Bruno Bartoletti dirige Janacek e Mascagni
È un accostamento originale quello che conclude la stagione lirica del Teatro
Maestro Bartoletti, dal punto di vista stilistico Šárka pone la sfida di rileggere Janáček, tenendo conto non solo del forte collegamento al nazionalismo di Dvoràk e Smetana, ma ovviamente anche dei successivi sviluppi della sua stessa carriera. Come intende lavorare su questo?
Più che di rilettura, parlerei di una vera e propria «lettura», dal momento che è la prima volta che dirigo Šárka e che quest'opera viene presentata in Italia. Trovo l'accostamento molto stimolante, perché comprende due lavori che sono le rispettive opere prime dei loro compositori, Janáček e Mascagni, due lavori che per la loro lunghezza contenuta possono essere bene accostati. Sono quindi contentissimo di poter dirigere questo dittico: il problema principale per quanto riguarda Šárka è che nella musica non si ritrova il testo del libretto, la musica popolareggiante di Janáček non è certo quella che un simile libretto, quasi wagneriano, potrebbe avere ispirato a un altro compositore coevo. L'operazione diventa così davvero interessante e la possibilità di dirigere, per questa prima esecuzione, un cast di cantanti di lingua originale, mi facilita molto il compito. In quest'opera ritroviamo tutto il carattere di Janáček, quella sua capacità di essere libero, sincero e popolare che raggiunge gli spettatori in modo efficace.

Leoš Janáček
La regia è affidata a Ermanno Olmi. Come si rapporta con i registi solitamente?
Il fatto che la regia sia affidata a Olmi è per me un ulteriore motivo di tranquillità e soddisfazione, perché si tratta di un vecchio amico: forse non tutti ricordano che il debutto alla regia di Olmi fu proprio in un trittico Pucciniano da me diretto a Firenze, per il quale allestì il Tabarro, mentre le altre due opere ebbero la regia di Monicelli e Piavoli. A un regista chiedo il rispetto del testo, ma anche la capacità di invenzione, perché credo fermamente che si possa inventare molto anche senza bisogno di tradire la musica. Porto sempre a esempio un allestimento della Cena delle beffe di Giordano, che facemmo a Zurigo e Bologna con Liliana Cavani: la scelta della regista fu di ambientare l'opera in una famiglia di oggi, attualizzando senza tradire né la musica né il testo, con l'esito di renderla molto più viva ed efficace. Mi aspetto quindi da Olmi una collaborazione intensa e stimolante.
A Šárka è affiancata Cavalleria rusticana: come metterà in relazione le due opere? Quali affinità o quali contrasti si deve aspettare il pubblico veneziano?
Il pubblico non troverà molte affinità, perché si tratta di due opere che appartengono a mondi decisamente lontani tra di loro: per quanto riguarda Cavalleria rusticana, il mio obbiettivo è quello di evitare tutti i mezzucci, che trovo molto provinciali, che siamo abituati ad associare a questo titolo, per tornare a un lavoro quale lo pensò Mascagni dall'inizio, ritrovando la naturalezza delle prime edizioni. Si tratta di un'opera che ha centovent'anni, ma la musica è ancora freschissima e ho sempre in mente la lezione di Von Karajan che ne tolse gli accenti veristi per fare risaltare la raffinatezza che questo lavoro richiede.

Přemysl, stampa ottocentesca
Lei è un direttore che si muove con altrettanta sensibilità nel repertorio più classico (Puccini, Mascagni) così come in quello contemporaneo. Alla luce di questa sua esperienza, quali chiavi interpretative ritiene più stimolanti in uno scenario difficile come quello odierno?
Sono particolarmente felice di dirigere questo primo lavoro di Janáček perché ne ho già diretto i lavori successivi, Kát'a Kabanová, L'affare Makropulos e Jenufa: mi interessa molto capire, studiando quest'opera, come sia nato tutto quel mondo che conosco perfettamente: in Šárka si sente quello che verrà, alcune cose in forma ingenua certo, ma comunque sono già presenti. Per quanto riguarda Mascagni non posso che rileggerlo da toscano, con quell'amore incredibile per il suo talento immenso, un talento che esprime in Cavalleria rusticana e che sappiamo, con dispiacere, che non seppe più replicare.
Dopo Venezia, quali saranno i suoi prossimi impegni?
Dirigerò L'Heure Espagnole di Ravel ad Ancona, anche in questo caso abbinata in un interessante dittico ad Andata e ritorno di Hindemith, poi tornerò a Firenze per Adriana Lecouvreur. Sono comunque tempi di crisi e ci tengo a sottolineare la professionalità con cui teatri come
a cura di Enrico Bettinello

Mikoláš Aleš, Libuše

Mikoláš Aleš, Bivoj
Indice
Intervento di Giuliano Segre
In primo piano
Editoriale
FOCUS ON
Lamazzone Šárka e le antiche leggende ceche
di Sergio Corduas
A proposito di «Šárka» di Leóš Janáček
di Paolo Cossato
Pietro Mascagni e il codice donore rusticano
di Adriana Guarnieri
Bruno Bartoletti dirige Janáček e Mascagni
di Enrico Bettinello
Musica del reale e cultura popolare. Ermanno Olmi racconta le sue regie per la Fenice
di Martina Buran e Riccardo Triolo
Il linguaggio visivo di Arnaldo Pomodoro
di Patrizia Parnisari
Ermanno Olmi: un ritratto tra immagini e suoni
di Mario Brenta
ALLOPERA
Haydn e lopera: «La vera costanza». A Treviso lallestimento di Elio De Capitani
di Andrea Lanza
«Il trovatore» secondo Denis Krief. Il capolavoro verdiano di scena a Bassano
di Arianna Silvestrini
LA CORNICE SINFONICA
La XXVI edizione del Premio Venezia. La Fenice apre il sipario sulla nuova rassegna pianistica
I concerti dellAccademia di San Giorgio. Lorchestra della Cini approda anche in Fenice
di Letizia Michielon
Trentanni di «Vita nella musica». Il Premio 2009 a Daniel Baremboim
Daniel Baremboim
di Mario Messinis
Palazzetto Bru, il sogno (realizzato) di Madame
di Manuela Pivato
Il «Requiem» di Maderna apre la stagione della Fenice
Apre lauditorium di Mario Botta per la Querini Stampalia. A novembre una nuova composizione musicale per Carlo Scarpa
La stagione degli Amici della Musica di Mestre. Al Toniolo la XXIV edizione di musica sinfonica e da camera
Salvatore Accardo incanta Vicenza. Il maestro celebra i cento anni della Società del Quartetto
di Fiorenza Conti
Gli Amici della Musica di Padova festeggiano Haydn. Il Quartetto Auryn per la LIII stagione di musica da camera
di Alberto Castelli
«Bis» a Padova per Piotr Anderszewski. Il pianista in concerto e in pellicola
di Alberto Castelli
Al via a Verona le rassegne dei Virtuosi Italiani
di Anna Barina
Il pianoforte di Anna Gourari
di Maria Weinmann
SACRO E BAROCCO
Tra Pieve di Cadore e Venezia in scena lorgano. Concluso in ottobre un fitto programma di concerti e seminari
di Giuseppe Patuelli
Gli ottantanni di Luigi Ferdinando Tagliavini ai Frari. Nella basilica veneziana il concerto con Margherita Gianola
di Letizia Michielon
Regione Veneto e Fondazione Levi celebrano Giovanni Asola e Giovanni Croce. Ricorre questanno il quarto centenario della morte
di Maria Teresa De Gregorio
Il Fondo musicale Correr. Uno studio sui manoscritti delle «putte» dellOspedale della Pietà
di Giorgio Bussolin e Stefano Zanus Fortes
CONTEMPORANEA
Venezia, Biennale Musica 2009. Riflessioni
di Dino Villatico
Ernesto De Martino approda alla Biennale
La pizzica magica di Anna Cinzia Villani
I primi trentanni dellEx Novo Ensemble
«Risonanze Fall 2009» e «danzedautunno». I nuovi percorsi del Fondamenta Nuove
La tragedia di Bophal tra immagini e note. Si conclude ai Frari il World Venice Forum
La perenne novità del mito di Prometeo. Intitolato al titano il progetto dellAgimus Venezia
di Marco Del Monte
CANTIERE REGIA
Sulla messinscena di «Orfeo» fatta da Bob Wilson alla Scala
di Enrico Girardi
«Cyrano de Bergerac» secondo Daniele Abbado. Il lavoro del regista dal teatro di musica a quello di parola
LALTRA MUSICA
I Modena City Ramblers sbarcano a Venezia. Tre concerti in laguna con Giovanni DellOlivo
In attesa del quinto album, il ritorno dei Massive Attack
di Marco Rispoli
A Portogruaro la canzone dautore di Gianmaria Testa
di Guido Michelone
Paolo Nutini: la canzone dautore viene dal Regno Unito
«Tonight: Franz Ferdinand». A Jesolo lappuntamento con la band scozzese
di John Vignola
Unisola a tempo di jazz. La VI edizione del San Servolo Jazz Meeting
«Half The Fun», un nuovo disco per il Franco DAndrea Quartet
di Enrico Bettinello
«Il Nuovo Canzoniere Italiano»: la rivista
di Gualtiero Bertelli
Da Lisbona a Venezia Teresa Salgueiro e Mafalda Arnauth. Lex voce dei Madredeus e la stella del fado si raccontano
di Guido Michelone
IN VETRINA
Gli ottantanni di Marcello Conati. Alla Cini una giornata di studi dedicata allo studioso
di Jacopo Pellegrini
I Ballets Russes di Sergej Diaghilev. Un convegno a Venezia per il centenario del debutto
Tendenza Fenice, happy hour tra gli stucchi
di Manuela Pivato
Il «Fenice Day» per i quarantanni di carriera di Katia Ricciarelli. La serata di fund rising a favore del Teatro veneziano
CARTA CANTA – LIBRI
Quattro recensioni
di Giuseppina La Face Bianconi
CARTA CANTA - DISCHI
«From a Dream», le chitarre di Muthspiel, Grigoryan e Towner
di Giovanni Greto
Per Raitrade gli «esercizi romani» di Robert Wyatt
di Giovanni Greto
COSE DI MUSICA
La musica ci cura, ma non so perché. Considerazioni sulle reazioni provocate dallarte delle note
di Cecilia Dolcetti
IN SCENA
«Elisabetta II» di Thomas Bernhard di scena a Treviso. Esce in Italia il postumo «I miei premi»
di Eugenio Bernardi
Uno Scenario futuro
di Cristina Ventrucci
«È bello vivere liberi» di Marta Cuscunà
La «Tempesta» di Anagoor al Premio Scenario. La giovane compagnia veneta mette in scena Giorgione
«Movimenti IPERattivi» al Fondamenta Nuove
di Carlo Mangolini
«DAmore Vero nel vero», una maratona di teatro ad Asolo. Non stop di spettacoli per Leo de Berardinis
A «Chance to Change» per Giovani a Teatro
di Cristina Palumbo
DINTORNI – TEATRO
Teatro Stabile o Teatro Ideale?
di Gianni De Luigi
DINTORNI – CINEMA
Erotic Art Tinto Brass
di Fiorella Mancini
Musica Last Minute
a cura di Fiorella Mancini
DINTORNI ARTE
Romano Pascutto al Museo del Paesaggio
di Silvia Carraro
CORTESIE PER GLI OSPITI
Cini, musica per Carlà
a cura di Manuela Pivato
RUBRICHE
Zoom
a cura di Ilaria Pellanda