Terzo centenario della nascita di Carlo Goldoni e Secondo centenario della morte di Carlo Gozzi
XV, tomo secondo, Longo Editore Ravenna, 2009, pp.364, € 30.00
Data di pubblicazione su web 20/01/2010
Il secondo volume della rivista «Critica goldoniana» dedicato alle ricerche intraprese dal 2007 al
A questo saggio seguono gli atti del convegno Goldoni e i generi teatrali del suo tempo svoltosi a Roma presso l'Università di Roma “
Ad apertura una relazione introduttiva a cura di Franca Angelini che fa il punto sullo stato attuale degli studi goldoniani, soffermandosi sull'intreccio tra la ragione illuministica e la declinazione teatrale nei testi. Roberta Turchi nel suo intervento Dall'intermezzo alla commedia, ovvero da Rosalba a Caterina, ossia le mutazioni della «Pupilla» indaga sulle trasformazioni della figura della pupilla tra libretto, intermezzo e commedia, rilevando la complessità degli intrecci che si creano all'interno della scrittura goldoniana. La studiosa dimostra come
Franco Piperno in Lessico musicale e ‘metamusicalità' nei libretti goldoniani, analizza i libretti comici goldoniani, partendo dal lessico settoriale della musica. Piperno scandaglia i libretti censendo lemmi, aggregati, sintagmi e locuzioni musicali. Lo studioso elabora i dati rilevati in una serie di tabelle nelle quali raggruppa – secondo una logica musicale – lemmi relativi all'ambito strumentale (organologia e prassi), compositivo, della vocalità (aspetti esecutivi e forme musicali), del libretto, della recitazione e della danza. Prende in esame più fasi dell'attività creativa di Goldoni: quella iniziale fino al 1742 − con un'appendice nel 1749 con La scuola moderna e La favola dei tre gobbi – dei divertimenti e drammi scritti per la compagnia di Imer; quella del sodalizio con Baldassarre Galluppi e poi con Medebach fino al 1753; quella che riguarda lo studio del libretto De gustibus non est disputandum e dell'attività come commediografo presso il S. Luca fino alla partenza per Parigi del 1762 e infine quella del periodo parigino. Piperno individua ne La bella verità – il più ‘metamusicale' fra i libretti – un lessico settoriale variegato e specifico. Mariasilvia Tatti nel suo saggio Goldoni e Metastasio analizza i libretti di Goldoni prendendo come punto di riferimento lo studio di Gianfranco Folena che nel 1981 definì Goldoni un ‹‹anti-Metastasio››. La studiosa cerca di ricostruire le relazioni intercorse tra i due autori che in realtà non si conobbero mai personalmente, ma solo per via epistolare. Metastasio nel Settecento rappresentava per la generazione dei poeti per musica un modello da emulare per il suo mestiere di drammaturgo proto-impresariale e cortigiano. Tatti rintraccia due momenti emblematici nel rapporto tra Goldoni e Metastasio: un primo momento che riguarda gli anni della formazione presso i teatri Grimani (1734 – 1742), quando Goldoni scrive i drammi seri per musica originali o ripresi da altri testi di successo − tra cui alcuni di Metastasio – rappresentati su tutte le scene europee; un secondo momento che prende in considerazione gli anni che vanno dal 1754 al 1758, anni della riflessione critica e del confronto indiretto con il poeta cesareo.
Bruno Capaci ne Donne vendicate, donne “brave” e donne che comandano. Drammi giocosi, ma non troppo, di Carlo Goldoni indaga sulla componente misogina. Lo studioso esamina l'incipit de Le donne vendicative (1751), per dimostrare che si parla di donne con indiscrezione e licenziosità. In questo dramma le donne e gli uomini si deridono reciprocamente e il richiamo all'allegria del convito (elemento onnipresente nei drammi giocosi) rafforza l'idea di un appetito di vita che non deve mai venir meno. Altro dramma analizzato, più esotico e dissacrante, è il Mondo alla roversa (1750). Qui il rovesciamento politico che vede un regno governato da sole donne accentua il tema del dominio dei sessi. Secondo Capaci quest'opera è una satira sugli uomini deboli, descritti con un tono grottesco tale da stigmatizzare la fragilità dei cicisbei amorosi. In entrambi i casi – conclude Capaci – è la richiesta di pietà degli sconfitti a chiudere le storie. Daniela Quarta ne Le metamorfosi del “villano”: Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno di Carlo Goldoni, analizza la figura del villano mettendo a confronto varie fonti letterarie. La studiosa si sofferma sul dramma Bertoldo, Bertoldino e sull'intermezzo La favola de' tre gobbi, adattati dal Goldoni da un repertorio narrativo secentesco e popolare. In entrambi i casi la presenza di tre buffi nelle storie determina la scelta per l'adattamento e Quarta s'interroga sulle modalità con le quali Goldoni lavora sulle fonti e soprattutto ci illustra l'intenzione dell'autore, ovvero, quella di mettere in scena tutta la famiglia dei Bertoldi, puntando sui diversi caratteri dei tre villani.
Giulio Ferroni nel Mondo della luna, osserva come Goldoni si dedichi alla composizione di libretti fantastico-carnavaleschi nel periodo delle sedici commedie nuove. La storia s'inserisce in quel filone dell'immaginario romanzesco dei viaggi lunari in un confronto comico e paradossale. Ferroni rintraccia nella letteratura italiana e straniera le storie che riguardano i viaggi lunari dall'Orlando furioso di Ariosto, al Baldus di Folengo, a The Man in the Mooone di Francis Godwin, fino alla raccolta di scenari dell'Arlecchino della Comédie italienne (Evaristo Gherardi) tra i quali segnala l'Arlequin empereur dans la lune di Anne Maudit de Fatouville. Lo studioso afferma che Goldoni nella costruzione della pièce si muove verso una comicità che sfiora il surreale mentre la costruzione linguistica tende alla musicalità, anche se resta vigile il controllo del buon senso borghese e la visione gerarchica della scala sociale e dei rapporti tra i sessi.
Nella seconda sessione altri studiosi s'interrogano sul genere tragico presente nelle opere goldoniane. Tutti mettono in luce la difficoltà di ricondurre le opere di Goldoni alla tragedia, perché quasi tutte presentano un finale lieto e una struttura romanzesca. Paola Trivero prende in esame due opere: Rosmonda e Artemisia. La prima tratta dalla Rosimonda − un mauvais Roman secentesco dell'abate Muti – e la seconda simile in alcuni tratti alla celebre Merope di Scipione Maffei. La studiosa riflette sulla figurazione dell'eroina e dimostra come le due protagoniste siano entrambe solitarie e arrivino sulla scena per confidare a se stesse angosce, speranze e intenzioni vendicative. Goldoni − conclude Trivero − mantiene uno standard pressoché inalterato nelle dinamiche tragiche. Alberto Beniscelli in Una storia “spagnola” per l' ‹‹Enrico›› goldoniano rintraccia il rapporto con le fonti spagnole e francesi nell' Enrico e le peculiarità in comune con le tragicommedie del primo periodo che risentono dell'influenza di Metastasio. Lo studioso afferma che le fonti letterarie a cui il drammaturgo guarda per le sue opere sono molteplici: tragedie e romanzi del Seicento italiano per il Belisario e
Beatrice Alfonzetti in Zoroastro e gli ultimi eroi tragici passa in rassegna quattro figure di eroi: il capitano Rudovich (
Mirella Saulini in Dal «baule» del Teatro, i costumi che travestono il Mondo: le «rappresentazioni allegoriche» esamina e decodifica
di Assunta Petrosillo
Problemi di critica goldoniana
Indice
Studi
Alessandro Cinquegrani
Una diagnosi per la dama malinconica di Carlo Gozzi. Per una lettura allegorica dei primi drammi d'argomento spagnolo.
Goldoni e i generi teatrali del suo tempo
Roma, Università di Roma “
Introduzione: Beatrice Alfonzetti e Mariasilvia Tatti
Franca Angelini
Goldoni: età della ragione e ragioni del teatro
Roberta Turchi
Dallintermezzo alla commedia, ovvero da Rosalba a Caterina, ossia le mutazioni della «Pupilla»
Franco Piperno
Lessico musicale e ‘metamusicalità nei libretti goldoniani
Mariasilvia Tatti
Goldoni e Metastasio
Bruno Capaci
Donne vendicate, donne “brave” e donne che comandano. Drammi giocosi, ma non troppo, di Carlo Goldoni
Daniela Quarta
Le metamorfosi del “villano”: Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno di Carlo Goldoni
Giulio Ferroni
Nel Mondo della luna
Paola Triverio
Eroine tragiche
Alberto Beniscelli
Una storia “spagnola” per l‹‹Enrico›› goldoniano
Eleonora Visciglio
Don Giovanni Tenorio ossia il dissoluto: autocensura o pentimento?
Beatrice Alfonzetti
Zoroastro e gli ultimi eroi tragici
Françoise Decroisette
I semi della riforma nel Goldoni sacro: loratorio Magdalenae Conversio (1739)
Cecilia Campa
Dallopéra alla cantata e ritorno: Goldoni a Parigi e i dibattiti sui generi
Mirella Saulini
Dal «baule» del Teatro, i costumi che travestono il Mondo: le «rappresentazioni allegoriche»
Carmelo Alberti
Dialoghi per commedianti. Note sulla vocazione comica goldoniana nelle Introduzioni e nei Congedi alle stagioni teatrali
Bartolo Anglani
I ciarlatani negli Intermezzi per musica