Theaterheute, n. 6, 2009



2009, n. 6, pp. 64, € 9,80
ISSN 0040 5507

Data di pubblicazione su web 11/07/2009

Copertina

Apre questo numero di "Theaterheute" un interessante dossier che prende in esame il concetto di arte applicato al teatro secondo la creatività sviluppata dall'attore, lo scrittore, il regista, il costumista, il Dramaturg, il tecnico luci. Introduce la discussione Carl Hegemann, studioso di Hegel anche Dramaturg a Friburgo, Bochum e dal 1992 al 2006 presso la Berliner Volksbühne. Seguendo il pensiero di Schiller e Diderot, le opere di Bertolt Brecht e Heiner Müller, l'intervento attribuisce agli uomini di teatro, compresi i musicisti, dignità creativa e artistica pari a quella solitamente riconosciuta a pittori e scultori.

Il regista Nicolas Stemann parla del senso di paura e di ansia creativa che coinvolge gli autori di un allestimento nell'ambito delle loro diverse funzioni, unite da tensioni ed emozioni proprie del procedimento artistico. Stefan Kaegi racconta significative esperienze vissute dal collettivo Rimini Protokoll, di cui è cofondatore, dalle quali emerge il difficile rapporto tra teatro di ricerca e arte nella ricezione dello spettatore e della stampa. La riflessione di Matthias Hautmann, regista e futuro intendente del Burgtheater di Vienna, si sviluppa intorno alla necessità che il linguaggio teatrale si intrecci con le estetiche dell'arte contemporanea.

Il regista Thomas Ostermeier sostiene che l'arte teatrale possiede un proprio codice, autonomo e diverso dalle altre discipline. Il contributo alla discussione da parte dell'attore è dato da Joachim Meyerhoff che ironicamente non si definisce artista, e da Judith Rosmair, la quale espone il proprio pensiero attraverso due citazioni: "Ogni uomo è un artista" (Joseph Beuys) e "Ogni artista è un uomo" (Martin Kippenberger). Muriel Gerster non si definisce artista in quanto le sue scenografie sottostanno al disegno d'insieme della messinscena, non sono prodotti autonomi.

Dopo le dichiarazioni del regista Sebastian Hartmann, che affronta il rapporto tra arte e capitalismo, e le parole amare della scrittrice Sibille Berg, seguono Dea Loher, affermata commediografa, e Stefan Kimmig, regista del Thalia Theater di Amburgo, che dichiara la condizione di smarrimento creativo propria dell'artista contemporaneo e dell'uomo di spettacolo. Preziosa è la testimonianza di Friederike Heller, regista del Burgtheater della capitale austriaca e convinta sostenitrice dell'identità artistica del teatro, in quanto produce modelli estetici per la cultura figurativa in generale. Chiudono questa rassegna di dichiarazioni il regista Martin Kusej che parla di poesia connessa al suo mestiere, Elfriede Jelinek con uno scritto mirato alla necessità del teatro di rinnovare continuamente la propria entità artistica, e il regista Volker Lösch, che si considera artista a tutti gli effetti.

La sezione "Aufführungen", lo spazio della rivista berlinese dedicato alle principali novità prodotte dalla scena tedesca, raccoglie recensioni di spettacoli che condividono il tema del rapporto tra teatro e capitalismo, a partire da Hauptversammlung di Rimini Protokoll in cui, vicino ad Helgard Häug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel, ossia i componenti del gruppo, agiscono attori arruolati tra la gente comune o tra professionisti di determinate categorie. In questo spettacolo si riconoscono i membri del direttivo della Daimler AG, impegnati nella loro assemblea sotto gli occhi del pubblico formato unicamente dai soci azionari.

Kontrakte des Kaufmanns, novità di Elfriede Jelinek ispirata ad una vicenda di scandalo finanziario successo recentemente a Vienna, è un testo ironico e dissacrante. Affidato alla regia di Nicolas Stemann ha debuttato nello Schauspiel di Colonia per l'interpretazione di Ralf Harster, Therese Dürrenberger, Daniel Lommatzsch, Franziska Hartmann e Maria Schrader. Riflessioni sull'amore giovanile, in un intreccio di storie inquietanti, caratterizzano il tessuto narrativo di Die Geheimnisse der Kabbala, che Alvis Hermanis ha ricavato dai racconti di Isaac Bascheris Singer e ha affidato all'interpretazione di Ilknur Bahadir, Markus John, Anja Lais e Martin Reinke. L'allestimento, apprezzato da pubblico e critica, ha debuttato nello Schauspiel di Colonia.

Lo Schauspielhaus di Düsseldorf ha ospitato tre importanti allestimenti: Black Box tratto dall'omonimo romanzo di Amos Oz per la regia e l'interpretazione di Götz Sculte, Ilja Niederkirchner e Meriam Abbas e Amélie Niermeyer; lo schilleriano Kabale und Liebe affidato alla cura scenica di Andreas Kriegenburg, che trasferisce la commedia nella contemporaneità e accentua i toni drammatici del testo, affrontato con abilità dagli attori Janina Sachau, Daniel Christensen, Katrin Röver nei ruoli principali; infine, sempre per la regia di Kriegenburg,  Beteiligten di Katrin Röggla, una  acuta e inquietante indagine nell'universo giovanile.

In "Akteure" si legge il profilo artistico di Toni Servillo. Particolare attenzione viene riservata alla produzione cinematografica, da Gomorra a Il Divo, e alle esperienze teatrali, ricordando la fondazione del Teatro Studio di Caserta e la partecipazione a Falso Movimento con Mario Martone. Nell'articolo successivo Jürgen Gösch e Johannes Schütz parlano dei segreti del mestiere dell'attore.

Il testo (Das Stück) del mese è faust hat hunger und verschluckt sich an einer grete di Ewald Palmetshofer, recentemente allestito da Felicitas Brucker nello Schauspielhaus di Vienna.

di Massimo Bertoldi

Indice

FOYER
Man klatscht!
Augusto Boal konnte sich über das europäische Publikum nur wundern

WAS HEISST HIER KUNST?
Carl Hegemann
Die Kunst der Unwahrscheinlichkeit oder Das Nichtkönnen können
Kunst darf nicht wie Kunst aussehen–Versuch einer Begriffsklärung
Positionen
Verstehen Sie sich als Künstler? Eine Frage und 17 Antworten von Nicolas Stemann, Stefan Kaegi, Matthias Hartmann, Thomas Ostermeier, Joachim Meyerhoff, Judith Rosmair, Muriel Gerstner, Sebastian Hartmann, Sibylle Berg, Dea Loher, Stephan Kimmig, Jan Bosse, Friederike Heller, Katrin Brack, Martin Kusej, Elfriede Jelinek und Volker Lösch

AUFFÜHRUNGEN
Franz Wille

Das große Wir
Theater und Kapital: Rimini Protokoll belauscht in Berlin die Daimler-Hauptversammlung, Nicolas Stemann prüft in Köln Elfriede Jelineks Kontrakte des Kaufmanns
Barbara Burckhardt
Love is a losing game
Theater und Leben: In Köln führt SIGNA in die Abgründe der Hades-Fraktur, und Alvis Hermanis ergründet Die Geheimnisse der Kabbala
Andreas Wilink
Turbulenzen mit Aufwind
Zwischenbilanz aus Düsseldorf mit Inszenierungen von Andreas Kriegenburg und Amélie Niermeyer sowie Kathrin Rögglas Die Beteiligten

AKTEURE
Sabine Heymann
Der Anti-Divo
Der italienische Theaterschauspieler Toni Servillo ist mit 50 plötzlich ein Kinostar – als Il Divo Andreotti und Giftmüll-Mafioso in Gomorrha
Roland Schimmelpfennig
Ein Schwarm Vögel
Eine Laudatio auf Jürgen Gosch und Johannes Schütz zur Verleihung des Theaterpreises Berlin der Stiftung Preußische Seehandlung

DEBATTE: MARX ODER MURX?
Stefanie Carp
Gutes Gift
Das Kapital ist durchaus brauchbar in der Krise
Kathrin Röggla
Die sogenannte Systemfrage
Über Alternativen zum Kapitalismus nachzudenken, muss erlaubt sein

DAS STÜCK
Franz Wille
Nette Nachbarn Ewald Palmetshofers faust hat hunger und verschluckt sich an einer grete in Wien

CHRONIK
Aachen - Václav Havel Abgang
Berlin - Roland Schimmelpfennig Idomeneus
Basel - Dennis Kelly Nach dem Ende, Viebrock/Ubenauf Die Bügelfalte des Himmels hält für immer
München - Herbert Achternbusch Susn, Fallada Kleiner Mann – was nun?
Frankfurt - Armin Petras nach Cassavetes Opening Night
Oberhausen - Henry Miller Sexus
Zürich - nach Tolstoi Anna Karenina

DATEN

Festival-Kalender
Juni-Premieren
Hinweise
Suchlauf – Programmhinweise

MAGAZIN
Ein Nachruf auf den brasilianischen Theatermacher Augusto Boal
Ein Festival neuer finnischer Dramatik in Rostock
Das 6. Körber Studio Junge Regie in Hamburg
Zum Tod der Schauspielerin Gisela Stein
Brigitte Maria Mayers filmische Installation zu Heiner Müllers Anatomie Titus

VORSCHAU

IMPRESSUM