Theaterheute, n. 11, 2009
Come sono decollate le stagioni 2009/2010 nei principali teatri dell'area tedesca è l'argomento affrontato dalla serie di articoli raccolti in “Start”. Nel Burgtheater di Vienna il nuovo direttore Matthias Hartmann ha scelto il goethiano Faust I und II. Affidato alla regia di David Bösch, che presenta una versione integrale del testo calato sulla scena in un'ambientazione essenziale e contemporanea, è stato interpretato con successo da Gert Foss (Mefisto) e Tobias Moretti (Faust). Il secondo spettacolo in cartellone è stato Die goldene Drache di Rolland Schimmelpfennig, con Johann Adam Oest, Christine von Poelnitz e Barbara Petritsch. L'intreccio narrativo risulta contestualizzato in bar cinese e diventa metafora delle contraddizioni e delle difficoltà della globalizzazione.
L'Akademietheater ha aperto i battenti con la prima nazionale di Adam Geist di Dea Loher per la regia di David Bösch, e Sarah Viktoria Fuck e André Meyer nei ruoli principali. Joachim Lux, intendente del Thalia Theater di Amburgo ha orientato l'attenzione verso Gotthold Ephraim Lessing, dedicandogli un progetto e optando per Nathan der Weise quale spettacolo inaugurale. La regia di Nicolas Stemann contamina il testo di citazioni tratte da Elfriede Jelineck creando, in questo modo, un interessante confronto tra drammaturgia antica e moderna. È emerso uno spettacolo originale e convincente, interpretato, tra gli altri, da Maja Schöne, Patrycia Ziolkowska, Sebastian Rudolph, Feix Knapp e Philipp Hachmair. Hanno ottenuto consensi di pubblico e di critica il progetto The truth abouth The Kennedys curato da Luk Perceval, che affronta tematiche legate alla migrazione, e Judasevangelium oder Verrait ist deine Passion dell'ungherese Kornél Mundruczò allestito da Tilo Werner, anche interprete. Di rilievo è risultato l'bseniano Peer Gynt trasferito sulla scena da Jon Bosse con Jen Herzer protagonista affiancato da Karin Neuhäuser.
Andrea Kriegenburg ha firmato la regia di Prinz Friedrich von Homburg di Heinrich von Kleist, con il quale si alzato è il sipario del Deutschen Theater di Berlino. Il protagonista, simile ad un Amleto moderno, si muove in una scena tutta rossa come gli abiti di tutti gli attori che vivono il dramma della guerra e della morte, Ole Lagerpusch nella parte del titolo, Bernd Stempel (Kottwitz), Barbara Heydn, Jörg Pose (Friedrich Wilhelm). Cupe riflessioni sul colonialismo, in modo particolare sulle devastazioni subite dalle culture indigene, sono trattati da Herz der Firsternis, ispirato all'omonimo viaggio autobiografico di Joseph Conrad del 1899, che Andrea Kriegenburg ha adattato per il Deutsches Theater. Daniel Hoevels e Olivia Gräser si muovono su un palcoscenico occupato da mostruose sagome di scheletri. Nello stesso teatro si è svolta la messinscena di Öl di Lukas Bärfuss, spettacolo ispirato al fanatismo religioso e ideato da Stephan Kimmig con Margit Bendokat e Nina Hoss applaudite protagoniste. Un altro testo classico rivisitato con il linguaggio della contemporaneità è stato Woyzeck di Georg Büchner, che la regia di Jorinde Dröse ha impostato intrecciando contaminazioni cinematografiche con canzoni di Tom Waits.
Anche l'avvio della nuova stagione svizzera ha prodotto spettacoli riusciti e piuttosto interessanti. Spicca lo schilleriano Maria Stuart, tragedia allestita nella Schiffbauhalle di Zurigo da Barbara Fey. La regia cala il testo nella contemporaneità, per dimostrare continuità storica degli intrighi e delle dinamiche della corruzione anche nelle relazioni umane. Tra gli attori è doveroso ricordare Carolin Conrad (regina Elisabetta), Frank Seppeler (Burleigh), Lambert Hamel (Leicester). E' ricavata dal romanzo di Gottfried Keller, Martin Salander, la drammaturgia di Thomas Jonick che Stefan Bachmann ha rappresentato nella Pfauen di Zurigo. Nelle pieghe del testo i due protagonisti, i coniugi Martin (Gottfried Breitfuss) e Marie (Susanne – Marie Wrage), ricercarne la gioia smarrita in un viaggio in Brasile. Ancora la Pfauen ha ospitato Warum läuft Herr R. Amok?, tratto da un film giovanile di Rainer Werner Fassbinder, per la cura scenica del giovane regista Hake M. Goetze e l'interpretazione di Nadine Geyersbach e Lilith Stangenberg. In “Akteure” si legge il profilo artistico di Wolfram Koch, attore che si è rivelato con l'interpretazione di Jago nell'Otello allestito da Stefan Pucher nella Deutschen Schauspielhaus di Berlino. Nella sua carriera spiccano cinque anni di attività presso la Schauspielhaus di Bochum, dal 1995 al 2000, culminata nella partecipazione a Tempest di William Shakespeare.
La sezione “Ausland”, spazio di «Theaterheute» dedicato alle novità della scena internazionale, si concentra su Londra. Dal ricco panorama delle proposte spicca il progetto Tunnel 228 dell'Old Vic allestito presso la stazione Waterloo in una provocatoria fusione di immagini e parole che costruiscono inquietanti atmosfere metropolitane. Presso la Royal Court è andato in scena Jerusalem, novità di Jez Butterworth per la regia di Ian Rickson e con Mark Rylance protagonista. Sul palcoscenico del National Theatre si sono esibiti gli attori di The Black Album dedotto dall'omonimo romanzo di Hanif Kureishi. Il regista Jatinder Verma focalizza l'attenzione sulla storia di un giovane pakistano cresciuto nel Kent e trasferitosi a Londra dove vive esperienze edonistiche. When tre Rain Stops Falling dell'australiano Andrei Bovell, allestito nell'Almeida Theatre, storia di una famiglia contemporanea senza gioie e futuro, è letta con attento rigore filologico dal regista Michael Attenborough e interpretata da un gruppo di applauditi attori, tra i quali Tom Mison, Jonathan Cullen, Simon Burke, Phoebe Nicholls.
“Freie Szene” presenta le compagnie iscritte a Impulse Festival 2009, manifestazione dedicata alla scena indipendente, che si svolge tra novembre e dicembre in diverse città germaniche. Vi partecipano, tra i tanti, And company, Andrei Andrianov / Oleg Soulimenko, Boris Nikitin, Doris Uhlich, Gob Squad, Hans Werner Kroesinger. Il testo del mese è Der goldene Drache di Roland Schimmelpfennig.
di Massimo Bertoldi
Theaterheute, n. 11, 2009
Indice
FOYER
Till Briegleb
Mann über Bord
Hans-Joachim Freys Billigmodel für das Bremen Theater ist gescheitert
STARTS
Franz Wille
Matthias Hartmann eröffnet die Wiener Burg mit Faust I und II und gewinnet mit Roland Schimmelpfennig und dem Nature Theater of Oklahoma
Barbara Burckhardt
Hamburgische Dramaturgie
Offenheit und Optimismus ist die Devise von Joachim Lux am Hamburger Thalia Theater. Nicolas Stemann sieht die Welt und Lessing etwas anders
Eva Behrendt
Das Rundumglücklichpaket
Erkundungen des Fremden: Joseph Conrad, Heinrich von Kleist, und Lukas Barfuss stellt Ulrich Khoun an den Beginn seiner Intendanz am Deutschen Theater Berlin
Stephan Reuter
Der Schatten eines Zweifels
Barbara Frey startet in Zürich mit Schillers Maria Stuart eine Gottfried – Keller – Dramatisierung, einer Heuschrecken-Kolonie und einem Amoklauf
AKTEURE
Tom Stromberg
Fünf Gründe für die Deutsche Bahn
Der Schauspieler Wolfram Koch über einen handgeschriebenen Terminalkalender und eine Mobility Bahncard 100 – ein Praxistext
AUSLAND
Patricia Benecke
Hand und Bocksfuss
Gott Pan treibt sein Unwesen allüberall auf Londons Bühnen: Neues von Improbable, Jez Butterworth, Andrew Bovell und aus dem U-Bahn-Tunnel
FREIE SZENE
Christine Wahl
Avantgarde! Subversion! Testosteron!
Ein Juroren – Blick durch die Freie Szene und eine Vorschau auf das „Impulse“ – Festival 2009
CHRONIK
Essen – Kleist Der zerbrochne Krug
Düsseldorf – Michail Bulgakow Sojas Wohnung
Hamburg – Ibsen Baumesiter Solness
Köln – Shakespeare Konig Lear
Stuttgart – nach Maxim Gorki Nachtasyl Stuttgart
München – Tschechow Platonov, Lola Arias Familienbande
Oberhausen – Eugène Labiche Pferd frisst Hut!
Berlin – Darja Stocker Zornig geboren
DATEN
Premieren in November
Hinweise
Suchlauf – Programmhinweise
MAGAZIN
Erregung in Halle: Dirk Laucke und die Ultras
Schauspielerfilme
Corinna Harfouch in This is Love, Bastian Trost und Katharina Schüttler in Ganz nah bei dir
Beim „Nordwind“ Festival in Berlin zertrümmern Ida Müller und Vegard Vince Ibsens Puppenheim
In Lodz inszeniert Jan Klata Das Gelobte Land
VORSCHAU / IMPRESSUM