Don Giovanni nelle riscritture francesi e francofone del Novecento.
A cura di Michele Mastroianni
Firenze, Leo S. Olschki, 2009, pp. 328, euro 35,00
Data di pubblicazione su web 05/02/2010
A riprova che la figura di Don Giovanni, mitica o ricondotta ai più comuni sembianti del seduttore, è inesauribile, si considerino gli Atti del Convegno Internazionale di Vercelli (ottobre 2008) contenenti le relazioni di diciotto studiosi su opere letterarie dell'area francofona. Il risultato mostra le incessanti reinterpretazioni e varianti al nucleo originale svolto da Tirso da Molina, El burlador de Sevilla e ai “canonici” testi di Molière e di Da Ponte /Mozart (qui analizzati con imponente apparato bibliografico e sottile strumentazione esegetica). Una prima lettura evidenzia subito le costanti e le ripetizioni, tanto nei relatori quanto nei temi e nei luoghi esaminati. La varietà è invece notevole nella qualità delle scritture e nei punti di vista che l'interpretazione richiede. E persino è spesso divertente cogliere nella quantità e nella variazione, appunto, indizi curiosi e suggestivi per i diversi lettori; senza che la stessa levatura dei saggi – specialistici ed eruditi – ne resti sminuita. Circoscrivere la ricerca all'area francofona e al Novecento è stato opportuno anche per l'unificazione dei riferimenti e della tradizione ormai molto estesi. I motivi di scelta dell'asse del Convegno risultano dalla Premessa, nella quale si fa il bilancio di precedenti ricerche su tema analogo, verificando comunque l'originalità e la coerenza dell'attuale progetto (cfr. Convegni e risultati, pp. V-VI).
In maggioranza si tratta di testi teatrali, spesso quasi sconosciuti, che vengono accostati ai capostipiti più celebri: ad esempio, Trois Don Juan di Guillaume Apollinaire (di cui si ripercorre l'ispirazione “erotica” fino a queste tre varianti sul personaggio) e Miguel Mañara di Oscar V. Milosz (scrittore lituano francofono). Si va poi dai personaggi ricreati dai belgi Charles Bertin, Michel De Ghelderode e Suzanne Lilar, alle versioni di Colette, Anouilh, Montherlant, Rostand, Schmitt, ecc. Per dati generali, si rileva l'influsso su tali scritture delle acquisizioni della psicoanalisi, «riscritture che da tali interpretazioni traggono – precisa il curatore – suggerimenti, realizzati in tipologie narrative […]. Il meccanismo della memoria diventa uno strumento per costringere il personaggio a un'operazione di autoanalisi in cui l'inconscio emerge» (p. VII. Vedi anche P. Tordjman, Le Don Juan de la psychanalyse: entre littérature et philosophie). Inoltre, i “nuovi” personaggi sono rappresentati in età matura o addirittura vecchia, segno «di stanchezza, esaurimento, disillusione propri della civiltà di crisi caratterizzante il Novecento». Altra ricorrenza, riscontrabile in quasi tutti gli esemplari, è «l'esercizio intertestuale, inteso a fare della creazione una littérature au second degré». Il fenomeno è situato nel «grande momento espressionistico, in cui più d'ogni altro abbiamo una commistione tra letteratura e arti figurative», con l'evidente intrusione di un mezzo espressivo ancora inedito come il cinema, «nel senso di subire un influsso della scenografia filmica e di strutture eminentemente cinematografiche»: è il caso di Roger Vailland (studiato da Elena Aschieri), autore di una trasposizione al presente della vicenda dell'eroe (in Italia se ne occupò Silvio D'Amico e fu rappresentato con regia di Mario Ferrero nella traduzione di Gerardo Guerrieri nel 1970), in una pièce en trois actes del 1959.
Su tutte le relazioni, campeggia quella di Daniela Della Valle, dedicata a Jean Rousset, eminente studioso della figura in questione. Trattazione che confronta storiografia e bibliografia, secondo le acquisizioni maggiori dello studioso, attraverso i suoi saggi
di Gianni Poli
Don Giovanni nelle riscritture francesi e francofone del Novecento.
Indice
INDICE
Premessa
D. Dalla Valle, Il Don Giovanni di Jean Rousset
G. Bosco, “Tutto è dove deve essere e va dove deve andare”: il Miguel Mañara di Oscar V. Milosz
C. Cavallini, Limitazione e limmaginario: dinamiche narrative in Les trois Don Juan di Apollinaire
M. Mazzocchi-Doglio, Demoni ed ombre ne La dernière nuit de Don Juan di Edmond Rostand
F. Fassina, Un Don Giovanni à la manière flamande. Ghelderode fra espressionismo e modernismo
A. Preda, La carne dellanima: il Don Juan di Joseph Delteil
E. Sparvoli, Studi preparatori per un ritratto di Don Giovanni: Le pur et limpur di Colette
M. Mastroianni, Intorno a una reinterpretazione moderna del Dom Juan. La scena del povero rivisitata da Itkine
L. Rescia, Danzare in solitudine: il Don Juan di Charles Bertin
P. Brunel, Histoires blanches et soleils noirs
F. Bruera, Ornifle ou le charme rompu
P. Adinolfi, La mort qui fait le trottoir (Don Juan) di Henry de Montherlant
E. Aschieri, Un Don Giovanni neocapitalista fra i telefoni bianchi. Monsieur Jean di Roger Vailland
M. Modenesi, Entre mythe, masque et mascarades. Le Don Juan de Jacques Ferron
L. Audéoud, Le Don Juan de Belle du Seigneur : rhétorique dun séducteur
D. Cecchetti, Lossessione per lintertestualità. La nuit de Valognes di Éric-Emmanuel Schmitt
P. Tordjman, Le Don Juan de la psychanalyse: entre littérature et philosophie
E. Rallo-Ditche, Le Don Juan de François Truffaut: au bonheur des dames