Cineforum 479, anno IIL, n. 9, novembre, 2008
Cineforum 479 si apre con lo speciale sul film che ha vinto l'ultimo festival di Cannes, La classe che Laurent Cantet ha tratto dall'omonimo libro di François Bégaudeau. Tre articoli e un'intervista al regista francese se da un lato sottolineano l'importanza e la riuscita del film, dall'altro evidenziano come la forte metafora che sta alla base del soggetto (le lezioni di un professore di francese in una classe multietnica di una scuola media alla periferia di Parigi), limiti, più che in altre occasioni, la possibilità di giustapporre punti di vista diversi sulla sostanza dell'opera.
Giampiero Frasca nel suo Campo e controcampo si sofferma su problematiche di carattere stilistico-formale, sottolineando come la divisione tra insegnante e studenti sia evidente già nelle inquadrature che raramente li comprendono insieme. Più concentrato sul personaggio del professor Marin (interpretato dallo stesso Bégaudeau), sui suoi errori e sulle sue incertezze risulta essere I conflitti del silenzio di Roberto Chiesi. La misura delle mura di Francesca Betteini-Barnes D. fa rimpiangere una volta di più l'impossibilità (tutta italiana) di vedere i film nella loro versione originale (specie un film così "parlato" come La classe), evidenziando come sfugga alla versione italiana la ricchezza dell'uso, da parte degli studenti, dell'argot, ovvero della "lingua delle banlieues", e del verlan, provocatorio gergo che si basa sull'inversione sillabica (verlan deriva proprio dall'inversione di "à l'envers", al contrario), che non trovano un corrispettivo in italiano. Lo stesso termine "sgallettate", indirizzato dal professore alle rappresentanti di classe è l'edulcorata traduzione di petasses, parola che risulta letteralmente molto vicina a "bagasce" e che rende più spiegabile la violenta rivolta dei ragazzi verso lo stesso professore, cosa che, nella versione italiana, risulta quantomeno eccessiva e pretestuosa. L'intervista al regista non aggiunge molto di nuovo se non il fatto che, a riprese avvenute (circa centocinquanta ore di girato in digitale), non fosse più così chiaro il progetto di farne solo un film per il grande schermo, ma anche una versione più lunga per la televisione; idea poi accantonata, ma che fa chiaramente capire come le differenze tra il linguaggio televisivo e quello cinematografico, si vadano notevolmente sfumando soprattutto nella visione degli stessi registi.
Particolarmente ricca è la sessione dedicata alle schede dei film del mese, soprattutto perché riguardano opere di notevole livello. Tra queste segnaliamo la bella recensione di Pier Maria Bocchi su The Hurt Locker, il film sulla guerra in Iraq di Katrin Bigelow, dove l'opera viene scomposta in otto movimenti, come se fosse un brano musicale, ricostruendo così ritmicamente le fasi del racconto, sottolineandone i momenti di espansione e di compressione dello spazio filmico nel quale la pattuglia di artificieri è chiamata ad operare (anche se, a mio avviso, manca l'analisi del ritorno a casa del protagonista che non ha la durata dei precedenti movimenti, ma che rappresenta un epilogo, ad libitum, quanto mai significativo). Addirittura due sono gli articoli che riguardano uno dei film più belli della stagione ovvero Wall-E l'ultimo capolavoro animato di casa Pixar; particolarmente ispirato risulta quello di Mattia Mariotti, che mette in relazione il robot protagonista con Totò e Ninetto di Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini (anche loro "dimenticati" in una discarica), mentre Alberto Pezzotta, in Umano, troppo umano, ci parla dell'animazione digitale, dei suoi progressi e di come il regista Andrew Stanton e la Pixar siano riusciti a realizzare un personaggio "memorabile", pur "ricalcando esplicitamente" la figura di E.T. Si segnalano altresì due articoli su Il matrimonio di Lorna (nuovo capitolo di quella saga degli "ultimi" che è la filmografia dei fratelli Dardenne), ed un'inaspettata ottima recensione di Vicki Cristina Barcellona, ultima "resistibile" fatica di Woody Allen.
Segue l'atteso speciale Tutto Venezia sulla mostra cinematografica del settembre scorso, che, nell'articolo consuntivo di Fabrizio Tassi, viene definita "una brutta annata", soprattutto per quanto riguarda i film in concorso. Queste opere non hanno soddisfatto i redattori di Cineforum, che, infatti, hanno assegnato il loro Leone d'oro ad una pellicola ingiustamente fuori concorso come Les plages d'Agnès di Agnès Varda (una grande lezione di cinema). Sempre fuori concorso sono i film 35 rhums di Claire Denis, Z32 di Avi Mograbi, Melancholia di Lav Diaz ed i corti di Manoel de Oliveira (altra grandissima lezione di semplicità e "secolare" freschezza), ai vertici dell'ideale top ten della rivista, (dove, comunque, riescono a trovare posto anche i lavori dei "selezionati" Miyazaki, Naderi e quello del vincitore Aronofsky).
Un discorso a parte lo merita uno dei "casi" di questa mostra e cioè la pellicola di José Mojica Marins Encarnação do demônio, un film davvero "estremo" (al limite dello snuff movie), che da più parti è stato indicato come il paradigma della mancanza di coraggio da parte dei selezionatori, che avrebbero dovuto inserirlo tra i film in concorso per la sua grande forza espressiva, la potenza delle sue sequenze e per la tenacia dimostrata dal regista che da più di trenta anni stava cercando di realizzare questa opera. Dopo aver attraversato tutti i generi cinematografici cosiddetti "bassi" (porno compreso), in una sorta di Ed Wood a lieto fine, Mojica Marins è riuscito, finalmente, ad avere riconosciuta la sua dignità di autore in uno dei più prestigiosi festival mondiali. Ovviamente l'articolo di Federico Gironi si accoda a questo coro di consensi inserendo, a ragione, il film tra le opere migliori viste alla mostra.
Chiudono il numero due ottime recensioni, vincitrici del Premio Ferrero, sul film di Paolo Sorrentino Il divo e sul "nuovo western" americano, quindi le usuali rubriche Filmese, DVD, Le lune del cinema, Soundtrack e Libri, dove si segnala la recensione della Breve storia del divismo cinematografico (Venezia, Edizioni Marsilio, 2007) di Cristina Jandelli.
Luigi Nepi
Indice
LAURENT CANTET: DIALOGHI DI FRONTIERA
Campo e controcampo di Giampiero Frasca
I conflitti e il silenzio di Roberto Chiesi
La misura delle mura di Francesca Betteni-Barnes D.
Un microcosmo sociale: conversazione con Laurent Cantet
SCHEDE
The Hurt Locker di Kathryn Bigelow di Pier Maria Bocchi
Wall-E di Andrew Stanton di Mattia Mariotti, Alberto Pezzotta
Il matrimonio di Lorna di Luc e Jean-Pierre Dardenne di Anton Giulio Mancino, Jonny Costantino
Vicky Cristina Barcelona di WoodyAllen di Simone Emiliani
Mamma mia! di Phyllida Lloyd di Pier Maria Bocchi, Luca Malavasi
Miracolo a SantAnna di Spike Lee di Tullio Masoni, Alberto Zanetti
FILMESE
Paolo Vecchi, Nicola Rossello, Fabrizio Tassi, Lorenzo Rossi, Simone Emiliani, Lorenzo Donghi
Lezione Ventuno - Parigi - PARA.DA Ex Drummer - The Mist - Zohan. Tutte le donne vengono al pettine
TUTTO VENEZIA
Venezia 65: il mito, la realta di Fabrizio Tassi
Francesca Betteni-Barnes D., Pier Maria Bocchi, Chiara Borroni, Gianluigi Bozza, Rinaldo Censi, Carlo Chatrian, Ermanno Comuzio, Marco Dalla Gassa, Lorenzo Donghi, Simone Emiliani, Bruno Fornara, Andrea Frambrosi, Leonardo Gandini, Federico Gironi, Giuseppe Imperatore, Pierpaolo Loffreda, Luca Malavasi, Roberto Manassero, Mattia Mariotti, Emiliano Morreale, Alberto Morsiani, Piergiorgio Rauzi, Lorenzo Rossi, Fabrizio Tassi
Il meglio delle varie sezioni
Film in concorso
Fuori concorso
Orizzonti
Giornate degli autori
Settimana della critica
PREMIO FERRERO
Ossimori. western verticale, western globale di Giorgio Avezzù
Il Divo: il potere logora la verità di Luca Marra
DVD a cura di Paolo Vecchi, Arturo Invernici, Bruno Fornara, Roberto Chiesi
LE LUNE DEL CINEMA a cura di Nuccio Lodato
LIBRI e SOUNDTRACK a cura di Ermanno Comuzio