Theaterheute, n. 4, 2009
Spetta al dossier "Deutschland, deine Mythen" l'apertura a questo numero di "Theaterheute". L'intervento di Helfried Munkler, sociologo e autore del volume Die Deutschen und ihre Mythen (Rowohlt Verlag, Berlin), analizza la funzione del mito nella cultura e nella politica tedesca seguendo i cambiamenti degli oggetti simbolici in relazione ai fatti storici, dall'eredità del nazismo al crollo del muro di Berlino, fino ad oggi e pensando alle prospettive future. A queste tematiche il teatro tedesco contemporaneo dedica molta attenzione.
Armin Petras in Rummelplatz, riduzione dell'omonimo romanzo di Werner Bräunig, rivisita i miti nazionali nati negli anni della ricostruzione postbellica, mentre Peter Kastenmüller con Schwarz Gold Rot, testo recentemente oggetto di trasposizione cinematografica, segue il pensiero filosofico di Theodor W. Adorno per denunciare la crisi del modello borghese tedesco e la sua incapacità di attualizzarsi codificando nuove forme morali. Wunde Dresden di Völker Losch analizza gli effetti devastanti subiti nel febbraio 1945 dalla città di Dresda, eletta a metaforico mito di morte e rovina, che trova nei testi di Heiner Müller il vertice del suo percorso letterario. Il discorso si sposta nel versante cinematografico dove vengono presi in esame importanti film come i recenti Operation Walküre, Anonyma – Eine Frau in Berlin, Der Baader Meinhof Komplex.
Ricca è la sezione "Neue Stücke" in cui si presentano le novità della drammaturgia tedesca. Protagonisti di Kritische Masse di Oliver Bukowsky sono uomini con problemi edipici che poi diventano consumatori incalliti di feticci e video pornografici. La cruda commedia è stata allestita da Sebastian Nübling nel Deutsches Schauspielhaus di Amburgo con la partecipazione di Jana Schulz, Hedi Kriegeskotte, Samuel Weiss, Juliane Koren e Marie Leuenberger. Ping Pong d'Amour di René Pollesch, allestito nei Kammerspielen di Monaco e recitato da Katja Bürkle, Martin Wuttke e Bernd Moss, costruisce l'intreccio narrativo di personaggi dissoluti, memore delle lezioni di Michael Foucault e Jacques Lacan.
Thomas Jonigk in Donna Davison presenta il sesso contaminato dalla logica del denaro attraverso la travagliata storia della pornostar del titolo affidata all'interpretazione di Alwara Höfel, affiancata da Katharina Schmalenberg, anche regista della messinscena prodotta dal Deutsches Theater di Berlino. Si prosegue con Lilly Link di Philipp Löhle, in scena nel Volkstheater di Monaco per la regia di Philipp Jescheck e l'interpretazione nei ruoli principali di Barbara Romaner e Jean – Luc Bubert. E' la vicenda di una ragazza solitaria, lacerata dalla partenza del fidanzato per l'America e dal fratello ricoverato in psichiatria. L'amore, il sesso, l'amicizia e la bellezza, sono i temi dominanti in Die goldenen letzten Jahre (testo pubblicato in versione in teatro in questo numero della rivista), in scena a Bonn.
Nella sezione "Akteure" si legge il profilo artistico di Steven Scharf, attore che è salito alla ribalta a seguito della partecipazione nel ruolo di Giasone a Mama Medea, riscrittura moderna della tragedia euripidea ad opera di Tom Lanoy e allestita nei Kammerspiele di Monaco nel 2007. Nel 2008 si è fatto applaudire nella parte femminile della signorina Borstek in Kaspar Häuser Meer di Felicia Zeller e quest'anno in Rechnitz di Elfriede Jelinek per la regia di Jossi Wieler.
Segue l'intervista ad Hilmi Sözer, attore cinematografico prestato al teatro, che racconta il proprio percorso artistico e si sofferma sul tema della migrazione e degli effetti dell'11 settembre. A Ruth Drexel, prestigiosa attrice recentemente scomparsa, è dedicato un intenso e delicato ricordo. Protagonista della scena tedesca dal secondo dopoguerra ad oggi, mosse i primi passi nel Berliner Ensemble di Brecht e poi nella Berliner Volksbühne diretta da Erwin Piscator, proseguì nei Kammerspielen della città bavarese, ritorno nella capitale, alternò la sala teatrale al cinema. Memorabili rimangono le interpretazioni di Starken Stamm di Marieluise Freisser nel 1980, per la cura scenica di Dieter Gresing. e nella brechtiana Mutter Courage nel 1982 per la regia di Rolf Stahl.
di Massimo Bertoldi
Indice
FOYER
Aktien zu Eintrittskarten
Rimini Protokoll lindert die Daimler-Krise
DEUTSCHLAND, DEINE MYTHEN
Die Kraft der großen Erzählungen
Ein Gespräch mit dem Autor und Politikwissenschaftler Herfried Münkler
über die Mythenarmut der Nachkriegsdeutschen, das doppelte Problem von 89 und die Notwendigkeit identitätsstiftender Erzählung
Eva Behrendt
Fukuyamas Handtasche
Stochern in der Wunde Deutschland mit Volker Lösch in Dresden,
Peter Kastenmüller in Frankfurt und Armin Petras am Berliner
Maxim Gorki Theater
Bert Rebhandl
Das Glück der Deutschen
Ein Essay über das deutsche Geschichtskino zwischen Faktizität und Farce - Szenen aus einem nachtragischen Staatswesen
NEUE STÜCKE
Franz Wille
Im Auge des Widerspruchs
Eine Frage der Perspektiven: Stücke von Oliver Bukowski, René Pollesch,
Thomas Jonigk, Philipp Löhle, Albert Ostermaier und Sibylle Berg
AKTEURE
Silvia Stammen
Ein Baum, der zweifelt
Ein Porträt des Münchner Kammerspielers Steven Scharf
«In was soll ich mich denn hineinintegrieren?»
Ein Gespräch mit Hilmi Sözer, Christian Petzolds Ali in Jerichow,
über Transnationalität, eine türkische Kindheit im Rheinland,
die Generation der Versöhner und Bildung als Chance
Michael Skasa
Gefeiert wird später
Zum Tod der bayerischen Volksschauspielerin Ruth Drexel
CHRONIK
Baden-Baden - Philipp Löhle Morgen ist auch noch ein Tag
Essen - Biljana Srbljanovic Barbelo. Von Hunden und Kindern
Berlin - Nina Ender Die Wissenden
Graz - Shakespeare König Lear
Halle - nach von Schönthan/Goetz Der Raub der Sabinerinnen
Köln - Anna Viebrock/Malte Ubenauf Der letzte Riesenalk
München - Shakespeare Maß für Maß
Schwerin - Gogol Der Revisor
Zürich - Jon Fosse Ich bin der Wind
DATEN
Premieren im April
Hinweise
Suchlauf
Programmhinweise
MAGAZIN
Off the wall – eine German Season im Londoner Royal Court
Das Karlsruher Uraufführungsfestival Schlaglichter
Zum Tod der Schweizer Schauspielerin Anne-Marie Blanc
Otto Tausig in Jan Schüttes Isaac-Singer-Verfilmung Bis später, Max» Paul Plamper bekommt den Hörspielpreis der Kriegsblinden» Gegenkritik: Peter Kastenmüller telefoniert mit Ulrich Peltzer
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