gusto dell'autore si inseriscano nel clima culturale della fine degli anni Sessanta.
Particolarmente ricco di spunti è il lungo saggio di Elisabetta Gagetti, La percezione dell'antico, che vaglia in maniera profonda i percorsi dell'ispirazione felliniana, da una sua presunta visita ai Musei Capitolini in cerca di tracce di romanità, alle suggestioni delle riviste di moda dell'epoca fino ad altre fonti iconografiche ‘nobili' (i ritratti del Fayyum ad esempio). Il lungo intervento è teso a cogliere lo sforzo del regista nel restituire lo spirito del tempo e non trascura note sul lavoro del costumista Danilo Donati e sulla consueta meticolosa scelta di attori e ‘facce' di generici e comparse.
Conclude la lista dei saggi l'accurata ricerca di Raffaele De Berti (Riflessi di Fellini-Satyricon nella stampa periodica illustrata contemporanea) capace di ricostruire l'attesa creatasi al tempo per un film che, come ogni opera di Fellini, aveva cominciato a far parlare di sé molto prima della sua uscita, grazie anche all'abilità comunicativa del maestro riminese. Lo spettro di De Berti è ampio e guarda ai rotocalchi come a settimanali di costume e cultura di maggiore spessore. I temi che suscitano interesse sono sia la visione del mondo antico da parte di Fellini, che curiosità più pruriginose come la rappresentazione che si darà della sessualità dei romani. Preziose anche le molte illustrazioni e le riproduzioni anastatiche degli articoli passati in rassegna.
Infine in appendice, a concludere un volume necessario e senz'altro esauriente, una comparazione per scene del romanzo e del film a cura di Elisabetta Gagetti e l'imponente lavoro di Giuseppe Bartesaghi cui spetta l'onere di una sceneggiatura desunta corredata anche dal timing delle inquadrature e dal commento musicale.
di Paolo Grassini
Indice
Indice
Presentazione
di Raffaele De Berti, Elisabetta Gagetti e Fabrizio Slavazzi
«Scene di Roma antica». Un progetto
di Paolo Bosisio
Fellini-Satyricon a Milano
di Gianfranco Angelucci
La doppia lente. Petronio attraverso Fellini, ovvero Fellini attraverso Petronio
di Nicola Pace
Colloquio con Luca Canali su Fellini-Satyricon
di Nicola Pace
«Qualcosa di arcaico e modernissimo al tempo stesso» Primi appunti sulle musiche di Nino Rota per il Fellini-Satyricon
di Emilio Sala
«Tra i nostri mari e i nostri alberi vaghiamo, immersi nella miseria». Il Preludio a un viaggio nella «sconosciutezza»
di Marco Del Santo
Diverse lingue, orribili favelle? In margine al multilinguismo del Fellini-Satyricon
di Andrea Scala
«..vitrea fracta et somniorum interpretamenta? »
Fellini-Satyricon e larte contemporanea, tra originario, fantascienza e beat
di Giorgio Zanchetti
La percezione dellantico. I romani di Fellini-Satyricon tra Musei capitolini e “Harpers Bazaar”
di Elisabetta Gagetti
Riflessi di Fellini-Satyricon nella stampa periodica illustrata contemporanea
Di Raffaele De Berti
APPENDICE, MATERIALI E STRUMENTI
Satyricon di Petronio e Fellini-Satyricon. Una comparazione
di Elisabetta Gagetti
Fellini-Satyricon. La sceneggiatura audiovisiva
di Giuseppe Bartesaghi
Scheda tecnica del film
Abbreviazioni e avvertenze
Indice dei nomi