Maske und Kothurn, n.1, 2008
A cura di Thomas Kuchenbuch
Wien-Köln-Weimar, Böhlau Verlag, 54. Jahrgang / 2008, Heft 1 – 2 , 2008, pp. 262, € 29,90
ISSN 0025-4606
Data di pubblicazione su web 24/04/2009
Il volume raccoglie una serie di saggi che concorrono ad esplorare e recuperare l'identità artistica e culturale di questo indiscusso ma dimenticato protagonista del cinema dei primi anni trent'anni del XX secolo, come sottolinea il curatore Thomas Kuchenbuch nel suo intervento introduttivo, Max Linder – der bekannte Unbekannte (Max Linder – lo sconosciuto conosciuto), che ripercorre la bibliografia, offre preziose notizie in merito ai recenti restauri dei film e presenta la formazione teatrale dell'artista e i suoi legami con le teorie del comico di Henry Bergson. Argomenti questi affrontati anche da Frank Kessler e Sabine Lenk (Max Linder auf der Bühne), che prima si soffermano sulle esperienze giovanili maturate a Parigi e Bordeaux, poi esaminano la partecipazione come attore a La grande famille di Alexandre Arquillière (1905) e a Miquette et sa mère, commedia di Robert de Flers e Gaston–Armand de Caillavet (1905-1906).
Si prosegue con lo scritto di Eric Le Roy (Max Linder, der Mann mit dem seidenen Hut). Lo studioso, per dimostrare il ruolo primario esercitato dall'attore nel cinema comico francese di inizio Novecento, analizza la produzione avviata a partire dal 1905, di cui sono protagoniste le avventure di Max, giovane dandy, uomo di mondo elegante e irreprensibile, inconfondibile per i baffetti, il lucente cilindro e i candidi guanti. Il riferimento è ai film di maggior successo, Max pratique tous les sports e Max lance la mode. Quest'ultimo è analizzato nel dettaglio da Manfred Engelbert (MAX, Kind der “Belle Epoque”), che riconosce nel personaggio contaminazioni circensi.
Il tema della conversazione telefonica nel teatro boulevard e nel cinema francese attraversa il saggio di Kirsten von Hagen (Vier Hochzeiten und ein Telefon – oder Max Linder zwischen Vaudeville und Filmburleske) ed è sviluppato sul confronto tra il film Mariage au téléphone diretto nel 1912 e le sue fonti principali, quali le commedie Un mariage au téléphone di Maurice Hennequin (1888), Mariage par téléphone di Louis de
Un momento importante nel percorso creativo dell'attore francese fu il contatto con Vienna, come illustra Paolo Caneppele in Im “Bunten Allerlei”: Max Linder in Wien. Durante il soggiorno, tra il dicembre 1923 e la primavera 1924, fu girata la pellicola lunga meno di un minuto, Max Linder filmt
“Max”, der furiose Burgerschreck è il titolo del saggio di Ursula von Keitz. Al centro si pone l'uso del corpo scenico dell'attore, il suo linguaggio e la sua funzione comunicativa, quando chiamato ad interpretare opere comiche come Mariage forcé (1914), Victime du quinquina (1912), Max and his Taxi (1917). L'articolo di Yuri Tsivian (Russland, 1913) studia la diffusione della produzione cinematografica di Linder in Russia e l'incontro del regista e attore con gli esponenti del futurismo, soprattutto Vladimir Majakovskij che lo introdusse nel mondo del cabaret moscovita. Nei film posteriori si riconoscono tracce di questa esperienza. Pregevole è il contributo di Thomas Kuchenbuch (Max Linder – Momente und Phasen seiner Arbeit), che ricostruisce in modo minuzioso e processi creativi e le tecniche adottate per il montaggio dei film, come emerge da Les Débuts d'un patineur, Max toréados, Mariages imprévus, Max au convent.
Il volume di Böhlau offre al lettore utili strumenti per arricchire la conoscenza di questo personaggio ora restituito alla storia dello spettacolo in modo eccellente, quali la biografia, l'indice degli spettacoli teatrali, la filmografia, la bibliografia e una rassegna di recensioni e articoli. Spiccano i nomi di Chaplin, Georg Bernard Shaw, Sergej Jutkevic.
di Massimo Bertoldi
Maske und Kothurn, n.1, 2008
Indice
Inhalt
Vorwort
Thomas Kuchenbuch
Max Linder – der bekannte Unbekannte
Frank Kessler / Sabine Lenk
Max Linder auf der Bühne
Eric Le Roy
Max Linder, der Mann mit dem seidenen Hut
Manfred Engelbert
MAX, Kind der “Belle Epoque”.
Die französische Filmkomödie im Zeitalter ihren Weltgeltung:
„Max lance la mode / Max macht Mode“ (1912)
Kirsten von Hagen
Vier Hochzeiten und ein Telefon – oder Max Linder zwischen Vaudeville und Filmburleske
Paolo Caneppele
Im “Bunten Allerlei”: Max Linder in Wien
Franz Grafl
Der Zirkuskönig – Eine Annäherung
Ursula von Keitz
“Max”, der furiose Burgerschreck.
Zur schauspielerischen performance Max Linders
Jorg Schweinitz
Geglückte Materialisation.
Yuri Tsivian
Russland, 1913
Das Kino in der kulturellen Landschaft
Thomas Kuchenbuch
Max Linder – Momente und Phasen seiner Arbeit
Biographie
Mitwirkung an Theater – Aufführungen
Filmographie
Auswahlbibliographie
ANHANG
Teil 1 – Rezeptionszeugnisse und Artikel
Teil 2 – Tageszeitungen
Die Autorinnen und Autoren
Bildnachweis
Dank
Personenregister
Schlagwortregister
Titelregister