Piermario Vescovo
Entracte. Drammaturgia del tempo
Marsilio,Venezia, 2007, pp. 271
ISBN 8831793004
Data di pubblicazione su web 08/09/2009
Complesso nel suo intreccio di piani diversi e interrelati (il livello teorico si avvale di quello storico e dell'analisi per campioni drammatici), l'importante volume di Piermario Vescovo pone al centro del suo serrato argomentare la temporalità. Una categoria fondativa che ha prodotto equivoci e dibattiti, fra cui quello dei neoaristotelici riguardante una presunta oggettività temporale. Vescovo illustra, in maniera inoppugnabile, come essa abbia avuto più riscontro nell'ordine cartaceo del testo che nella concreta realizzazione scenica, poggiante su ellissi e tagli che consentivano una diversa durata dell'azione costretta nel tempo ristretto dei regolisti. Sul piano teorico, aleggiano le magistrali analisi di Szondi sulla peculiarità del teatro data dalla ‘presentificazione' che, come mostra Vescovo nel bellissimo epilogo, trasforma le diverse dimensioni del passato – non a caso l'analisi è condotta sullo straordinario testo di Beckett L'ultimo nastro di Krapp – in un qui e ora che senza sosta svapora.
Il libro si misura con le categorie più in uso nell'analisi testuale attinte alla fondamentale opera di Genette, sulla scia del meno noto Drama y tiempo di García Barrientos, prospettato come un punto di riferimento ineludibile per chi intenda inoltrarsi nel campo minato del teatro nella sua molteplicità di piani. Allo stesso modo il libro di Vescovo va considerato come uno studio fondamentale di cui non si potrà più fare a meno.
Otto compatti capitoli, incorniciati da un prologo e da un epilogo, dipanano l'ingarbugliata matassa della categoria ‘tempo', che, se nel congedo assume le molteplici sembianze delle voci del vecchio Krapp, nel prologo si personifica nel suo stesso nume che recita il prologo nell'Anconitana di Ruzante. Così lo studioso pone sul tappeto la prima e fondamentale questione: il dislivello fra il tempo mondano e quello teatrale, il cui saldo si fa attivo soltanto grazie all'intervallo in cui si collocano le ellissi e i tagli. Accanto a questo escamotage, elaborato dal teatro regolare cinquecentesco, Vescovo situa, per un immediato confronto, il salto di sedici anni, sottolineato dal tempo sotto forma di Coro, nel Racconto d'inverno di Shakespeare. Due testi teorici fra Sei e Settecento (
Al centro del libro i due capitoli più significativi ci aiutano a ricostruire il nostro approccio al teatro, liberandoci da luoghi comuni e pregiudizi, innanzi tutto dal ruolo svolto dalla Poetica di Aristotele. Il Commento a Terenzio di Donato, riscoperto nel primo Quattrocento, ne prende il posto: da esso derivò l'applicazione a Plauto della divisione in atti, così come la regola della scena vuota e della delimitazione dell'atto per rispondere a esigenze rappresentative (pp. 110-20). Vescovo ribadisce la differenza fra plot-division e stage-division, mutuata dalla critica anglosassone, rilevando come
I rilievi sulla mancata “coincidenza tra disposizione retorica e reale strutturazione scenica” (p. 151) toccano il cuore del problema: dai dialoghi di Ruzante alla Veniexiana all'accostamento del Borghese gentiluomo di Molière al Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare in nome del divario fra articolazione scenica e disposizione cartacea. Si danno, così, gli eroi “vittime del tempo contato”, come i personaggi del Cid, costretti a rientrare in un tempo inverosimile, contro cui, a ben guardare, si scagliano gli accademici della celebre querelle. Amleto che differisce il tempo o la tradizione del don Giovanni che riduce la doppia cena in una ci mostrano, grazie al bel libro di Vescovo, l'incidenza del tempo nel teatro, persino in quel teatro nel teatro (da Pirandello a Molière e Corneille) che abbiamo visto sinora soprattutto come rivoluzione dello spazio teatrale.
di Beatrice Alfonzetti
Entracte. Drammaturgia del tempo
Indice
7 Premessa
ENTRACTE
13 Prologo
detto dal Tempo
17 Teoria dell'entracte
(un abregé)
29 Scene e durata
(breve vademecum teorico.1)
65 Nessi e cerniere
(breve vademecum teorico.2)
114 La divisione in atti
(libro e scena)
150 Disposizione cartacea e disposizione scenica
(piccolo campionario di esempi)
183 Il tempo e l'ombra
(dramma e narrazione)
204 Eroi e vittime del tempo contato
(destino e unità di tempo)
231 Concentrazione e illusione
(isocronia e teatro nel teatro)
260 Epilogo
Una tarda sera, nel futuro
269 Bibliografia dei testi drammatici analizzati