Musica del reale e cultura popolare. Ermanno Olmi racconta le sue regie per la Fenice



novembre/dicembre 2009, n. 31
ISSN 1971-8241

Data di pubblicazione su web 10/11/2009

VeneziaMusica e dintorni, a. VI, n.31, novembre-dicembre 2009

Pubblichiamo qui di seguito tre interventi che appariranno nel prossimo numero della rivista “Veneziamusica e dintorni”, relativi ai due spettacoli Šárka di Leoš Janáček e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, in scena dall'11 al  20 dicembre 2009 al Teatro La Fenice di Venezia. Si tratta delle interviste al regista Ermanno Olmi a cura di Martina Buran e Riccardo Triolo, allo scenografo Arnaldo Pomodoro a cura di Patrizia Parnisari, e al direttore d'orchestra Bruno Bartoletti a cura di di Enrico Bettinello.

 

In occasione della messa in scena di Šárka di Leoš Janáček e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, in programma alla Fenice tra l'11 e il 20 dicembre, abbiamo incontrato il regista Ermanno Olmi. Cantore negli anni del boom di un'Italia arcaica, rurale e pura (Il posto, L'albero degli zoccoli) e alfiere di un cinema che affonda le proprie radici nell'istanza documentaria ancorché narrativa, ha di recente ripudiato il cinema di finzione, che ha lasciato in seguito all'amaro Centochiodi (2007), per tornare al cinema del reale. Suo il recente documentario Terra madre (2009), dedicato al cibo e al suo legame indissolubile con la terra.

Maestro, qual è il suo rapporto con il teatro musicale?

Parte da lontano. Quand'ero bambino non c'era la possibilità che c'è oggi di ascoltare la musica registrata, era la gente del popolo che cantava. Tra questi canti si sentivano spessissimo arie d'opera, romanze. Avevo circa sei anni quando il MinCulPop proponeva per il popolo al Castello Sforzesco gli spettacoli della Scala. I miei genitori ci andavano spesso ed è lì che ho sentito per la prima volta Pagliacci, o visto i primi balletti. Dunque la mia scelta del teatro musicale non è razionale, nasce piuttosto da una simpatia, da un'adesione spontanea coltivata sempre come gioia del canto.

Ermanno Olmi
Ermanno Olmi

Quindi lei riconduce il teatro d'opera alle origini del canto popolare...

Sto leggendo la storia del teatro d'opera italiano di Lorenzo Arruga (Lorenzo Arruga, ll Teatro d'opera Italiano. Una storia, Feltrinelli, 2009, ndr.) che segnala tra l'altro come in questo genere teatrale la musica non sia un ornamento, ma un modo di interpretare la realtà. Pensi del resto anche al teatro di prosa, dove la musicalità è nella parola. La canzone stessa, che nasce ancora prima del teatro d'opera non è che una poesia resa in canto.

Il racconto della realtà e le radici popolari sono due costanti della sua arte...

La definizione di arte popolare non è riduttiva ma rappresentativa di una cultura che non ha il miraggio del successo, del danaro. I canti del popolo sono sempre canti che nascono in condizioni di purezza d'animo. Bellini ascoltava i canti delle filandere per comporre La sonnambula, la musica di Verdi reinterpreta i canti della sua terra, lo stesso Mozart si ispirava ai canti delle osterie. Il popolo, nella sua espressione più genuina, è stato sempre fonte di ispirazione per i compositori, il che dimostra che i grandi non vivevano nei templi della musica, ma nel tempio della realtà quotidiana che è il tempio dell'universalità.
 

Mikoláš Aleš, Arrivo dei Cèchi sul monte Říp
Mikoláš Aleš, Arrivo dei Cèchi sul monte Říp

Nasce da qui la scelta di portare in scena due opere legate alla cultura popolare: Šárka di Janáček, che reinterpreta un mito fondativo della tradizione ceca, e Cavalleria Rusticana di Mascagni, che è profondamente legato alla tradizione siciliana?

Sì, ma attenzione a non scambiare il folclore con l'arte e la cultura popolare. Il folclore è ciò che di un popolo resta in superficie, quando non si è in grado di coglierne la sostanza profonda. I grandi maestri ricavano dal popolare l'aria della realtà, quell'aria che si respira nei luoghi originari. Oggi purtroppo quei luoghi sono stati spazzati via come atto barbarico dalla televisione. Oggi viviamo in una realtà fasulla. Persino il popolo che appare in televisione finisce suo malgrado per recitare. È una follia.

Se il suo recupero del teatro avviene con quest'idea molto forte di racconto della realtà attraverso la musica del popolo, allora non è in contraddizione con la sua scelta recente di abbandonare il cinema di finzione...

Certo. Per me l'abbandono del cinema di finzione è necessario nel momento in cui la storia narrata è utilizzata al servizio del film come prodotto di mercato. Non sono contrario al mercato, ma alla scelta a priori di un prodotto che deve andare sul mercato. L'artigiano che costruiva una sedia non la costruiva per il mercato, ma per il signore che gliel'aveva commissionata. Il consumismo ha un effetto deleterio perchè sta distruggendo il patrimonio della realtà naturale e soprattutto fa sì che ci circondiamo di oggetti fasulli. Tutta l'arte che nasce con i presupposti del supermercato è già condannata in partenza.

 

 

a cura di Martina Buran e Riccardo Triolo

Indice

 



 

Mikoláš Aleš, Fanciulla guerriera
Mikoláš Aleš, Fanciulla guerriera

 



 

Mikoláš Aleš (1852-1913), Profezie di Libuše
Mikoláš Aleš (1852-1913), Profezie di Libuše




 

Indice

 

Intervento di Giuliano Segre

In primo piano

Editoriale

 

 

FOCUS ON

L’amazzone Šárka e le antiche leggende ceche

di Sergio Corduas

A proposito di «Šárka» di Leóš Janáček

di Paolo Cossato

Pietro Mascagni e il codice d’onore rusticano

di Adriana Guarnieri

Bruno Bartoletti dirige Janáček e Mascagni

di Enrico Bettinello

Musica del reale e cultura popolare. Ermanno Olmi racconta le sue regie per la Fenice

di Martina Buran e Riccardo Triolo

Il linguaggio visivo di Arnaldo Pomodoro

di Patrizia Parnisari

Ermanno Olmi: un ritratto tra immagini e suoni

di Mario Brenta

 

 

ALL’OPERA

Haydn e l’opera: «La vera costanza». A Treviso l’allestimento di Elio De Capitani

di Andrea Lanza

«Il trovatore» secondo Denis Krief. Il capolavoro verdiano di scena a Bassano

di Arianna Silvestrini

 

 

LA CORNICE SINFONICA

La XXVI edizione del Premio Venezia. La Fenice apre il sipario sulla nuova rassegna pianistica

I concerti dell’Accademia di San Giorgio. L’orchestra della Cini approda anche in Fenice

di Letizia Michielon

Trent’anni di «Vita nella musica». Il Premio 2009 a Daniel Baremboim

Daniel Baremboim

di Mario Messinis

Palazzetto Bru, il sogno (realizzato) di Madame

di Manuela Pivato

Il «Requiem» di Maderna apre la stagione della Fenice

Apre l’auditorium di Mario Botta per la Querini Stampalia. A novembre una nuova composizione musicale per Carlo Scarpa

La stagione degli Amici della Musica di Mestre. Al Toniolo la XXIV edizione di musica sinfonica e da camera

Salvatore Accardo incanta Vicenza. Il maestro celebra i cento anni della Società del Quartetto

di Fiorenza Conti

Gli Amici della Musica di Padova festeggiano Haydn. Il Quartetto Auryn per la LIII stagione di musica da camera

di Alberto Castelli

«Bis» a Padova per Piotr Anderszewski. Il pianista in concerto e in pellicola

di Alberto Castelli

Al via a Verona le rassegne dei Virtuosi Italiani

di Anna Barina

Il pianoforte di Anna Gourari

di Maria Weinmann

 

 

SACRO E BAROCCO

Tra Pieve di Cadore e Venezia in scena l’organo. Concluso in ottobre un fitto programma di concerti e seminari

di Giuseppe Patuelli

Gli ottant’anni di Luigi Ferdinando Tagliavini ai Frari. Nella basilica veneziana il concerto con Margherita Gianola

di Letizia Michielon

Regione Veneto e Fondazione Levi celebrano Giovanni Asola e Giovanni Croce. Ricorre quest’anno il quarto centenario della morte

di Maria Teresa De Gregorio

Il Fondo musicale Correr. Uno studio sui manoscritti delle «putte» dell’Ospedale della Pietà

di Giorgio Bussolin e Stefano Zanus Fortes

 

 

CONTEMPORANEA

Venezia, Biennale Musica 2009. Riflessioni

di Dino Villatico

Ernesto De Martino approda alla Biennale

La pizzica magica di Anna Cinzia Villani

I primi trent’anni dell’Ex Novo Ensemble

«Risonanze Fall 2009» e «danzedautunno». I nuovi percorsi del Fondamenta Nuove

La tragedia di Bophal tra immagini e note. Si conclude ai Frari il World Venice Forum

La perenne novità del mito di Prometeo. Intitolato al titano il progetto dell’Agimus Venezia

di Marco Del Monte

 

 

CANTIERE REGIA

Sulla messinscena di «Orfeo» fatta da Bob Wilson alla Scala

di Enrico Girardi

«Cyrano de Bergerac» secondo Daniele Abbado. Il lavoro del regista dal teatro di musica a quello di parola

 

 

L’ALTRA MUSICA

I Modena City Ramblers sbarcano a Venezia. Tre concerti in laguna con Giovanni Dell’Olivo

In attesa del quinto album, il ritorno dei Massive Attack

di Marco Rispoli

A Portogruaro la canzone d’autore di Gianmaria Testa

di Guido Michelone

Paolo Nutini: la canzone d’autore viene dal Regno Unito

«Tonight: Franz Ferdinand». A Jesolo l’appuntamento con la band scozzese

di John Vignola

Un’isola a tempo di jazz. La VI edizione del San Servolo Jazz Meeting

«Half The Fun», un nuovo disco per il Franco D’Andrea Quartet

di Enrico Bettinello

«Il Nuovo Canzoniere Italiano»: la rivista

di Gualtiero Bertelli

Da Lisbona a Venezia Teresa Salgueiro e Mafalda Arnauth. L’ex voce dei Madredeus e la stella del fado si raccontano

di Guido Michelone 

 

 

IN VETRINA

Gli ottant’anni di Marcello Conati. Alla Cini una giornata di studi dedicata allo studioso

di Jacopo Pellegrini

I Ballets Russes di Sergej Diaghilev. Un convegno a Venezia per il centenario del debutto

Tendenza Fenice, happy hour tra gli stucchi

di Manuela Pivato

Il «Fenice Day» per i quarant’anni di carriera di Katia Ricciarelli. La serata di fund rising a favore del Teatro veneziano

 

 

CARTA CANTA – LIBRI

Quattro recensioni

di Giuseppina La Face Bianconi

 

 

CARTA CANTA - DISCHI

«From a Dream», le chitarre di Muthspiel, Grigoryan e Towner

di Giovanni Greto

Per Raitrade gli «esercizi romani» di Robert Wyatt

di Giovanni Greto

 

 

COSE DI MUSICA

La musica ci cura, ma non so perché. Considerazioni sulle reazioni provocate dall’arte delle note

di Cecilia Dolcetti

 

 

IN SCENA

«Elisabetta II» di Thomas Bernhard di scena a Treviso. Esce in Italia il postumo «I miei premi»

di Eugenio Bernardi

Uno Scenario futuro

di Cristina Ventrucci

«È bello vivere liberi» di Marta Cuscunà

La «Tempesta» di Anagoor al Premio Scenario. La giovane compagnia veneta mette in scena Giorgione

«Movimenti IPERattivi» al Fondamenta Nuove

di Carlo Mangolini

«D’Amore Vero nel vero», una maratona di teatro ad Asolo. Non stop di spettacoli per Leo de Berardinis

A «Chance to Change» per Giovani a Teatro

di Cristina Palumbo

 

 

DINTORNI – TEATRO

Teatro Stabile o Teatro Ideale?

di Gianni De Luigi

 

 

DINTORNI – CINEMA

Erotic Art Tinto Brass

di Fiorella Mancini

Musica Last Minute

a cura di Fiorella Mancini

 

 

DINTORNI ARTE

Romano Pascutto al Museo del Paesaggio

di Silvia Carraro

 

 

CORTESIE PER GLI OSPITI

Cini, musica per Carlà

a cura di Manuela Pivato

 

 

RUBRICHE

Zoom

a cura di Ilaria Pellanda