Ludovico Ariosto, Commedie, voll. I e II
Perugia, Morlacchi editore, 2007, pp. 266, € 11.00
ISBN 9. 788860.741172.
Data di pubblicazione su web 26/05/2009
Luigina Stefani (1942 – 1998) è stata una delle più competenti studiose della letteratura teatrale italiana compresa tra Quattrocento e Cinquecento. Fondamentale un suo studio apparso nel 1981 sulla rivista «Belfagor» dedicato alle Coordinate orizzontali nel teatro comico del primo Cinquecento, che era stato il consuntivo di due importanti edizioni critiche, non a caso dedicate a testi teatrali che solitamente si definiscono «minori»: prima (nel 1978, per la casa editrice D'Anna di Firenze) c'era stata la pubblicazione della commedia Eutichia di Nicola Grasso, andata in scena a Urbino nel
Tutti lavori che segnalavano l'intenzione dell'autrice di procedere secondo quelle che allora furono le indicazioni metodologiche della migliore storiografia letteraria, tesa a ricostruire meno le ideologie e più le concrete prassi testuali dei nostri autori, guardando cioè – come scriveva Carlo Dionisotti nel suo celebre libro su Geografia e storia della letteratura italiana (1967) – meno le vette (gli scrittori maggiori) e più le pianure (gli scrittori minori) del nostro panorama letterario per comprendere, in polemica con la critica idealistica o ideologica, la nostra storia. Sulla base di queste edizioni, puntigliosamente chiosate, e degli studi critici che le accompagnarono, Luigina Stefani venne compiendo un censimento delle energie creative che avevano mosso il quadro dello spettacolo italiano tra XV e XVI secolo, registrando – con la cura e la precisione del dato testuale analizzato – il progressivo comporsi di un nuovo panorama storiografico.
In quegli stessi anni l'autrice aveva avviato, quasi a voler portare al culmine la sua ricerca sulle radici della drammaturgia rinascimentale, lo studio del massimo autore italiano del tempo, Ludovico Ariosto, giungendo a pubblicare presso l'editore Mursia (1997) un primo volume dei quattro previsti per l'edizione integrale delle sue commedie, poco prima che la morte le impedisse di portare a compimento il suo progetto. Oggi, per merito dell'editore Morlacchi di Perugia e di Giovanni Falaschi (che insieme a Alessandro Tinterri dirige la collana perugina) quel progetto è stato ripreso e portato a compimento. Sono infatti usciti – così come li aveva preparati la Stefani – in una veste accurata e a un prezzo economico, i primi due volumi delle Commedie ariostesche, cui un terzo seguirà prossimamente. La bibliografia è aggiornata sulla base dell'edizione recentemente apparsa, a cura di Andrea Gareffi, presso la Utet di Torino. Ma la maggiore ricchezza del lavoro della Stefani giace nelle pagine dell'Introduzione al primo volume.
Assai ben documentato è l'assunto di fondo dell'operare drammaturgico dell'Ariosto che oggi diremmo, con esplicito anacronismo, ‘riformatore', basato cioè sull'adattamento e sull'attualizzazione delle trame e della lingua derivate dai classici (primo fra tutti Terenzio) nella prospettiva della costruzione di una lingua teatrale nuova. Una questione di grande rilievo che la studiosa analizza in rapporto alla tradizione ferrarese (e non solo) dei volgarizzamenti dal teatro latino, cui Ariosto si dedicò forse anche come attore. Ancora più interessante è la ricostruzione del percorso che conduce l'autore dalle commedie in prosa (esercizio di stile e di lingua) alle commedie della maturità: un percorso lungo il quale «Ariosto fondava, insieme alla ‘nuova commedia', anche una nuova socialità dell'evento drammaturgico» (p. 22 dell'Introduzione al vol. I). La quale non deve essere svalutata rispetto al modello engagé di Machiavelli o Aretino, ma osservata nella peculiarità ideologica di uno scrittore che agisce dall'interno del perimetro cortigiano. E trattando questo tema la Stefani suggerisce riferimenti assai cólti della drammaturgia ariostesca alla tradizione umanistica – dall'Alberti a Erasmo, per esempio – come anche puntuali rinvii ai testi maggiori dello scrittore (in primo luogo il Furioso) che forniscono «la prova inoppugnabile dell'interferenza [...] tra Libro teatrale e poema».
Ricca di spunti è la trama di riflessioni che la studiosa tesse muovendo dall'analisi della ‘costruzione dei personaggi' delle commedie in un percorso intertestuale assai dettagliato. In un'epoca – quale fu quella ormai lontana e alle nostre spalle – di insistito strutturalismo, l'attenzione a questa indagine in una chiave polemica rispetto ad altre tendenze ermeneutiche, quale traspare con tutta evidenza nelle pagine della Stefani, appare di grande interesse per lo studioso di drammaturgia, anche quando sia digiuno di filologia. Il puntiglio con cui la studiosa, affiggendo continuamente rimandi intertestuali, ci richiama all'ordine del giorno del suo lavoro (calare i testi d'Ariosto nel complesso panorama della corte ferrarese), è un buon esempio di come l'edizione di opere teatrali possa oltrepassare i confini dell'evento ed essere un capitolo della storia intellettuale.
di Siro Ferrone


Ludovico Ariosto, Commedie, a cura di Luigina Stefani.
vol. I: La Cassaria, I Suppositi (in prosa), Perugia, Morlacchi editore, 2007, pp. 266,
ISBN 9. 788860.741172.
vol. II: Il Negromante (I e II), La Lena, Perugia, Morlacchi editore, 2009, pp. 330,
ISBN 9. 788860.742766.
Indice
INDICE
Vol. 1
Una breve premessa
Introduzione
Riferimenti bibliografici
Nota biografica
Bibliografia
Opere citate compendiosamente nel commento
Rappresentazioni cinquecentesche
Nota ai testi e al commento
La Cassaria (in prosa)
I Suppositi (in prosa)
Vol. 2
Il Negromante (prima redazione)
Il Negromante (seconda redazione)
La Lena